“Grandioso e tanto vasto che comprende uno intero isolato è l'edifizio Serazzi, già Tenconi, di cui la fronte imponente adorna di vaghi porticati, dirimpetto all'entrata principale del borgo, si affaccia con tale effetto da rappresentare l'ingresso di più di una città, che d'un villaggio. L'interno di questo palazzo con grande lusso arricchito di ornati, è pure degno d'una città, che d'un villaggio."
Quante volte sarà apparso così, incorniciato dal lungo viale alberato mutevole nei colori delle stagioni, a chi fosse entrato in paese da sud? Immobile, pronto a stupire e a suscitare nuove e vecchie curiosità. Silenzioso da tempo, raccontato da pochi testimoni di un recente passato, come coloro che hanno conosciuto un personaggio famoso che li ha illuminati con la sola presenza, lasciandoli ricchi di ricordi precisi e curiosi, segno di attività frenetiche ed inusuali, quasi la misura di un trascorrere del tempo diverso dal loro, ma comunque molto vicino. Un cuore del paese, un secondo cuore, l’altro peso sul piatto di una bilancia in bilico tra due potenze: l’antico castello dei Della Porta nella parte alta del borgo, e la più recente e vivace “casa da nobile” ai piedi del colle, ma all’ingresso del “nuovo abitato”. Una dicotomia durevole di un’anima unica, grande, divisa prima tra due parrocchie in violenta contrapposizione, unite ad un punto per l’intervento di un vescovo, ed ancor oggi tra un centro ed una frazione con caratteri apparentemente diversi.
La nostra storia, i libri che la raccontano, narrano soprattutto della nobile famiglia dei Della Porta e del loro castello, ma sono poche, anzi pochissime, le cronache relative alle famiglie che hanno occupato la villa Voli, oggi Biscaretti di Ruffia, se si eccettuano le narrazioni relative al secolo passato. Perché?
Perché non ci sono documenti, scritti, segni tangibili di un legame tra Suno ed i certamente importanti personaggi che qui hanno voluto insediare una notevole dimora, ed avevano sicuramente forti interessi. Soprattutto, come fu possibile la convivenza tra i Della Porta e gli “sconosciuti” insigni proprietari della villa sita nella valle della Meja?
Apro una porta, che conoscevo solo dall’esterno, mi perdo subito nel buio di secoli, e non aspetto altro che di uscire dall’oscuro atrio, dove il paziente, silenzioso ma cortese Franco Sacchi, il custode, mi conduce .... inizia un entusiasmante viaggio che un po’ mi spaventa. Pochi, pochissimi hanno avuto la mia fortuna, mi sono ritrovato molto spesso solo nei vasti spazi, vuoti: dovevo incominciare, ma da dove?