La progettazione partecipata per la sicurezza urbana : tre casi di rigenerazione a confronto
Agnese Mora
La progettazione partecipata per la sicurezza urbana : tre casi di rigenerazione a confronto.
Rel. Sarah Isabella Chiodi, Alfredo Mela. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per L'Ambiente Costruito, 2013
Abstract
A partire dagli anni Novanta il tema del recupero urbano è stato affrontato a più riprese nel panorama nazionale ed internazionale permettendo il concretizzarsi di esperienze volte alla riqualificazione di aree particolarmente disagiate tramite l’adozione di interventi strategici e non convenzionali. Queste nuove strategie fanno emergere due tematiche che interesseranno in modo particolare questa tesi: la partecipazione dei cittadini alle trasformazioni del territorio e la sicurezza urbana. L’obiettivo della tesi è di analizzare le connessioni tra queste due macro tematiche al fine di capire quanto il coinvolgimento degli abitanti in un progetto di riqualificazione possa influire (positivamente o negativamente) nella formazione di un ambiente sicuro.
Il tema della riqualificazione delle aree periferiche ha portato le amministrazioni locali italiane ad interrogarsi lungamente sugli strumenti adeguati per intervenire sulla molteplicità di problematiche che stavano emergendo nelle aree degradate. La ricerca di nuovi strumenti urbanistici, complementari a quelli tradizionali, ha dato il via ad una stagione di forte sperimentazione durante la quale sono stati realizzati ed attuati i cosiddetti “Programmi Complessi”, delle strategie di intervento volte ad agire sulle aree più deteriorate. L’elemento innovativo è il principio di integrazione (funzionale e sociale) mentre una delle condizioni di efficacia delle azioni previste è la partecipazione degli abitanti ai progetti di trasformazione (Cremaschi, 2002). I cittadini e il loro coinvolgimento diventano elementi indispensabili per giungere a soluzioni condivise, in grado di individuare, sostenere e sviluppare politiche di sostenibilità in cui trovino equilibrio gli interessi sociali, ambientali ed economici. L’esperienza dei Programmi Complessi dà avvio, in Italia, ad una lunga stagione di interventi che mirano a favorire l’inclusione degli abitanti all’interno del processo di progettazione e esecuzione dell’intervento. La città si trasforma in un laboratorio che sperimenta strategie per la realizzazione nuovi equilibri territoriali e sociali e l’avvio di nuove relazioni tra differenti attori (Mazza, 2005).
Ma in quale modo la riqualificazione delle aree periferiche può concorrere alla formazione di un ambiente urbano sicuro e privo di pericoli?
Come si vedrà nel corso della tesi le condizioni che collaborano alla realizzazione di un contesto insicuro sono molteplici ed individuabili secondo Rochè (1998) in due dimensioni principali: la prima legata alla paura personale (una risposta emotiva ad una minaccia
reale o potenziale); la seconda riconducibile alla scarsa qualità degli ambienti che ci circondano. Quest’ultima condizione, è riassumibile con il termine “disordine”, sia sociale (microcriminalità, atti vandalici, spaccio, etc.), che fisico (edifici abbandonati, trascuratezza, sporcizia, etc.). Questi due aspetti sono quelli su cui intervenire per sviluppare un ambiente urbano più sicuro: è da un lato fondamentale operare per la riqualificazione dell’ambiente costruito, ma allo stesso tempo è necessario avviare pratiche di rigenerazione volte al sostegno dell’ambiente sociale. Per un buon sviluppo territoriale diventa quindi fondamentale riconoscere e consolidare la forte contiguità che esiste tra le politiche urbane, le politiche sociali e quelle per la sicurezza (Bricocoli, Padovani, 2006) avviando dei progetti che mirino all’integrazione di queste tre forme di intervento.
