Attori e forme di un grande progetto urbano : l’urbanizzazione di Puerto Madero, Buenos Aires
Chiara Basile
Attori e forme di un grande progetto urbano : l’urbanizzazione di Puerto Madero, Buenos Aires.
Rel. Agata Spaziante, Anna Maria Cristina Bianchetti, Corinna Morandi, Maria de las Nieves Arias Incolla. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2013
Abstract
LE ORIGINI DI UNA RICERCA
Questa tesi prende spunto dalle diverse esperienze che ho avuto occasione di fare in questi ultimi anni di percorso accademico, che sono state molteplici e letteralmente sovrapposte. Innanzitutto il percorso di Doppia Laurea con l’Università di Belgrano, grazie al quale ho avuto la possibilità di vivere e studiare per dieci mesi in una contesto affascinante come Buenos Aires. La capitale argentina è una metropoli ricca e contraddittoria, i cui stimoli eterogenei non possono lasciare indifferenti qualcuno che abbia scelto di interessarsi ai temi urbani. Buenos Aires è in questo senso da sempre una città sospesa tra dicotomie territoriali, come quelle generate della sua polarità monocentrica rispetto alla regione circostante, e dualità culturali, relative alla compresenza, non sempre conciliante, del forte bagaglio sociale e culturale europeo con la natura tipicamente “meticcia” del contesto latinoamericano. Più di recente, i fenomeni economici e sociali di natura transnazionale a cui ci si riferisce solitamente con il termine globalizzazione hanno accentuato anche altre “dualizzazioni” urbane, evidenti in una progressiva crescita della polarizzazione sociale e spaziale e delle distanze economiche e sociali; inoltre, la antitetica dicotomia tra desarrollismo e neoliberalismo del modello di sviluppo che ha caratterizzato negli ultimi decenni molti paesi dell’America.
Latina accresce il manifestarsi di tali distanze. Davanti all’evidenza della complessità di dinamiche di cui è portatrice, ci sono molte maniere di avvicinarsi a una realtà territoriale come quella di Buenos Aires, a partire dall’assunto che essa, al pari della città in generale, può essere intesa come un campo eterogeneo e incerto, un tipo di rete in cui le relazioni tra gli attori non possono essere né completamente prevedibili, né parte di un caos astratto. A proposito della scelta dell’approccio l’altra opportunità di studio alla base di questa ricerca è quella dell’Alta Scuola Politecnica, che mi ha fornito in questi due anni le occasioni per riflettere su alcune delle grandi questioni urbane, sociali, gestionali dei nostri tempi e lo spazio vivace e multidisciplinare per esplorare certi strumenti con cui esse si possono interpretare: qualcuno degli strumenti d’analisi e dei metodi acquisiti in questa esperienza fa parte di questo lavoro.
Infine, per quanto si tratti di una tesi di ricerca, essa è stata strutturata sulla base di un percorso ermeneutico di conoscenza della realtà territoriale in analisi : credo sia innegabile riconoscere in questo senso i contributi di alcune delle esperienze di progettazione - in parte italiane in parte argentine - che hanno accompagnato i miei studi, per quanto riguarda la costruzione di un approccio di lavoro euristico verso l’interpretazione del luogo - e, in altre occasioni, verso il progetto-.
Come dicevo in apertura, si è trattato di esperienze plurali che mi hanno fornito una vasta e quasi “ingombrante” quantità di stimoli, di campi di interesse e di possibile approfondimento. Il prodotto della loro sovrapposizione è questa tesi, con la quale provo a far confluire più di uno di essi sull’analisi del processo di una significativa trasformazione urbana a Buenos Aires, a partire da due intuizioni.
La prima è che la maniera in cui le trasformazioni di forme e materiali urbani dialogano con lo spazio storicamente costruito è condizionata dall’uso del territorio che si fa e crei a sua volta nuove condizioni di utilizzo . La seconda è che l’analisi delle forme e degli attori che le trasformazioni urbane mettono in gioco sia una possibile approssimazione alla complessità dei processi che avvengono nella città e ai cambiamenti che si danno nella sua organizzazione spaziale, sociale e gestionale.
In questo senso è opportuno fare alcune precisazioni. Innanzitutto, il fatto che le questioni che emergono, a volte solo in superficie in questa tesi sono questioni che mi hanno in questi anni coinvolto ed entusiasmato, delle quali non ho pretesa di poter parlare con completezza, ma quanto meno con passione e interesse. In secondo luogo, che la costruzione di un discorso il più possibile omogeneo ha ovviamente comportato una serie di scelte e di bivi nella predilezione di alcuni “en- foques” di approfondimento, tralasciandone altri.
Ne consegue che i sentieri della trattazione si biforcano molte volte, costruendo, come direbbe Jorge Luis Borges, «un’immagine incompleta, però non falsa» . Nel sentiero che ho scelto, ho cercato di essere il più possibile esaustiva; tutti gli altri «los dejos a los varios porvenires» .
