Torino : il racconto urbano nelle guide per i grandi eventi
Paola Gheller
Torino : il racconto urbano nelle guide per i grandi eventi.
Rel. Mauro Volpiano. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Restauro E Valorizzazione), 2013
Abstract
Scopo di questa ricerca è documentare e comprendere come la città di Torino si racconti attraverso le guide redatte in occasione dei grandi eventi di cui la città stessa fu teatro a partire dai primi anni dell’Ottocento.
Facendo riferimento ad autori che sono di fondamentale importanza, se si prende in considerazione il tema delle guide turistiche, in quanto furono tra i primi a confrontarsi con tale argomento si riassumerà in breve quanto già ampiamente discusso ed esposto nei loro scritti. I testi fondamentali per documentarsi sui rapporti fra guide turistiche, Grand Tour, turismo vero e proprio come tema sociologico che si trasforma da privilegio elitario in fenomeno di massa, guide come fonte per la ricerca storico-artistico-architettonica, vie di comunicazione e nuovi mezzi di trasporto sono sicuramente quelli di Cesare De Seta2, di Leonardo Di Mauro3, di Attilio Brilli4 e quello di Luciana Manzo e Fulvio Peirone5.
Oltre a questi importanti testi si può fare riferimento anche a diverse tesi di laurea, tra le quali sicuramente desidero citare la tesi di Oriana Cimalando6, Città ed itinerari in Piemonte attraverso le guide di viaggio tra antico regime ed età contemporanea del dicembre 2009, che con una selezione di guide, partendo dalla guida di Thomas Salmon del 1751, attraverso le più famose guide successive di Frères Reyceds (1776), Jérome Lalande (1787), Alberto Blanc (1791), Louis Dutens (1793), Giuseppe Vallardi (1807, 1828 e 1835), J. Barzilay (1828), Marco Nicolosino (1831), Ferdinando Artaria (1841) e fermandosi alla guida di Ernest Foerster del 1850 ripercorre l’evoluzione degli itinerari di viaggio tra Sette ed Ottocento sottolineando in modo particolare come sia possibile leggere attraverso questi documenti la situazione della viabilità, i servizi postali del XIX secolo, il primo impatto della ferrovia sul paesaggio e sullo sviluppo delle comunicazioni, la percezione e la fortuna critica dell’immagine e dei monumenti del Piemonte non solo in Italia ma nell’Europa inizialmente ancora legata alla importante tradizione del Grand Tour che vede poi la nascita del fenomeno del turismo di massa.
In questa mia tesi intendo prendere in esame alcune delle guide turistiche edite in occasione di grandi eventi organizzati in Torino. La città accolse infatti, a partire dal 1805 e fino ai nostri giorni, numerose esposizioni e manifestazioni di grande richiamo. Confrontando le guide prese in esame da Oriana Cimalando con quelle che analizzerò io in questa tesi, si potrà comprendere come la ‘guida di viaggio’ sia in grado di stare al passo con i tempi e i più moderni mezzi di trasporto rinnovandosi continuamente nel suo stile e nel suo formato. Le guide, rispetto ai libri di viaggio più discorsivi, rispondono meglio alle esigenze del viaggiatore moderno in quanto sono loro ad adattarsi al percorso turistico e non viceversa. Il libro di viaggio lo si leggeva in poltrona, prima di partire, e su quello ci si documentava per organizzare il proprio tour, mentre la guida la si legge quando si è già in movimento, man mano che ci si sposta. Le guide redatte per i grandi eventi sono attente alle esigenze del visitatore che approda in città solo per visitare l’esposizione o il salone o per partecipare ad un evento sportivo o di carattere religioso e che, approfittando dell’occasione, decide di visitare anche i luoghi interessanti che il contesto, in cui è inserita la manifestazione, gli offre. Una cultura sempre più tesa al ‘consumo di sapere’, che ha poco tempo per soddisfare tutte le sue curiosità, pretende una guida che per punti, le faccia scoprire subito tutte le cose interessanti del luogo che in quel momento ha la possibilità di conoscere, questo vale a maggior ragione in un volume che, essendo magari guida ufficiale di un’esposizione, deve contenere tutte le informazioni sull’evento, sugli espositori e sui materiali esposti, sui servizi della città, sui mezzi di trasporto pubblici, sugli alberghi e sui ristoranti e che quindi non ha, se vuole contenere le sue dimensioni per essere facilmente trasportabile, un ampio spazio da dedicare alle informazioni turistiche. Sarà quindi interessante indagare attraverso quali aspetti di se la città decida di presentarsi ai visitatori sapendo di poter contare solamente su di uno spazio ridotto.
