Interventi di trasformazione territoriale e valutazioni di sostenibilità : un’applicazione dell’analisi costi benefici al progetto della ciclopista VenTo
Francesco Trapasso
Interventi di trasformazione territoriale e valutazioni di sostenibilità : un’applicazione dell’analisi costi benefici al progetto della ciclopista VenTo.
Rel. Marta Carla Bottero. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2013
Abstract
Questa tesi ha come obiettivo quello di studiare, analizzare e verificare i benefici economici, sociali, ambientali di un progetto a forte carattere territoriale. In particolare il presente lavoro fa riferimento all’applicazione dell’Analisi Costi Benefici ad un caso studio reale relativo al progetto VenTo, proposto e idealizzato da un gruppo di ricerca del Politecnico di Milano, allo scopo di capire quali vantaggi può portare alla comunità e alla vita delle persone una progettazione territoriale che pone l’uomo e la sostenibilità al centro dello sviluppo.
Oggigiorno si sente sempre più spesso parlare di Archistar per indicare quegli architetti che mettono i loro interessi e l’accrescimento della propria fama al centro dei loro progetti a scapito, molto spesso, dell’ambiente circostante e degli interessi della collettività e a scapito di chi, poi, vive abita o lavora all'interno di queste opere. Ma l’obiettivo prioritario di un architetto non è forse migliorare il benessere collettivo attraverso la ricerca, lo studio, l’ideazione e la realizzazione di progetti architettonici in grado di integrarsi e interagire al meglio col contesto ambientale e capaci di evolvere lo stile di vita e le abitudini della comunità in meglio?
L’importanza di uno studio di questo tipo serve a dare una risposta concreta a questa domanda, in considerazione del fatto che l’ambiente ed il territorio non sono risorse illimitate o rinnovabili ma possono, tuttalpiù, essere trasformate o riqualificate con tecniche comunque non poco invasive. Diventa fondamentale allora per qualsiasi progettista avere uno strumento capace di evidenziare e misurare le necessità e i bisogni del territorio e della sua gente, in modo da poter elaborare una accurata strategia di intervento e dar vita a progetti e opere capaci di soddisfare i bisogni della comunità e al tempo stesso capaci di generare benefici per la vita delle persone cui l’opera è destinata.
Da queste riflessioni nasce la volontà di studiare un progetto a carattere territoriale come il progetto della ciclo-via VenTo che, a differenza di progetti architettonici puntuali che si occupano di gestire ed analizzare un edificio in un contesto territoriale molto limitato, quale è quello del lotto edificabile di appartenenza, ha un’estensione molto vasta e attraversa diversi scenari ambientali, territoriali, sociali.
I potenziali benefici di questo progetto sono tanti e tutti estremamente importanti, soprattutto in anni in cui l’economia è in difficoltà e sempre più spesso mette paletti alle ambizioni di sviluppo frenando la crescita culturale, tecnologica e infrastrutturale di un Paese.
Questo tipo di progetti a scala territoriale devono essere allora visti come un’opportunità di sviluppo non solo infrastrutturale ma soprattutto economica, occupazionale, ambientale e di qualità della vita per le persone che beneficiano di queste opere.
L’architetto diventa l’artefice di un progetto che non ridisegna soltanto il territorio, riqualificando le aree degradate o recuperando il patrimonio immobiliare ormai in disuso, ma realizza l’occasione per la società di evolversi e la possibilità, per l’opera stessa, di essere economicamente autosufficiente e diventare un valore aggiunto nel quadro sociale ed infrastrutturale del Paese. L’opera, quindi, non deve essere vista come un peso per le casse dei Comuni o delle Regioni ma, tuttalpiù, come un investimento di cui l’architetto deve farsi garante attraverso un’attenta analisi costi ricavi/benefici e attraverso una progettazione integrata mirata a farne emergere le potenzialità e le qualità.
Il lavoro di questa tesi vuole dunque mettere in evidenza questi aspetti attraverso l’analisi dei fattori positivi ma anche delle criticità di questi grandi progetti territoriali che ormai stanno prendendo piede in tutta Europa sotto il programma comune che prende il nome di Eurovelo e dei quali la ciclo-via VenTo, che si integra nel tracciato n°8, è stata presa come caso studio.
La stesura di questa tesi è stata organizzata in 4 sezioni così articolate:
• Sezione 1: la valutazione degli interventi di trasformazione del territorio. In questa prima parte della tesi vengono spiegati alcuni argomenti di carattere generale utili ai fini della comprensione delle successive sezioni e dei fattori che compongono una analisi costi benefici. Verrà anche fatta una panoramica sulla normativa nazionale ed europea che concerne gli studi di fattibilità e le valutazioni di sostenibilità.
• Sezione 2: la mobilità leggera nel territorio.
In questa seconda parte del lavoro si vogliono mettere in evidenza i nuovi itinerari ciclabili che alcune amministrazioni comunali del territorio torinese hanno in progetto. Sono itinerari che formeranno nuove arterie per la ciclopista VenTo permettendone l’ampliamento e la possibilità di essere fruita in futuro da nuove utenze.
• Sezione 3: il caso studio: il progetto VenTo.
In questa sezione si descrive il progetto scelto come caso studio, si fanno le analisi conoscitive e si arriverà ad elaborare una tabella cash flow per l’analisi costi-benefici attraverso lo studio dei metodi di valutazione.
• Sezione 4: conclusioni.
La quarta ed ultima sezione della tesi contiene i risultati di tutto il lavoro svolto e alcuni spunti di riflessione sul tema affrontato durante il percorso di ricerca.
Il lavoro di ricerca per lo sviluppo della tesi si è basato principalmente sul caso studio oggetto del presente lavoro, senza dimenticare però che in Italia ci sono altre realtà simili e per le quali valgono gli stessi ragionamenti socio-economici che vedremo nel corso di questa tesi. La ciclovia Cavour, ad esempio, è un progetto territoriale che seppur a scala ridotta rispetto al progetto VenTo condivide con esso le stesse problematiche dal punto di vista economico e territoriale.
Altre proposte di piste ciclabili stanno nascendo in questi mesi in diverse zone d’Italia, soprattutto nella capitale dove si ha in mente di predisporre una rete di piste da percorrere in bicicletta in modo da favorire la mobilità, ridurre l’inquinamento da autoveicoli e sensibilizzare la gente sui benefici derivanti dall’uso della bicicletta.
Segnali incoraggianti provengono dagli stessi attori responsabili dell’attuazione di questi grandi progetti territoriali che si dicono favorevoli alla loro realizzazione cogliendone per primi le potenzialità e le opportunità di evoluzione per i loro territori. Il vero problema rimane la ricerca di finanziamenti per costruire queste opere ma anche il fatto che bisogna mettere d’accordo diverse istituzioni ed Enti locali dei Comuni attraversati da queste infrastrutture ciclabili.
La speranza per il futuro, quindi, è quella di vedere realizzati sempre più progetti di questo tipo in Italia, perché capaci di generare un indotto notevole che valorizza non solo i luoghi ed il paesaggio ma inorgoglisce anche il senso di appartenenza al territorio stesso. I problemi da risolvere sono tanti e i vantaggi ed i benefici sono indiscutibili. Resta da decidere se continuare ad investire su strade autostrade e reti ferroviarie che deturpano le valli e i paesaggi oppure se incominciare a pensare la mobilità in un’ottica diversa, più sostenibile e che, magari, sia anche una fonte di guadagno certa ed accettata dalla collettività.
Relatori
Tipo di pubblicazione
URI
![]() |
Modifica (riservato agli operatori) |
