Misurare il consumo di suolo : open source ed open data per una metodologia d’analisi condivisa
Davide Bellingeri
Misurare il consumo di suolo : open source ed open data per una metodologia d’analisi condivisa.
Rel. Silvia Saccomani, Mauro Giudice, Fabio Minucci. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Pianificazione Territoriale, Urbanistica E Paesaggistico-Ambientale, 2013
Abstract
Uno degli elaborati distribuiti dalla Provincia di Torino durante il convegno “territorio: maneggiare con cura” iniziava così: “scrivendo su Google “consumo di suolo ” appariranno più di due milioni di risultati”. Interessante notare come un argomento, che può essere inteso come di settore, di nicchia, invero sia più che mai alla portata di tutti.
Rimanendo in tema di rete, qualche anno fa la gamma dei risultati trovati dal più gettonato ed utilizzato motore di ricerca sarebbe stata ben più ridotta. Questa banale osservazione serve a farci comprendere come il fenomeno analizzato in questa ricerca sia più che mai all’ordine del giorno, e che la maggior parte delle ricerche, studi, normative e piani prodotti sia oggi quasi disponibile a tutti sulla rete. Sfogliando poi i titoli della sitografia ricercata si comprende fin da subito che il tema trattato sia molto trasversale, nel senso che non tocca solo la pianificazione territoriale e paesaggistica, ma coinvolge molti altri settori, all’interno dei quali esperti e non si sono accorti, di loro spontanea volontà e non, che il suolo è stato maltrattato e consumato per decenni, che è una risorsa finita e non rinnovabile, che se non si inverte una tendenza che predilige il cemento ed il mattone al prato e al parco, la vita delle future generazioni sarà fortemente compromessa.
La ricerca non vuole essere l’ennesimo lavoro di presentazione di dati e numeri per sostenere la tesi del contenimento del consumo di suolo, questo lo si da quasi per scontato, ma vuole essere un tentativo di “avvertimento” e di metodo.
L'attenzione al fenomeno consumo di suolo ha fatto sì che in questi ultimi anni siano stati pubblicati una miriade di dati, risultato, il più delle volte, di ricerche fine a se stesse. Non è stata pensata e proposta nessuna metodologia comune, al fine di rendere confrontabili questi dati, in modo da utilizzarli per prendere delle decisioni alle diverse scale di intervento. E emersa una difficoltà sistematica nell’operazione di misurazione del fenomeno, risultato di un utilizzo di molteplici strumenti ed indicatori, producendo sì una grande quantità di dati e numeri, ma discordanti tra di loro anche quando si parla di un medesimo territorio. Esistono sicuramente esempi virtuosi ai quali si dovrebbe tendere, come il caso del Piemonte e della Provincia di Torino, ma anche in questi casi l’omologazione di un procedimento che renda i dati confrontabili non è stato pensato.
Per queste motivazioni questa ricerca tenta di portare all’attenzione di tutti le difficoltà sopra descritte, cercando una possibile soluzione, soprattutto per quanto riguarda gli strumenti per la misurazione del fenomeno.
Il lavoro di tesi è strutturato in sei capitoli.
Il primo capitolo affronta la questione della definizione del problema: il consumo di suolo. Vengono proposte le principali definizioni rilasciate da diversi autori o enti territoriali durante questi ultimi anni, quando l'attenzione verso questo problema è aumentata. Nella seconda parte del capitolo, sempre in maniera generale, si presentano le caratteristiche e le conseguenze dello Sparwl e della dispersione urbana come portata principale ed inscindibile del consumo di suolo, per poi arrivare a descrivere come tutto questo viene analizzato e quindi normato nel governo del territorio, con un focus particolare al caso della provincie di Torino e della regione Piemonte.
Nel secondo capitolo vengono presentati i metodi e gli strumenti per la misurazione del fenomeno, sottolineando le difficoltà che si sono incontrate nei diversi casi studio degli ultimi anni. Si sono considerati i principali studi a livello europeo, in particolare Corine Land Covere e Lucas, per poi passare ai casi nazionali e regionali, sempre cercando di mettere in evidenza le differenze sostanziali tra i vari metodi, la non omologazione e standardizzazione dei dati, e quindi l'impossibilità di proporre strategie volte a ridurre il consumo di suolo e del territorio.
Il terzo capitolo è dedicato agli strumenti Open source ed agli Open Data. In un particolare momento come quello che stiamo vivendo in questo periodo, dove il termine “spending review” è utilizzato, o comunque interessa, tutte le pubbliche amministrazioni, avvalersi di strumenti che abbattano i costi dei normali software che gestiscono dati ed informazioni territoriali, è fondamentale. Lo stesso per quanto riguarda i dati territoriale e geografici. Non solo tutti devono essere informati, ma tutti devono potersi informare.
Il quarto capitolo propone la metodologia per la misurazione del consumo di suolo a scala comunale. All'interno del capitolo sono descritti i dati di partenza utilizzati, la fonte e la loro struttura, gli strumenti Open source di cui ci si può servire; verrà inoltre proposta una guida operativa utile a chiunque volesse provare a misurare il consumo di suolo del suo comune. Nel caso in esame il lavoro è stato svolto su 9 comuni della provincia di Torino.
Si analizzano alcuni dei risultati ottenuti, facendo alcune considerazioni di carattere generale comparando i risultati dei 9 comuni. In particolare si cerca di delineare alcune peculiarità di determinati comuni con determinate caratteristiche demografiche o di posizione geografica rispetto al capoluogo torinese.
Nel quinto capitolo si tenta di dimostrare quale soggetto può avvalersi dell’utilizzo di tale metodologia e per quale scopo, facendo alcune riflessioni sulle difficoltà presentate dalla misurazione del fenomeno consumo di suolo alle diverse scale, e alla diretta conseguenza della difficoltà nel proporre politiche in maniera coordinata e congiunta per la salvaguardia del territorio e del paesaggio.
Infine si presentano alcune soluzioni volte alla comunicazione , attraverso nuove tecniche di visualizzazione e comunicazione dei dati.
Relatori
Tipo di pubblicazione
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