Torino: le ville di San Salvario: dall’analisi tipologica al progetto per una residenza studentesca
Marta Mariani
Torino: le ville di San Salvario: dall’analisi tipologica al progetto per una residenza studentesca.
Rel. Silvia Malcovati, Orio De Paoli. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per La Sostenibilità, 2013
Abstract
Questa tesi prende origine dall’intento di eseguire un’analisi dei caratteri tipologici delle ville insediate nel quartiere San Salvario di Torino e di rielaborarli e utilizzarli nella creazione di un progetto per una residenza studentesca nel medesimo quartiere.
L’interesse per la casa isolata fu sviluppato già nella redazione della mia tesi triennale, “La Città Giardino di Hellerau: case unifamiliari”, dove si erano indagate le caratteristiche tipologiche di alcune abitazioni selezionate in base all’architetto progettista e agli elementi formali, eseguendo al contempo una breve analisi storica del fenomeno della Città Giardino e della nascita di Hellerau.
La scelta di San Salvario s’inserisce in un progetto sviluppato da alcuni anni dalla Professoressa Silvia Malcovati e dai suoi tesisti, con l’intento di analizzare le modalità insediative, i tipi della residenza e di individuare delle potenziali aree di progetto, elaborando una pianta tipologica dei piani terra dell’intero quartiere.
Si considera la villa un modello interessante a priori e ci si propone qui di esplorare con quali modalità si sia sviluppata ed integrata nel quartiere di San Salvario e come potrebbe inserirvisi oggi.
La prima parte della tesi descrive la ricerca sulle ville, effettuata nell’Archivio Storico e nell’Archivio Edilizio della Città di Torino, dove si sono analizzati i progetti originari di ogni singola villa, per studiarne le caratteristiche tipologiche e dipingerne un quadro storico. Di ogni casa è stata eseguita una scheda, che contiene le informazioni d’archivio e alcune fotografie. Sono poi stati scelti sette casi esemplificativi di cui si è approfondita l’analisi, eseguendo i disegni dei progetti originari con il software AutoCAD, accompagnati da una loro descrizione.
Si è eseguita infine una ricerca d’archivio sugli edifici localizzati sull’area di progetto e nel suo stretto intorno, per redigere dei disegni dello stato di fatto e analizzare i caratteri tipici dei singoli edifici. Anche di questi edifici sono state redatte delle schede, che comprendono la documentazione d’archivio, le fotografie, i disegni eseguiti con AutoCAD e una descrizione.
La seconda parte della tesi descrive una ricerca sulle residenze studentesche torinesi, la Normativa Italiana vigente e propone un progetto per un nucleo di case per studenti, inserito nell’area descritta da Via Valperga Caluso, Via Carlo Ormea, Via Oddino Morgari e Corso Massimo D’Azeglio. La vicinanza di due importanti poli universitari e le caratteristiche del quartiere, vivace e ricco di servizi utili ad una popolazione giovane, hanno fatto ritenere tale area particolarmente adatta all’insediamento di case collettive per studenti. Il progetto, presentato su tavole in formato A1 e con un modellino in scala 1:200, è nato dalla rielaborazione dei caratteri i distributivi e tipologici alla base delle ville analizzate ed è costituito da sei case per studenti, un’aula studio, un locale per il personale amministrativo e un parcheggio interrato. Le case, tre tipi ripetuti due volte, presentano camere singole con bagno in comune, camere singole con bagno privato e miniappartamenti per due studenti. Si è partiti dall’idea, che ai fini della buona riuscita di un progetto, le basi debbano essere la conoscenza del contesto in cui questo si inserisce, le sue caratteristiche ed i suoi abitanti. Si è cercato di progettare un nucleo di case rendendone attivo il suo rapporto col contesto, evitando il disegno di spazi chiusi verso l’interno e promuovendo l’utilizzo dei suoi servizi e la vicinanza con il Parco del Valentino e con il centro della città. Considerando essenziale l’analisi dell’utenza, sono state analizzate le caratteristiche e i bisogni degli studenti ed i modi per soddisfarli.
Alla base del progetto c’è stata inoltre la volontà di creare degli spazi confortevoli per gli occupanti, in un ambiente conviviale e intimo. Si sono favoriti il benessere, la concentrazione necessaria allo studio, il contatto con la natura, la possibilità di socializzare e contemporaneamente il rispetto dell’intimità. Il verde, non solo è un elemento utile all’integrazione tra preesistenze e nuovo, ma favorisce il benessere, la creazione di spazi confortevoli e offre la possibilità di creare degli orti, è stato quindi considerato elemento imprescindibile alla buona riuscita degli intenti sopra espressi, e nonostante l’esiguità del luogo, gli si è dedicato molto spazio.
Relatori
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