La pianificazione urbanistica a Belgrado
Kristina Kilibarda
La pianificazione urbanistica a Belgrado.
Rel. Riccardo Bedrone. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Pianificazione Territoriale, Urbanistica E Paesaggistico-Ambientale, 2013
Abstract
Se diciamo che la storia di una città è una delle sue linee guida di base per il suo sviluppo futuro, soprattutto nella pratica urbana europea, non è una dichiarazione di poetica, ma il fatto così evidente che non abbiamo nemmeno bisogno di parlarne.
I progettisti e gli architetti stanno cercando di preservare gli edifici storici e gli ambientali, le abitudini e i valori di abitanti, la vita di tutti i giorni, e il concetto di spazio di oggi, per pianificare le tali strutture urbane che sarebbero confortevoli per i cittadini e le attraente per i visitatori. Ancora di più, la storia della città è oggi una delle risorse urbane più utilizzate. Il branding della città e la ricerca dell’autenticità in un mondo globalizzato si basano sulla storia della particolare città. Alla ricerca per i turisti e gli investimenti, i governi della città ed i professionisti urbani di tutto il mondo, soprattutto in Europa, utilizzano la storia cittadina come una risorsa in concorrenza con le altre città.
Ogni piccola differenza, tutto ciò che rende una città "speciale" nel confronto con le altre città, simile per le dimensioni, le potenzialità economiche e umane, viene utilizzato per una migliore posizione nella mappa mondiale delle città.
Il sociologo Sreten Vujovic dice che "... lo studio di una città richiede attenzione sull’atemporalità, perché la storia e il tempo sono i contenuti della città, e che l’ambiente storico nasce dalla temporalità pura". (Vujovic, 1996)
Eppure, il caso di Belgrado è abbastanza contrario. Entrambi, il governo della città ed i professionisti di architettura e pianificazione sono molto indisposti a parlare di storia della città. La ragione potrebbe essere trovata nella sua storia molto complessa, durante la quale il ruolo della città è cambiato nel modo più frustrante. Le modifiche erano drammatiche, e gli strati del passato non potrebbero coesistere nello stesso spazio.
In questo lavoro di tesi discuteremo se sia possibile conciliare i ruoli storici della città e capire le sue potenzialità nel tempo moderno.
Nel capitolo successivo a questa introduzione è la presentazione di Belgrado e le sue caratteristiche generali come: la popolazione, il clima, la posizione geografica, etc.
I fatti sulla storia dell’urbanizzazione della Serbia e la città di Belgrado, sono presentati nella prima parte nel presente lavoro di tesi. Per primo è stato spiegato lo sviluppo degli primi insediamenti nel territorio della Serbia. Questo era il legame per capire meglio la posizione attraente di Belgrado.
Nel terzo, quarto, quinto e sesto capitolo si è trattato lo sviluppo del sistema antropico tra il XIX ed il XX secolo, in quella che può semplicemente essere definita P“era dell’urbanizzazione”. In particolare, sono stati esposti i fenomeni di crescita demografica associati all’inurbamento della popolazione e alla crescita smisurata dell’ambiente antropizzato che, in taluni casi, a raggiunto condizioni di degrado tali da essere quasi invivibile.
Nel terzo capitolo si affronta la questione delle sfide del XIX secolo, in cui si verificherà un’inevitabile allargamento della città di Belgrado e l’inizio della pianificazione urbana. Il quarto e quinto capitolo è centrato sull'analisi dei fenomeni socio- economici e geopolitici e se questo aveva il suo riflesso nella pianificazione urbana e nei piani. Nel quinto e sesto capitolo analizziamo i motivi e le circostanze per lo stato a margine dello spazio urbano dalla Prima fino Seconda guerra mondiale, cercando di trovare una spiegazione adeguata per questa situazione particolare del tessuto urbano.
Nel settimo capitolo vengono analizzate le conseguenze dello sviluppo urbano attraverso la lettura crono-storica dei principali documenti redatti dai anni settanta fino al anno 2000.
Nel ottavo capitolo si darà una panoramica dei principali strumenti della pianificazione territoriale e urbana nella Repubblica di Serbia.
Nel nono capitolo sono esposte le nuove strategie e le iniziative per lo sviluppo futuro della città di Belgrado.
Nelle conclusioni, infine, si enuncia la necessità di “cambiare rotta” nei modi e nei tempi della pianificazione urbana, per muoversi verso il futuro democratico e lasciare dietro l’era rigida del comunismo.
Magari all’inizio per capire meglio la storia, la cultura, la popolazione, lo spirito e la nazione in questo lavoro di tesi, è meglio leggere un articolo del giornalista statunitense:
“Esiste un paese nei Balcani, che si confina con se stesso. Dove vivono le donne più belle, e il tasso di natalità diminuisce. Dove i disoccupati lavorano più degli altri, dove nella terra più fertile vivono le persone che soffrono la fame. Dove i treni sono in ritardo in tempi previsti (programmati). Dove tutti giocano il calcio, ma stanno vincendo in pallanuoto, pallacanestro, pallamano o pallavolo. Dove tutti vanno in fretta al lavoro, ma nessuno arriva in tempo. Dove il giorno lavorativo di otto ore dura dodici ore. Dove l'assistenza sanitaria è gratuita, ma le cure mediche sono costose. Dove i giornalisti sono liberi di scrivere quello che gli viene detto. Dove la crisi globale ha la cittadinanza. Dove i appalti pubblici sono segreti, ma i segreti di stato sono pubblici. Dove le guerre non finiscono mai. Dove la storia si ripete ogni giorno. Dove le persone più ricche sono quelle che non hanno mai lavorato. Dove viene presa la valuta esterna per l’uso domestico. Dove le persone celebrano i santi,
ma maledicono Dio. Dove i intelligenti a causa di incomprensioni sono dichiarati pazzi, e i pazzi capaci. Dove gli analfabeti scrivono la storia. Dove le leggi sono illegali, e l'anarchia è lo stato normale. Dove il governo disprezza i cittadini come i testimoni indesiderati. Dove si vive dal futuro, perché non hanno il diritto al presente (Poiché allo stato attuale (presente) non hanno diritto). Dove tutti sorridono a tutti, e nessuno vuole bene a nessuno. Dove i procedimenti giudiziari durano più della vita. Dove le alluvioni di terra sono l’unico metodo di irrigazione. Dove invocano dittatore, e la democrazia si considera come la tassa per sciocchi. Dove si crede che il paese prospererà di più se degredà. Dove non sei normale se non impazzisci. Dove vivi solo per morire, dove il tempo è infinito... Welcome to Serbia!”
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