Abuso riuso : strategie responsabili nell’ambiente urbano
Carlo Mossetti
Abuso riuso : strategie responsabili nell’ambiente urbano.
Rel. Alfredo Mela, Massimo Camasso. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2013
Abstract
La seguente tesi nasce dall’osservazione di alcuni aspetti caratteristici delle città del XXI secolo. La prima necessità è di mettere in luce criticità e punti di forza delle società del consumo, attraverso un’analisi interdisciplinare, rendendone ponderabile II costo sociale e le ambiguità. Lo sviluppo della tesi segue un processo deduttivo lineare che parte dall'analisi di alcuni aspetti di carattere teorico (Capitolo III), seguita da un apparato di indagine diretta, dal quale è possibile desumere una serie di caratteri progettuali e strategici di particolare rilevanza (Capitolo III).
GII aspetti essenziali, approfonditi nel’incipit della parte teorica, attorno al quale ruotano le società basate su modelli di crescita/consumo, sono le leggi della tecnoscienza, le leggi del mercato, la dimensione sociale e la questione urbana. Queste quattro sfere di analisi collidono tra loro e mostrano legami intimi Imprescindibili, tanto che è difficile stabilire dei limiti Inequivocabili; d'altro canto proprio per la loro unitarietà e sinergia sono state scelte come “terreno" su cui iniziare la ricerca. Tale analisi permette una comprensione più completa del fenomeno e consente di Introdurre la questione del riuso nella prospettiva corretta. Il campo analitico non va inteso come elemento ermetico: la trattazione non si pone di seguire rigidamente i quattro punti citati, bensì utilizzarli come punto di partenza per la stesura di un quadro ampio e strutturato. I punti di contatto tra il concetto e la disciplina architettonica si palesano nella scelta di alcuni casi studio, ritenuti emblema di determinate strategie
o attitudini che caratterizzano la città postmoderna. Tali strategie sono di fatto il principale oggetto di studio, in quanto forniscono risposte e alternative al paradosso della crescita infinita. Lo strumento utilizzato per la raccolta di informazioni sui casi studio è, nei limiti del possibile, l’Intervista diretta semi strutturata, in modo da avere un riscontro verosimilmente completo e affidabile.
La ricerca parte dall'osservazione e l’atto di osservare, come qualunque altro, ha del precisi confini nello spazio e nel tempo: gli aspetti spazio-temporali acqulsicono una certa “rilevanza strategica” nel contesto analitico. Heisenberg nel “principio di indeterminazione” (Heisenberg, 1926) afferma che il semplice fatto di osservare un fenomeno ne influenza In una certa misura lo sviluppo. Perciò diventa importante stabilire dei limiti di indagine, prima di procedere con l’analisi della questione abuso-riuso. Come stabilire questi confini?
La parte iniziale del libro La città del ventesimo secolo (Secchi, 2005) è un esempio calzante della complessità che sta’ dietro la scelta di limiti temporali appropriati. L’autore fa riferimento a tre racconti riguardanti la medesima epoca, espressi facendo uso di tre chiavi di lettura differenti: il primo riguarda la città delle aspettative, generata dall’illusione di crescita continua e illimitata, che degenera poi nel timore della dissoluzione della città e della dispersione insediativa; il secondo racconta l’aspirazione tipicamente modernista di edificare una nuova società e un "nuovo uomo”, simbolo di una società protesa al cambiamento; il terzo fa riferimento alla dimensione del welfare e alla ricerca del benessere individuale e collettivo. Ad ogni racconto corrisponde un asse temporale diverso poiché ognuno pone l’accento su questioni differenti, ma allo stesso modo determinanti, di un’epoca.
Per analogia, i quattro centri di analisi citati all’inizio rappresentano le chiavi di lettura, e ad ognuna corrisponde un asse temporale variabile e distinto. Il “tempo dell’azione" sarà ridefinito di volta In volta. Occorre aggiungere che i presupposti analitici non sono di tipo storiografico, nel senso crono-metodologico del termine, bensì di tipo utilitaristico e comportamentale, basato su relazioni incrociate tra individui oggetti, dove con oggetto si Intende qualunque cosa che produca un certo grado di utilità (dallo spazzolino da denti al quartiere urbano). L’epoca all'interno del quale tali confini temporali si muovono coincide con il momento dì maggior diffusione degli oggetti, ovvero quell’epoca storica in cui le Innovazioni della tecnica e la diffusione di kno whow hanno permesso al genere umano di massificare la produzione globale raggiungendo livelli (sia per quantità che per contenuti tecnologici) fino a poco tempo prima impensabili.
Per quanto riguarda i limiti fisici-territoriali, si intende concentrare l’attenzione sui fatti riguardanti i paesi sviluppati (cosiddetto Nord del mondo), per il semplice fatto che il progresso trasversale li ha condotti al confronto diretto con il modello di consumo di stampo capitalista. Le questioni del Terzo mondo si ritengono una conseguenza più o meno diretta della cultura dell’abuso e del dualismo dell’economia-mondo capitalistica (Wallerstein, 1974), secondo cui il concetto di scambio ineguale condiziona i mercati a tal punto da generare pesanti squilibri tra diversi paesi del mondo, soprattutto se altamente specializzati in una sola produzione Intensiva.
Il punto di arrivo coincide con l’individuazione di alcune specificità della questione abuso- riuso, capaci di fornire alternative o imprimere evoluzioni nei fatti architettonici. Le informazioni ottenute dalle interviste, effettuate a soggetti il cui operato li pone in contatto stretto con i temi d’indagine, costituiscono i singoli punti attorno a cui articolare ragionamenti e relazioni, in modo da costruire un quadro operativo maggiormente strutturato. Dalle informazioni sono anche desumibili una vasta gamma di caratteristiche proprie di ogni singolo caso studio. Tali caratteristiche, necessitano inevitabilmente di determinati connotati progettuali, per acquisire concretezza e validità strategica. L’analisi in questo senso, verte maggiormente su fattori ideologici e progettuali contenuti nella prassi architettonica.
Il ponte tra teoria e pratica è la città di Torino, a cui viene dedicato un ampio approfondimento, e da cui è possibile sintetizzare in modo più dettagliato i frutti del percorso analitico della prima parte di tesi. Non a caso Torino raccoglie la maggior parte dei casi studio analizzati;
La nuova scena urbana comprende la globalizzazione dell’economia, la terziarizzazione produttiva, il decentramento politico e urbanistico, l’esetetizzaizione dei sobborghi. Nel presente, tramontato il modello fordista della produzione, prevalgono forme autonome di lavoro più complesse e flessibili, anche destabilizzanti. Le guerre imperialiste della nuova economia sono espressione di una politica economica e d’investimento, rallentata dall’attacco al World Trade Centre, l’11 Settembre 2001. Questo tragico atto terroristico ha messo a fuoco lo stato di precarietà e incertezza dei destini umani. Nel terzo millennio, nato sotto l'egida di catastrofi naturali, mutano
i copioni e le regie, i princìpi e i prìncipi, ma non cambia lo scenario: la città è il teatro delle metamorfosi geografiche e culturali in atto.
La città del presente è complessa, destrutturata, caotica e vitale nonostante i lutti, le lacerazioni, le estensioni territoriali, le catastrofi naturali e le omologazioni etniche in corso. (Ceresoli, 2005, p.13).
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