Dalla Passivhaus allo Zeb : nuovi metodi di prefabbricazione nell’ambito dell’edilizia residenziale
Eleonora Vottero, Giulia Zerbinati
Dalla Passivhaus allo Zeb : nuovi metodi di prefabbricazione nell’ambito dell’edilizia residenziale.
Rel. Marco Filippi, Valentina Serra. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2014
Abstract
"Il cambiamento climatico rappresenta una delle maggiori sfide che l'umanità dovrà affrontare nei prossimi anni. L'aumento delle temperature, lo scioglimento dei ghiacciai, la maggiore frequenza degli episodi di siccità e delle alluvioni sono tutti sintomi di un cambiamento climatico ormai in atto. I rischi per il pianeta e per le generazioni future sono enormi. Gli scienziati sono sostanzialmente d'accordo nel ritenere che all'origine di tali cambiamenti vi siano le emissioni di gas a effetto serra prodotte dall'attività umana. Tali emissioni e il loro costante aumento hanno fatto salire le temperature e il fenomeno dovrebbe proseguire nei prossimi decenni. Su scala mondiale le temperature dovrebbero aumentare di 1,4°C - 5,8° C entro il 2100 (rispetto alle temperature del 1990).
Questo è quanto emerge dalla Convenzione Quadro sui Cambiamenti climatici UNFCCC del 1992".
"É sempre più evidente come sia necessaria una strategia globale, anche a livello legislativo, al fine di limitare gli effetti del cambiamento del clima per la salvaguardia del pianeta.
Gli edifici sono responsabili del 40% del consumo globale di energia nell’Unione Europea. Il settore delle costruzioni è in espansione e ciò è destinato ad aumentarne il consumo energetico. Pertanto la riduzione del consumo energetico e l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili nel settore dell’edilizia costituiscono misure importanti necessarie per ridurre la dipendenza energetica dell’Unione e le emissioni di gas a effetto serra” .
Di risparmio energetico si è cominciato a parlare a partire dagli anni '70 del secolo scorso, in seguito alla prima grave crisi sull’approvvigionamento del petrolio. Alle preoccupazioni di allora, legate più che altro all'esaurimento, in breve tempo, delle fonti di energia fossile, si sono sommate quelle legate alle emissioni di biossido di carbonio (C02), derivanti dalla combustione di petrolio, carbone e gas naturale, che sarebbero la causa dell'effetto serra e conseguentemente del cambiamento del clima globale.
Col Protocollo di Kyoto (1997), riguardante la Convezione sui cambiamenti climatici, numerosi Stati, tra cui anche l’Italia, si sono impegnati a ridurre tali emissioni (del 7% rispetto ai valori del 1990) e quindi a perseguire una nuova politica di sviluppo sostenibile, incentrata essenzialmente sul risparmio energetico e sullo sfruttamento delle fonti di energia rinnovabile.
Quello dell'edilizia è uno dei settori in cui si può risparmiare la maggior quantità di energia, eppure, ancora oggi, manca un'adeguata cultura energetica.
Si pensi che l'energia impiegata nel settore residenziale e terziario, composto per la maggior parte da edifici, rappresenta oltre il 40% del consumo finale di energia della Comunità europea.
Le statistiche dicono che nelle case italiane si consumano due terzi dell'energia per il riscaldamento invernale e il raffrescamento estivo, un quinto per cucinare e produrre acqua calda e il resto per l'illuminazione e altri usi domestici. Tuttora, la maggior parte degli edifici residenziali europei non risponde alle normative sul risparmio energetico; basti pensare che un edificio residenziale italiano consuma intorno ai 160 kwh/m2a, di cui più di 100 kwh/m2a sono attribuibili al riscaldamento invernale. E' chiaro, quindi, che si può fare davvero tanto, intervenendo propriila rionti di energia rinnovabili. Negli ualricati ad alta efficienza energetuzioni é chiaramo a bassi coguadagni solari, permettono l’illuminaeescanodi minimizzare i consumi energetici. Per questo cciaro e la sua progettazione incida sulare, abstandard Passivhaus fino ad arrivare agli Zero Eiaome si ei svolgono un ruolo fondamentale per la ridamente abbiamo cercato di capire se esistono dei metodi do adattare aglinendoci come obiettivo una trasmittanza del W/m2K. La seconda parte della tesi riguarda i differentiicazione in campo di case passive: legno, calcestruzzo ed acciaio (abbinato sempre ad altri materiali)
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