Lo scopo dell’elaborato di tesi consiste nel valutare il fabbisogno energetico dell’involucro delle tipologie di edifici più diffusi sul territorio italiano, ovvero quelli residenziali, attraverso l’analisi di modelli di studio creati sulla base di ricerche storiche e statistiche, e confrontati con i risultati ottenibili da un intervento atto all’elevazione delle prestazioni dell’involucro esaminato, al fine di definire un prontuario di intervento per tipologie costruttive.
Il motivo che ha spinto la mia attenzione su questo tema, ovvero il recupero energetico dell’edilizia residenziale, è stato stimolato fortemente dalle partecipazioni a conferenze e dibattiti su quello che è diventato oggi uno degli argomenti più trattati nel contesto architettonico cioè la certificazione energetica e i metodi di miglioramento del comfort abitativo.
La scelta di concentrarsi su un determinato periodo storico, quello compreso tra gli anni Cinquanta e gli anni Settanta, è stata dettata da diverse ragioni: prima tra tutte dal fatto che il patrimonio edilizio residenziale è stato classificato come il più energivoro, in secondo luogo perché l’edilizia del dopoguerra rappresenta circa il 40% dell’intero costruito italiano, ed infine perché questo argomento rappresenta il futuro scenario di lavoro per noi neo-laureati.
Il lavoro si divide in due parti distinte, la prima riguardante l’analisi storica e sociale durante gli anni del secondo dopoguerra, periodo storico che ha portato alla realizzazione di un enorme quantità di edifici, e la seconda parte caratterizzata dallo studio energetico del sistema edilizio con particolare riferimento alle tecnologie ed ai materiali di costruzione degli anni analizzati. È stata sviluppata inoltre una terza parte di
approccio pratico su tre modelli di studio con attuazione dei metodi di intervento e recupero.
La riqualificazione oggi assume un ruolo fondamentale del settore delle costruzioni, la vastità di costruito, la ricerca della sostenibilità in ogni settore e la crisi, caratterizzano in questo momento il panorama edilizio dei prossimi vent’anni e una soluzione per tirare nuovamente su l’economia sembra appunto vertere sulla riqualificazione del patrimonio esistente e quindi verso l'intervento sul costruito.