Nei tempi più recenti, sempre nell’ottica di rispondere alle domande del turista nel modo più preciso e sintetico possibile nascono le guide tematiche; chi le sceglie sullo scaffale di una libreria sa bene cosa cerca, cosa gli interessa, sono le guide per chi desidera fare un viaggio in treno, quelle per chi vuole girare l’Italia o magari l’Europa in bicicletta e quelle per chi desidera concedersi solo giorni di relax tra le bellezze naturali soggiornando in un agriturismo o in un Bed & Breakfast. Le guide ufficiali di un evento possono probabilmente rientrare in questa categoria, o forse ne sono addirittura precorritrici. Le società specializzate sono le prime a seguire la tendenza delle guide tematiche, da prima con la pubblicazione di volumi discorsivi (abbiamo per esempio una collana del Touring Club Italiano che tra il 1951 e il 1955 tratta il tema dei luoghi di soggiorno e di cura) e più avanti con vere e proprie guide che tralasciando tutto il resto si occupano nello specifico di turismo verde, di turismo sportivo (che possiamo dire nascere proprio su territorio italiano con l’alpinismo), di turismo del benessere, di turismo gastronomico e così via spaziando tra tematiche di interesse e mode (tra le ultime anche il turismo che prende come meta i luoghi che sono divenuti tristemente famosi in quanto legati a fatti di cronaca nera o ad eventi naturali catastrofici). Torino scopre allora di non essere semplicemente la città storica ed artistica dei resti romani, delle residenze Sabaude, dei 18 chilometri di portici, del primo Parlamento Subalpino, del museo Egizio, dell’Armeria Reale, della Mole Antonelliana o la città industriale della Fiat, ma anche la città dei libri e del cioccolato.
Le conclusioni della tesi di sopra citata, anche se più rivolte al caso specifico del Piemonte tra il XVIII e la prima metà del XIX secolo, sono comunque valide in modo più generale su tutto il territorio italiano (molte guide tra quelle prese in esame riguardavano infatti l’Italia intera). Si possono quindi riprendere le parole della stessa Cimalando per riassumere quelli che saranno i punti di partenza di questa mia tesi:
« [...] le guide che nascono a partire dalla fine del XVIII secolo possono ritenersi valide nel fornire dati concreti per uno studio della città, delle sue architetture e del territorio piemontesi, pur nella inaludibile soggettività dello sguardo degli autori.
Spesso infatti, le guide pur non essendo sempre del tutto obiettive nell’esporre informa/ioni e nell’esprimere pareri e giudizi, confermano la presenza o la scomparsa di architetture, ne attestano lo stato di conservazione ed i caratteri; in quanto strumento pratico rivolto al viaggiatore di una determinata epoca storica, le guide sono portavoci di immagini del passato (che oggi sono cambiate o che, nei casi più estremi, non esistono più) e dimostrano l’avvenuta attuazione di trasformazioni del territorio, i quali hanno determinato l’attuale conformazione territoriale.»
Nella stessa tesi, attraverso la realizzazione di tabelle e griglie che riportavano in maniera schematica gli argomenti, i luoghi ed i punti di interesse segnalati nelle città e nei territori presi in considerazione (sempre con particolare riferimento al Piemonte), si evidenziava come dalle descrizioni delle guide ottocentesche, sicuramente povere di dettagli architettonici ed urbanistici, emergessero comunque le tipologie edilizie considerate maggiormente rilevanti. Troviamo quindi in primis le architetture religiose seguite dai palazzi nobili e civili ed infine i teatri. A parte, un’attenzione particolare, viene dedicata ai castelli ed alle fortificazioni. Un accenno all'architettura contemporanea (ovviamente si intende ‘contemporanea’alla stesura delle guide prese in considerazione) viene soprattutto da autori stranieri, mentre tutti, stranieri ed italiani, dimostrano di apprezzare le antichità classiche.
In questa mia tesi prenderò in considerazione i grandi eventi di richiamo nazionale ed internazionale che influiranno sulla fortuna turistica del Piemonte ed in particolar modo della città di Torino. Verranno analizzate le guide, siano esse di carattere ufficiale o redatte da enti e case editrici non direttamente collegate con l'organizzazione delle manifestazioni stesse, legate ai diversi eventi di carattere economico, sociale e religioso, per poter dimostrare come esse influiscano sull’immagine e sull’impressione che la città ospitante l’evento può dare di sé al grande pubblico che la frequenta per l’occasione e che può decidere di tornarci per semplice piacere personale.
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