Il Castelvecchio nella tenuta San Giovanni "LEONE" di Olevano di Lomellina : progetto di conservazione e rifunzionalizzazione
Rossella Gigliotti
Il Castelvecchio nella tenuta San Giovanni "LEONE" di Olevano di Lomellina : progetto di conservazione e rifunzionalizzazione.
Rel. Monica Naretto. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio, 2013
Abstract
Questa tesi ha origine da un’esperienza lavorativa intrapresa parallelamente al corso di studio che sono in procinto di concludere, la quale mi ha consentito di analizzare un contesto geografico e paesaggistico peculiare differente da quello in cui vivo e dalle realtà territoriali che ho potuto osservare nel mio percorso universitario.
Il rapporto di collaborazione intrapreso con uno studio professionale aostano e tutt’ora persistente mi ha dato la possibilità di entrare in contatto diretto con il patrimonio architettonico del pavese e più precisamente dell’area geografica denominata Lomellina. In questo contesto ho potuto esaminare i complessi rurali delle “cascine” o “corti lombarde” soffermandomi sulla realtà sociale ed architettonica poco indagata della Tenuta agricola San Giovanni Leone ed in particolare sull’annesso edificio seicentesco di “Castelvecchio” di Olevano di Lomellina (in provincia di Pavia); quest’ultimo, nato come residenza dell’illustre famiglia nobiliare dei Conti di Olevano, fu poi destinato, in epoca successiva, ad un uso prevalentemente agricolo.
Tuttora, così come in passato, esso costituisce un valore aggiunto alla predetta tenuta sia sotto il profilo storico che architettonico e funzionale.
Tale edificio, attualmente di proprietà privata, è stato trasformato nel corso del tempo sino a perdere ogni sua funzione originaria e si trova tutt’oggi in stato di disuso.
L’attuale stato di degrado della fabbrica storica in esame ha reso necessario l’ipotesi di intervento di restauro sullo stesso che è stato, per l’appunto, commissionato allo studio tecnico succitato con cui collaboro.
Detta collaborazione mi ha consentito di approfondire i miei studi “sul campo”, applicando le conoscenze teoriche acquisite durante il mio percorso universitario nell’analisi pratica e diretta dell’edificio in esame.
Poiché il progetto non ha trovato seguito, con la tesi ho ripreso le prime indagini di conoscenza per finalizzarle ad un progetto di conservazione.
Infatti, ad una prima fase di ricerca incentrata sull’origine storica e sui progressivi mutamenti degli edifici predetti e del contesto territoriale in cui sono inseriti, è seguita una fase di conoscenza effettiva del manufatto in questione attraverso il rilievo strumentale e diretto su di esso.
In un secondo tempo, ho intrapreso una fase di studio e rilevamento delle patologie che interessano il fabbricato, la quale mi ha consentito di individuare gli interventi necessari al riuso dello stesso in condizioni funzionali e nel rispetto dei valori storici della preesistenza.
Pertanto, viste le condizioni odierne di cattivo stato di conservazione della costruzione oggetto di studio e l’interesse delle proprietarie teso alla salvaguardia e valorizzazione di questo patrimonio storico-culturale, ho voluto proporre un progetto concreto di restauro e rifunzionalizzazione dello stesso contestualizzandolo nel più ristretto ambito della Tenuta San Giovanni ed in quello più ampio delle terre risicole Lomelline.
Il citato progetto di rifunzionalizzazione consente di recuperare, da un lato, l’originaria funzione residenziale dell’edificio, e dall’altro, di valorizzare il settore agricolo che da sempre predomina sul territorio.
Relatori
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