STRUTTURA DEL TESTO E NOTE METODOLOGICHE
Questa tesi è rivolta ad analizzare la trasformazione urbana che ha ristrutturato l'affaccio fluviale di Buenos Aires in un processo lungo più di venti anni (1989 - 2011) e articolato in molti tempi, forme e attori. L'urbanizzazione dei 170 ettari “vagues” dell’antico Porto Madero, limitrofi al centro storico di Buenos Aires, è stata una grande operazione di riqualificazione urbana di iniziativa pubblica, portatrice nel contesto locale di molte delle istanze e delle aspettative del discorso urbanistico che in quegli anni a livello internazionale si stava ristrutturando anch’esso. L’analisi di questo caso rappresenta motivo di interesse per distinti motivi. Innanzitutto perché il processo urbano di Porto Madero ha costituito da molti punti di vista l’implementazione di un modello innovatore nel contesto argentino: è stato un punto di flesso nella formulazione delle problematiche urbanistiche e gestionali della città, aprendo la strada a numerose replicazioni a livello locale; ha inoltre attivato cambiamenti importanti nelle forme in cui i diversi attori urbani riformulano le loro pratiche professionali e il loro ruolo rispetto alla trasformazione della città, dando spazio a nuove logiche di negoziazione e di interazione, che ci si propone di leggere in relazione agli esiti dell’intervento. In secondo luogo, perché un progetto urbano di tali dimensioni è scatenante di effetti eterogenei, soprattutto nella realtà da molti punti di vista duale che si è accennato essere quella di Buenos Aires: è possibile dunque leggerne alcuni risultati con particolare nitidezza e contrasto, a partire, come si proverà a fare, dalla loro evidenza fisica sul territorio.
Il testo è strutturato in quattro capitoli.
Il primo capitolo è un avvicinamento di massima ai cambiamenti di paradigma che a partire dagli anni ‘70 del Novecento accompagnano in campo urbanistico l’emergere dei grandi progetti di trasformazione urbana. In quest’ottica, ci si propone di mettere in evidenza il collegamento che esiste tra questi e i recenti cambiamenti da un lato, della struttura produttiva gestionale e politica delle società contemporanee e dall’altro, degli approcci cognitivi e descrittivi al territorio. L’ipotesi che soggiace a questa ricostruzione, la quale mantiene un carattere generale attraverso il riferimento a un bibliografia principalmente europea e americana è che i grandi progetti urbani producono cambiamenti chiave nella struttura delle centralità urbane per come queste si riconfigurano sotto l’influsso di fenomeni sempre più globali; si prova dunque a identificare i caratteri principali con essi cui si manifestano, delineandone una possibile tassonomia.
Il secondo capitolo costituisce una sezione conoscitiva della realtà territoriale in oggetto. Una prima parte affronta, mediante il supporto di letteratura storica, il tempo lungo, ovvero il percorso di consolidamento di Buenos Aires come capita e metropoli centrale nello scenario argentino, con le sue peculiarità di città “mediterranea” in St America. La seconda parte si avvicina ai fenomeni territoriali più recenti ponendo lo sguardo su alcune delle questioni emergenti negli ultimi decenni. Si evidenziano alcuni caratteri notevoli della scala metropolitana e di quella urbana, con particolare attenzione all’area centrale, che sarà poi di riferimento per l’analisi del processo di Porto Madero. In questo senso si adotta per un lato un approccio analitico e descrittivo basato sull’ampia letteratura scientifica esistente sul tema delle trasformazioni sociali ed economiche nella struttura del territorio bonearense; per l’altro, un approccio interpretativo, basato sull’approssimazione teorica con cui pone un’attenzione specifica a certe controverse situazioni spaziali e sociali che il territorio comunica .
Il terzo capitolo rappresenta il corpo centrale della tesi e si sviluppa intorno alla descrizione e all’analisi del processo di urbanizzazione dell’area di Porto Madero che per i numerosi decenni in cui era rimasta inutilizzata aveva precluso l’affaccio al fiume delle città di Buenos Aires. Lo studio di questa importante trasformazione viene portato avanti con riferimento alla metodologia di analisi delle politiche urbane sviluppata da diversi autori italiani. In linea con questo inquadramento teorico, si affronta l’analisi attraverso l’identificazione del problema di cui l’intervento cerca di essere soluzione; si concepisce la trasformazione come un percorso decisionale complesso, in cui l’interazione tra gli attori gioca un ruolo determinante nell’impostazione, caratterizzazione e risoluzione del processo; si attribuisce all’analisi dei soggetti e delle forme coinvolti un ruolo chiave per poter evidenziare le strategie che hanno determinato o meno di successo dell’operazione. Secondo quanto indicano gli autori citati, un’analisi di questo tipo prevede un uso importante di fonti primarie, come interviste e incontri diretti con gli attori. Non è stato possibile in quest’occasione ricorrere a strumenti di ricerca diretti; nonostante ciò, si è fatto riferimento a un’abbondante quantità di fonti secondarie, tra cui anche interviste e deposizioni dei soggetti coinvolti, dati analitici e statistici, documenti e bilanci istituzionali.
Il quarto capitolo si occupa di condurre un’interpretazione critica del processo politico e gestionale analizzato fino a questo punto nei suoi tempi, attori e forme. Per riuscire a farlo con una certa obiettività, innanzitutto si basano le considerazioni critiche sull’interpretazione del successo o meno dell’operazione rispetto al compimento di quelle che erano state le sue premesse ; inoltre, si osservano gli esiti del progetto rispetto a una scala di problematiche di più ampio respiro che fa riferimento alle questioni evidenziate nel capitolo secondo.
Alle conclusioni si lascia il compito di ricapitolare qualche idea tra i vari spunti emersi nello svolgimento della tesi; là si conducono alcune riflessioni a partire dalle questioni poste nei precedenti capitoli.
Relatori
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