Proposta di un intervento urbanistico in Uruguay : la ricerca di un’identità attraverso un nuovo linguaggio architettonico = Propuesta de una intervención urbana en Uruguay : la busqueda de una identidad a través de un nuevo lenguaje arquitectónico
Giovanna Gallesio
Proposta di un intervento urbanistico in Uruguay : la ricerca di un’identità attraverso un nuovo linguaggio architettonico = Propuesta de una intervención urbana en Uruguay : la busqueda de una identidad a través de un nuevo lenguaje arquitectónico.
Rel. Jean Marc Christian Tulliani. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2013
Abstract
Il presente elaborato è nato nell'ambito del "Trabajo Final de Carrera", frequentato durante l'esperienza di Doppia Laurea presso l'Università di Belgrano di Buenos Aires.
Il laboratorio ha proposto come tema di lavoro Carmelo: una città, due sponde, in cui l'organismo urbano è stato analizzato mediante una pluralità di strumenti d'indagine, che hanno permesso di comprenderlo attraverso varie chiavi di lettura. L'ambito geografico dell'analisi è Carmelo, una città uruguaiana situata sulle sponde del Rio de la Piata ed attraversata da un corso d'acqua di modeste dimensioni: l'Arroyo de las Vacas. La città risulta divisa da questo in due parti nettamente distinte. Su una sponda infatti troviamo un tessuto edilizio compatto, caratterizzato dall'impianto ortogonale proprio dell'epoca coloniale, sull'altra invece l'edificato si disperde all'interno della natura incolta.
Un aspetto emblematico di Carmelo è costituito dalla coesistenza di due luoghi così differenti, ed è proprio sulla loro integrazione che si basa lo sviluppo del progetto, ossia la proposta di riqualificazione di un isolato in prossimità della riva del fiume.
Il particolare approccio compositivo adottato nel laboratorio, diretto da Alejandro Vaca Bononato, offre nuove possibilità di lettura dell'organismo urbano e rappresenta indubbiamente un'occasione per considerare la progettazione architettonica secondo un punto di vista innovativo.
È necessario sottolineare che il corso ha rappresentato un momento di scambio di idee nonché un'occasione per riflettere su alcuni concetti che costituiscono la base dell'atto progettuale. In questo senso va inteso più come un laboratorio di idee che come un tradizionale atelier di composizione architettonica.
Il testo è strutturato in quattro capitoli.
Il primo introduce le modalità di lavoro proposte nel laboratorio, intendendo da un lato il quadro teorico di riferimento adottato, dall'altro il processo che ha portato al risultato progettuale finale mediante l'analisi dell'ambito urbano in diverse scale.
Il secondo capitolo descrive il contesto in cui si sviluppa il progetto, ossia l'ambito rioplatense, caratterizzato da insediamenti urbani che si dispongono sulla base di un impianto ortogonale, in netto contrasto con le distese illimitate del paesaggio della pampa che li circonda. In linea con la cornice ideologica del laboratorio, la città viene considerata più come riflesso della percezione individuale che come semplice struttura urbana.
Si fa quindi riferimento ai concetti di dissoluzione dell'omogeneità urbana, perdita di scala, e varietas architettonica, in particolare relativamente a Buenos Aires, dove è possibile osservare i suddetti fenomeni su scala metropolitana. Viene individuato il problema della mancanza di un'identità precisa della città che è in realtà il prodotto della progressiva perdita di certezze da parte degli abitanti.
Si stabilisce in questo modo uno stretto legame tra gli individui e il contesto urbano in cui abitano, asserendo che nell'ambito rioplatense la città si presenta come un collage architettonico, riflesso del mestizaje, ossia l'intreccio di etnie e culture che costituiscono la struttura sociale sudamericana.
Il terzo capitolo riguarda il tema della residenza, approfondito anche nella fase progettuale attraverso lo studio di nuclei abitativi, gli edículos (edicole), e loro composizioni, gli ensambles (insiemi).
In questo caso si vuole sottolineare il rapporto esistente tra l'uomo e la sua dimora, considerando la casa non solo come elemento tipologico, ma innanzitutto come rifugio primordiale ed estensione dell'individuo.
A partire da queste considerazioni, il quarto capitolo tratta l'aspetto della materialità del progetto, considerando il potenziale espressivo dell'edificio. Il materiale vuole essere inteso come uno strumento a disposizione della persona per approfondire tematiche legate alla cultura locale.
In quest'ottica diventa fondamentale utilizzare precisi criteri nella scelta dei materiali da inserire nel progetto che per questo saranno valutati in termini di sostenibilità, riduzione dell'impatto ambientale e pertinenza al luogo e alle sue tradizioni. Ragionando in questi termini è sembrato opportuno fare riferimento alle tecniche autocostruttive, attraverso cui s'intende rafforzare una dimensione colletti all'interno dell'ambito di progetto.
Relatori
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