L’integrazione tra pianificazione territoriale e politiche energetiche come driver d’ innovazione territoriale
Constantin Sandu
L’integrazione tra pianificazione territoriale e politiche energetiche come driver d’ innovazione territoriale.
Rel. Guglielmina Mutani, Andrea Rolando, Silvia Saccomani. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Pianificazione Territoriale, Urbanistica E Paesaggistico-Ambientale, 2013
Abstract
In seguito alle conferenze sull'ambiente tenutesi da Rio e Kyoto in poi, si pensava a un cambiamento radicale, con una riduzione drastica delle emissioni di gas a effetto serra e dei consumi energetici però, la domanda di energia nel mondo è aumentata e con essa anche le emissioni di gas clima alternati, questo è dovuto a una forte richiesta da parte dei paesi in via di sviluppo (World Energy Outlook Special Report 2013).
L’Unione Europea fin dall’introduzione dello Schema Spaziale di Sviluppo Europeo (Potsdam, maggio 1999) si mostra sensibile al tema delle energie rinnovabili, considerate promettenti, e che oltre a contribuire al contenimento degli effetti negativi del settore energetico sull’ambiente, “si prestano in modo particolare per la realizzazione di sistemi di alimentazione decentralizzati e per impieghi locali, parzialmente indipendenti dalle reti di distribuzione, rafforzando in tal modo la flessibilità del sistema e l’offerta economica di energie nelle regioni periferiche” (Unione Europea, 1999). L’approccio intrapreso prosegue nel 2007 attraverso l’adozione da parte dell’Unione Europea del documento “Climate Action - Energy for a changing world/Energia per un mondo che cambia” con il quale l'Unione, entro il 2020, si impegna unilateralmente nella riduzione delle emissioni di gas serra del 20% rispetto al 1990, il raggiungimento di una quota del 20% dell’energia ricavata da fonti rinnovabili sul totale del mix energetico, e l’aumento del 20% dell’efficienza energetica.
L'obiettivo di riduzione di emissioni di gas clima alteranti, viene perseguito tramite la delibera 2009/28/CE che prescrive agli stati membri una riduzione dei consumi energetici e la promozione di fonti rinnovabili. Ciò rappresenta il preludio alla strategia Europa 2020 (Bruxelles, 2010) grazie alla quale si punta a una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva, che prenda in considerazione allo stesso modo i tre pilastri dello sviluppo sostenibile: economia, società e ambiente. Questa strategia è composta da cinque obiettivi principali, il terzo dei quali è appunto relativo ai temi energetici ambientali. Le azioni dell’Unione hanno influenza diretta sull’operato delle istituzioni Italiane, sia a livello nazionale, che a livello regionale e locale, le quali per rispettare gli obiettivi prefìssati intraprendono numerose azioni, sia di tipo normativo che di tipo strategico.
L’elaborato proposto si inserisce in questo contesto generale, con l'obiettivo di valutare la disponibilità di fonti energetiche rinnovabili presenti sul territorio della Regione Piemonte, analizzando se è possibile rispettare l’obiettivo di approvvigionamento del 20% di energia
proveniente da fonti rinnovabili. Vengono considerati come riferimento gli Ambito d’integrazione territoriale (Ait), un tipo di perimetrazione proposto dal Piano Territoriale Regionale, approvato a luglio del 2011, che raggruppano al loro interno un numero di comuni che gravitano intorno ad un centro abitato di dimensioni maggiori. Lo studio si concentrerà sull'analisi di fonti quali fotovoltaico, idroelettrico, eolico, biomassa forestale e geotermico presenti sul territorio degli Ait “Torino”, “Susa” e “Montagna Olimpica”, che complessivamente rappresentano ottantuno municipalità. È proposta una valutazione sul potenziale tecnico delle fonti sul territorio, intendendo per potenziale tecnico, il potenziale di energia producibile che non considera una possibile domanda di queste fonti da parte dei residenti che vivono sul territorio. Nella parte conclusiva del lavoro, si valuterà come possibili fattori socio-economici possono influenzare la domanda di energia proveniente da fonti rinnovabili e come questa interagisce con il potenziale tecnico.
Infine si verrà mostrata la vocazione energetica degli Ait e se esiste una possibilità che questi siano indipendenti da un punto di vista energetico, rapportando l’energia ricavabile da fonti rinnovabili con i consumi energetici degli ambiti interessati.
Le elaborazioni effettuate per determinare le potenzialità energetiche sono effettuate utilizzando software GIS (Geographic Information Systems).
Relatori
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