L’evoluzione urbanistica del P.R.G.C. di Bra dal 1975 ad oggi
Alessandro Lovizolo
L’evoluzione urbanistica del P.R.G.C. di Bra dal 1975 ad oggi.
Rel. Maurizio Tiepolo, Mario Artuso. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2014
Abstract
Partendo dal repertorio cartografico e della storiografia locale a disposizione, si è condotta un’analisi del sistema insediativo e del territorio braidese, iniziando dal periodo successivo alla caduta dell’lmpero Romano, evidenziando i maggiori interventi architettonici ed urbanistici in grado di trasformare la città di Bra da piccolo nucleo agricolo a terza città - per popolazione ed importanza - della pianura cuneese.
Con la crisi della città antica conseguente alle invasioni barbariche, le popolazioni residenti nei nuclei urbani romano - che in età imperiale erano ubicati lungo la strada che collegava la città romana ad Augusta Taurinorum - si trasferirono in piccoli insediamenti d’altura lungo la fascia collinare che parte da San Giovanni Lontano e arriva sino al poggio di Sant’Andrea e Monte Guglielmo di Pollentia (l’attuale Pollenzo), già luogo di residenza estiva delle famiglie più agiate e sede dei primi poli monastici che, nel corso del X secolo, cominciarono ad essere potenziali luoghi di emigrazione della popolazione verso la fertile pianura braidese.
Tra questi, gli abitati attorno alla Pieve di S. Giovanni Lontano (Borgo Benitio), a San Antonino e a Sant’ Andrea Extra Muros formarono il primo nucleo della Bra pre-comunale. Incastellamento (metà del XIII sec.)
L’attestazione scritta più antica relativa all’esistenza del villaggio di Bra (locus) e di un territorio pertinente all’insediamento (fundus) è del 1082. Essa riportata la donazione, da parte della contessa Adelaide (figlia del marchese Olderico Manfredi) al monastero di San Colombano di Bobbio, di una cappella intitolata a Sant’Antonino, con cimitero e beni fondiari “in loco et in fundo Braida" e altre terre “ubi dicitur Pasquario", che doveva essere una località prediale prossima al luogo di Bra. Il fundus probabilmente era all’epoca un abitato policentrico, la cui popolazione si recava per il culto religioso, sia presso la cappella di Sant’Antonino, sia presso quella di Sant’Andrea. Esisteva dunque un abitato complesso che presumibilmente doveva essersi strutturato per nuclei distinti nel corso del XI secolo su terre soggette alla giurisdizione dei marchesi di Torino, formatosi in seguito alle prime invasioni saracene, con un incastellamento della regione ed un suo contemporaneo ripopolamento.
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