Bastianich winery : progettazione di uno stabilimento vinicolo polifunzionale nei Colli Orientali del Friuli Venezia Giulia
Stefano Reghenaz
Bastianich winery : progettazione di uno stabilimento vinicolo polifunzionale nei Colli Orientali del Friuli Venezia Giulia.
Rel. Michele Bonino, Giacomo Leone Beccaria. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2013
Abstract
Le motivazioni che mi hanno portato a sviluppare questo tema, si sono progressivamente alimentate della mia curiosità di pensare e concepire spazi e logiche progettuali mai esplorate nel mio percorso di studi. L'evoluzione intrapresa dal mio lavoro di ricerca mi ha permesso di toccare con mano la complessità dell’argomento, in quanto continuamente le relative materie di approfondimento si sono diramate in maniera diversificata all'interno di ambiti teorici distinti. Conoscenze che hanno avuto l'esigenza di essere amalgamate al fine di elaborare un prodotto coerente, funzionale ed esteticamente attraente.
Il percorso ha spesso mostrato una certa tortuosità, proprio perché esigeva di continui scambi tra ambiti differenti, infatti la manualistica sul tema richiede che la figura dell’architetto prima di essere tale, assuma le sembianze e le conoscenze di un enologo, perché l'obbiettivo preliminare si focalizza obbligatoriamente sulla comprensione del cicli di vinificazione. Processi che coinvolgono direttamente l'architettura, la quale a sua volta deve saperli agevolare in modo funzionale ed allo stesso tempo interpretare in maniera suggestiva e simbolica. Per questi motivi buona parte degli sforzi si sono rivolti proprio verso l’approfondimento di nozioni e conoscenze relative all'ambito enologico, non fine a se stesse, ma facendole sempre dialogare con il progetto architettonico che avrei dovuto sviluppare.
Il ciclo di vinificazione quindi è stato suddiviso in sezioni produttive, che trovano corrispondenza in modo più o meno confinato e determinato in altrettante aree produttive all’interno del complesso vinicolo, in cui si svolgono operazioni enologiche specifiche.
Il tema, anche grazie a questa sua complessità, mi ha subito affascinato andando oltre le mie stesse aspettative, perché fin dall’inizio ho potuto cogliere la forte affinità che lega il mondo dell’architettura e quello del vino. Un legame tale da far si che una “buona architettura” stimoli la produzione di un "buon vino”, il quale a sua volta tramanda il suo pregio di migliorare invecchiando armoniosamente, qualità che non sempre gli edifici riescono a fare proprie. Nell'ultimo ventennio questa intima affinità sembra essere stata colta dai produttori vinicoli, tanto che il tema delle cantine è divenuto oggetto di studio molto praticato dallo star system internazionale dell'architettura. Le motivazioni vanno ricercate nell'esigenza di unire contemporaneamente caratteri funzionali ed il gusto “relativo" del bello, il rispetto della tradizione e l'introduzione di peculiarità innovative, l’integrazione al paesaggio e la necessità di conferire agli stabilimenti vinicoli un'immagine ben riconoscibile.
La cantina, come organismo architettonico, si fa così portavoce principale della filosofia aziendale e del prodotti commercializzati, che attualmente hanno sempre più l’esigenza di sapersi proiettare e farsi riconoscere in un contesto internazionale. Internazionalità che è diventata propria del mondo enologico, il vino infatti non è più da tempo un prodotto prevalentemente mediterraneo e medio orientale, visto che ha esteso i propri confini dall'Europa Centrale ed Orientale, fino all’America del nord e meridionale, l’Australia, la Nuova
Zelanda, Il Sud Africa e la Cina. In merito a questa evoluzione, la mia analisi teorica ha avuto inizio proprio dall’approfondimento del panorama enologico Internazionale, al fine di comprendere come II settore vitivinicolo abbia trovato terreno fertile quasi Indistintamente a livello mondiale, andando così a costituire l'apertura di nuovi mercati e la comparsa di recenti paesi leader come consumatori.
Allo stesso modo ho focalizzato la mia attenzione scendendo di scala, sul panorama enologico nazionale e sul contesto del Friuli Venezia Giulia, regione in cui sono cresciuto e in cui si va ad innestare la conclusione del mio lavoro di tesi, ovvero la progettazione di uno stabilimento vitivinicolo polifunzionale in grado di integrare funzioni produttive ed enoturistiche. Ad agevolare la comprensione di questi temi è stato fondamentale intraprendere un percorso di analisi storica degli stabilimenti vinicoli In quanto tali, ovvero edifici appositamente dedicati ad includere tutte le fasi della produzione del vino. Tali edifici infatti comparvero solo in prossimità della metà del XVI secolo, quando vennero edificati i primi manieri che ospitavano i vari processi vitivinicoli nel Bordolese, regione con una forte tradizione vitivinicola a Ovest della Francia, vini prodotti inoltre vennero associati al cognomi dei viticoltori, determinando così per la prima volta II legame Indissolubile tra II vino ed il suo luogo di produzione.
