La città dei morti: un excursus storico
Samantha Fornesi
La città dei morti: un excursus storico.
Rel. Riccardo Bedrone. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Pianificazione Territoriale, Urbanistica E Ambientale, 2013
Abstract
Nel corso della storia, come visione della morte e dell’aldilà, l’uomo ha intessuto nelle varie religioni, di fronte alla morte inspiegabile ed assurda, una fragile rete di mitologie e riti mirati a trasfigurare ed occultare la crudeltà di questo evento. Alcune popolazioni l’hanno immaginata come un sonno, una catalessi, altre come un passaggio al mondo degli antenati. Tutto questo probabilmente perché l’uomo, per sua natura, non può sopportare l’idea che con la morte tutto finisca e che dopo di essa non rimanga più niente; le religioni gli offrono invece la speranza di una vita oltre la morte in cui non esiste la parola “fine”.
La fede forte e profonda sconfigge quindi l’angoscia del nulla eterno e l’idea del morire quale annientamento irreversibile dell’essere umano.
Ecco perché l’uomo, prima ancora che fosse in grado di occupare in permanenza un sito, aveva già costruito delle dimore stabili per i morti, le necropoli, unica testimonianza che ci permette di conoscere la vita, i costumi e le tradizioni delle società. Dalle prime sepolture conosciute risalenti a circa 10.000 anni a.c., c’era l’indubbio intento di conservare la struttura materiale del corpo, lo “scheletro”, e forse già “l’anima” nel suo significato esistenziale.
Gli studi antropologici che analizzano le pratiche religiose delle popolazioni primitive, dimostrano che " il senso della vita" si acquisisce attraverso i riti di passaggio che accompagnano le diverse fasi dell'esistenza dell'uomo; i riti legati alla nascita o al matrimonio ci sembrano naturali; invece, per la morte essi divengono più complessi. Come scrive Mircea Eliade, storico delle religioni, nel suo saggio “ il sacro e il profano” "...il trapassato deve affrontare determinate prove che riguardano il suo destino dell'aldilà, ma deve anche essere riconosciuto dalla comunità dei morti e accolto fra loro."
In tutte le culture il problema della morte viene affrontato e risolto in modi differenti, cercando di far chiarezza sul fondamentale problema dell'esistenza umana e non c’è cultura che non si possa interpretare come un tentativo di soluzione a questo problema o analizzare con riferimento a questa essenziale questione.
Per alcuni popoli è proprio il rituale della sepoltura a confermare la morte, poiché, colui che non è sepolto, secondo alcune usanze, risulta essere non morto. Nella civiltà celtica, come in quella africana, si credeva infatti che un defunto privo di sepoltura diventasse un vampiro.
Appare pertanto importante analizzare alcune singole culture, concentrandosi in particolare sulle idee dell'aldilà, sulle usanze, sui monumenti funebri e su come, da tutte le credenze risulti il principio che la terra è la Madre e genera le forme viventi, l'uomo che viene dalla terra in essa ritorna, rinascendo assieme alla vegetazione.
La storia delle religioni ha dimostrato come le reazioni che l'uomo ha di fronte alla natura dipendano da fattori storico-culturali che gli appartengono e che per l'uomo religioso la natura non esprime soltanto il "naturale" ma è sempre ricca di un significato religioso.
Le manifestazioni del sacro si realizzano attraverso tutta la natura; in questa visione cosmica un qualsiasi oggetto può diventare un'altra cosa e divenire, così, sacro.
Le pietre delle sepolture megalitiche, gli alberi attorno ai quali seppellire i propri defunti, le croci nei cimiteri, si mostrano come sacri e quindi oggetti da venerare, continuando a essere per alcuni semplicemente pietre, alberi, croci.
Tuttavia, tutte le persone, di qualunque religione, vedono e sentono la morte come qualcosa di paradossale, in quanto, pur essendo uno dei momenti più significativi nella vita di una persona, perché la conclude e perché intorno ad essa il pensiero ha elaborato riflessioni e rappresentazioni a non finire, non è traducibile in alcuna esperienza. Ai fini di un'esperienza di vita è, in tal senso, molto più importante il dolore, anche perché di questo noi possiamo conservare un ricordo, che poi può servirci per affrontarlo meglio la volta successiva. È proprio attorno al dolore che nasce l'esigenza da parte di coloro che lo vivono di creare dei luoghi, i cimiteri, che possano accogliere tutti le persone nostre care che sono venute a mancare.
Tuttavia non va dimenticato che il cimitero rappresenta una figura architettonica abbastanza recente, essendo infatti solo da due secoli che è stato istituzionalizzato come luogo deputato alla celebrazione del lutto. Nel tempo si è prodotto quasi come essenziale immagine speculare della città; per esempio nell’uso della forma simbolica del recinto, del cerchio del quadrangolo per parafrase dell’architettura urbana, definito dalla presenza di frammenti di architettura.
Ed è proprio questo luogo, il cimitero, che andremo ad analizzare, partendo dalle popolazioni del passato, che hanno scritto la storia dell’uomo, soffermandoci poi su quelle che maggiormente hanno segnato la cultura della morte e l’hanno portata alla visione che oggi tutti abbiamo di essa. Il cimitero con le sue forme più diverse e paradossali a quelle più tradizionali, seguendo con particolare attenzione le forme di sepoltura che nonostante il passare dei secoli sono rimaste pressoché le stesse che hanno segnato la storia dell’uomo; grazie a queste è stato possibile studiarlo, risalendo alla propria cultura e allo stile di vita. Oggi naturalmente ci troviamo di fronte a una maniera di progettare più libera, dove il peso più importante è sicuramente occupato dall'individuo, dalle sensazioni e dai sentimenti che questa architettura può risvegliare: i fruitori paradossalmente non sono i morti ma i vivi, che in questi luoghi provano sensazioni intime, complesse e spesso contraddittorie.
Verranno analizzate anche le leggi e le normative che già in passato hanno segnato la sua storia, fino ad arrivare ai nostri attuali Piani Regolatori Cimiteriali, che oggi regolano i nostri luoghi della morte.
Infine verranno riportati alcuni esempi di cimiteri italiani ed europei descritti tramite immagini e disegni, divisi per caratteristiche e tipologie: cimiteri nella natura, cimiteri come natura, cimiteri come città, crematori e memoriali.
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