Durante l’A.A. 2012-2013 ho svolto il mio tirocinio curriculare presso l'Urban Center di Bologna, occasione che mi ha dato la possibilità di osservare da vicino esperienze di progettazione partecipata in una regione differente dalla mia, permettendomi di avere un quadro più ampio delle strategie adottabili. Da questa esperienza formativa è nata la decisione di sviluppare la tesi sul tema della progettazione partecipata con l’obiettivo di capire quali effetti essa produca sulla percezione della sicurezza nell’ambiente urbano. In molti casi viene sottovalutata l’importanza della partecipazione e la presente tesi, senza in alcun modo sostenere la sua infallibilità, punta a descrivere limiti e potenzialità di tre casi ormai conclusi di trasformazione territoriale partecipata.
La prima sezione della ricerca è a sua volta suddivisa in due parti: si inizia approfondendo gli aspetti legati alla sicurezza urbana (cfr. Capitolo 2) soffermandosi in particolar modo sulle ricerche realizzate prima dalla Scuola di Chicago per passare poi alla strategia della Crime Prevention Throught Environmental Design e i più recenti approcci di nuova prevenzione e sicurezza intergrata; la seconda parte esamina storia e sviluppi delle pratiche di progettazione partecipata e degli strumenti che vengono utilizzati (cfr. Capitolo 3) attraverso lo studio di esperienze nazionali e internazionali. Questa prima fase è stata realizzata grazie ad una ricerca bibliografica (cartacea e informatica).
Nella seconda sezione invece, sono analizzati e confrontati tre casi differenti di rigenerazione urbana e progettazione partecipata (cfr capitolo 4), attraverso la realizzazione di interviste a soggetti qualificati e l’osservazione partecipante.
La scelta dei casi studio è ricaduta su tre progetti realizzati in tre regioni differenti che hanno sviluppato metodologie e approcci diversi nella realizzazione di interventi di riqualificazione. Il primo caso studio è quello del Contratto di Quartiere di Via Parenzo a Torino: è stato scelto come esempio significativo del lavoro svolto dalla città nell’ambito della riqualificazione delle aree periferiche. Il secondo intervento è legato alla riqualificazione del parco di San Donnino a Bologna, un contesto molto differente rispetto a quello torinese, ma con un processo che ha dato il via ad un forte empowerement degli abitanti. In ultimo è stata scelta l'area del quartiere Ponte Lambro a Milano, area caratterizzata da un profondo degrado fisico e sociale che è stata riqualificata grazie ad un intervento efficace e significativo. Sono stati scelti tra casi rappresentativi, uno per città, al fine di poter confrontare le differenti metodologie adottate in questi ambiti. Le tre regioni e, in particolare, le tre città hanno infatti sviluppato approcci differenti sia al tema partecipativo che a quello di prevenzione e offrono in questo modo la possibilità di realizzare un ampio confronto sugli strumenti utilizzati e sui risultati ottenuti. Il parallelo tra questi casi è, allo stesso tempo, reso possibile dal dialogo continuo tra queste tre regioni che le porta a raffrontarsi su queste tematiche.
Progettazione partecipata e sicurezza urbana sono due temi distinti che sono spesso trattati in maniera separata, la loro associazione non è infatti così scontata. Negli interventi di rigenerazione urbana raramente vengono realizzate delle operazioni mirate alla sicurezza; “promettere sicurezza” è rischioso poiché questo tipo di interventi non garantiscono un immediato miglioramento, gli strumenti che vengono utilizzati non intervengono infatti direttamente sulla sicurezza dell'area, ma si propongono più che altro di sviluppare le capacità della comunità locale. Infatti se oltre agli interventi fisici si collabora anche con i cittadini, sviluppando sempre di più l’identificazione in un contesto e in una comunità, anche la percezione della sicurezza urbana andrà incontro a dei miglioramenti. I casi scelti sono stati approfonditi ed analizzati proprio per poter capire se gli effetti della partecipazione si riversano concretamente anche sulla sicurezza degli abitanti e dell’ambiente.
Relatori
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