La documentazione storica sul tema delle cantine si è infine conclusa mostrando particolare attenzione agli approcci progettuali emersi nell’ultimo ventennio, al fine di mostrare, senza preconcetti, quali ragioni, quali interessi da parte della committenza abbiano stimolato l'ideazione di progetti molto eterogenei fra di loro. All’interno dei casi citati in questa rassegna, ho colto gli esempi più significativi, che per motivazioni differenti hanno influenzato il mio progetto, facendo emergere tali aspetti nella descrizione di venti casi studio. In questa sezione ho messo in luce le caratteristiche personalmente più interessanti della cantine visitate in prima persona, oppure degli stabilimenti vinicoli descritti nelle conferenze a cui ho assistito o nei volumi teorici presi in considerazione. Mi preme sottolineare l’importanza assunta dalle visite effettuate, infatti ho avuto l'opportunità di recarmi in terre vinicole dalla grande tradizione, quali la Toscana, il Piemonte e il Veneto, senza dimenticare naturalmente il Friuli Venezia Giulia.
Il progetto ha assunto così la conformazione di un grande puzzle, che fin dall'inizio ha caratterizzato il mio percorso e al quale ho aggiunto i vari pezzi mancanti, man mano che riuscivo a far mie le nozioni provenienti dai vari settori interessati. Procedendo in modo temporale, l'impostazione che ho voluto conferire al progetto ha previsto una prima fase in cui in accordo con i miei relatori, Arch. Michele Bonino e l'Arch. Giacomo L. Beccaria, è stato deciso di contestualizzare il progetto nel territorio in Friuli Venezia Giulia, perciò in un ambiente che conosco più approfonditamente.
La prima fase quindi è stata occupata dalla ricerca di una "committenza virtuale” che fosse in grado di seguirmi, consentendomi di confrontarmi con un’area di progetto reale. Al termine di questa fase è stato deciso di sviluppare II progetto in un terreno collinare (http://goo.gl/maps/MMEoy) all'interno dell’ area vitivinicola di Denominazione d'Origine Controllata (DOC) dei Colli Orientali del Friuli Venezia Giulia. Area a 15 km a Est di Udine, tra i comuni di Premariacco, Buttrlo e Manzano, preferita rispetto ad altre soluzioni per le sue caratteristiche paesaggistiche suggestive e per la costruttiva collaborazione dell’Azienda vitivinicola Bastianich, di proprietà del famoso Imprenditore statunitense nel campo della ristorazione e personaggio televisivo, Joe Bastianich. Il mio percorso progettuale è stato accompagnato in particolare dal direttore aziendale Claudio Rizzi, il quale mi ha indirizzato verso un progetto in chiave moderna in linea con tutte le recenti realizzazioni avvenute negli ultimi anni, ponendo in particolar modo attenzione al confronto con la conformazione dell’area di intervento, caratterizzata da due collinette direzione Est - Ovest e un avvallamento centrale.
Un ulteriore importante indirizzo suggeritomi dalla committenza, si è rivolto verso l’esaltazione di funzioni e spazi utili a favorire il "Turismo del vino” in modo da consentire alla cantina, vista come "Architettura del vino", di non essere solo uno stabilimento di trasformazione e conservazione del prodotto, ma di divenire nel suo complesso una struttura in grado di “produrre economia".
Per cui diviene fondamentale permettere al clienti di sostare nel luogo, conoscere le peculiarità del territorio e dei prodotti, offrendo loro la possibilità di usufruire di servizi enoturistici direttamente all'interno dell’azienda. Il progetto visto in questa ottica è risultato esser un tema architettonico stimolante in quanto mi ha permesso di unire molteplici aspetti, funzionali e tecnici, compositivi ed estetici, fino ad importanti risvolti economici e sociali.
Mi preme sottolineare infine l’importanza primaria assunta da tutte quelle figure professionali con cui ho avuto modo di confrontarmi e che mi hanno permesso di comporre quel puzzle conoscitivo fondamentale per lo sviluppo del progetto.
- Abstract in italiano (PDF, 289kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 245kB - Creative Commons Attribution)
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