La seguente tesi si prefigge di analizzare i rilevanti aspetti innovativi apportati dalla Legge regionale n. 3/2013, alla vigente normativa urbanistica piemontese tuttora regolata dalla storica Legge Astengo (Lr 56/77).
Lo scopo perseguito è stato quello di confrontare le suddette normative, sia in termini di principi e finalità che in termini di contenuti, strumenti urbanistici e metodologie ma anche di valutare le motivazioni che hanno portato a questa necessaria riforma.
La tesi intende sostenere la necessità di una nuova visione del territorio, che non deve essere rigidamente regolato e gerarchicamente strutturato, ma deve invece essere governato in modo sostenibile, cooperativo, negoziale e condiviso, basato sul principio della sussidiarietà e superando le frammentazioni delle pianificazioni settoriali.
L’obiettivo auspicabile è pertanto quello di chiarire e concretizzare, la necessaria adozione di metodi e strumenti efficaci per tendere ad una pianificazione basata sui principi della concertazione tra soggetti e di collaborazione tra gli enti, adeguata alle esigenze di sviluppo, osservando e valorizzando la questione ambientale.
Al fine di raggiungere tale obiettivo, si è analizzata la normativa nazionale e regionale vigente e le relative proposte di riforma per il governo del territorio, concentrando l’attenzione sui principi cardine su cui si basano i processi di copianificazione.
La scelta dell’argomento del presente lavoro, scaturisce dalla volontà di comprendere e di calarsi all’intemo delle attuali difficoltà e incertezze che caratterizzano la funzione di governo del territorio.