I PCM e l'involucro edilizio: definizione progettuale di un sistema schermante
Stefania Condò
I PCM e l'involucro edilizio: definizione progettuale di un sistema schermante.
Rel. Orio De Paoli, Valentina Serra. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2013
Abstract
LA QUESTIONE ENERGETICA
In Europa, gli ingenti consumi energetici nel campo dell'edilizia sono la causa del 40% del consumo globale di energia comunitaria, percentuale da ripartirsi tra i settori del terziario e residenziale; di quest'ultimo, quasi due terzi sono attribuibili al riscaldamento invernale ed al raffrescamento estivo, inducendo un fabbisogno in costante crescita.
A fronte della continua espansione del settore delle costruzioni, i consumi sono destinati ad incrementare ulteriormente. Per tale ragione, in ambito normativo, da alcuni anni viene discussa l'adozione di misure e vengono promulgate leggi, raccomandazioni, consigli volti a decurtare gli sprechi energetici ed a favorire la diminuzione dell'emissione di gas a effetto serra, avallando il potenziamento e la massima utilizzazione delle fonti energetiche rinnovabili e, parallelamente, stimolando una maggiore consapevolezza energetica sociale.
Tali interventi hanno lo scopo di coadiuvare i principi del risparmio energetico, che si conformano agli obiettivi preposti dal Protocollo di Kyoto, allegato alla Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC), ovvero:
un aumento di temperatura globale non superiore ai 2°C;
una riduzione delle emissioni globali di gas serra entro il 2020 di almeno il 20% al di sotto dei livelli del 1990 e di almeno il 30%, qualora venga raggiunto un accordo internazionale.
L'Unione Europea avalla tali principi mediante la strategia del "20-20-20", approvata nel dicembre 2008, in cui si prevede, entro il 2020:
la diminuzione della domanda energetica del 20%;
la riduzione delle emissioni di C02 del 20% (rispetto ai livelli misurati nel 1990);
la produzione energetica tramite energie rinnovabili, per sopperire al 20% del consumo energetico totale europeo.
La riduzione del consumo energetico e l'incremento di impiego dell'energia prodotta da fonti rinnovabili rappresentano inoltre strumenti importanti per promuovere la sicurezza dell'approvvigionamento energetico e ulteriori progressi tecnologici, altresì per creare posti di lavoro e uno sviluppo regionale soprattutto nelle zone rurali.
L’UE è divenuta promotrice di programmi, progetti e Direttive, quali la 2002/31/CE, 2006/32/CE e 2010/31 UE ecc. per definire indirizzi, strumenti, criteri e soluzioni anche ambiziosi sul tema specifico dell'efficienza energetica degli edifici, esistenti e nuovi, del settore civile.
In Italia, oltre all'emissione dei vari Piani Energetici Ambientali regionali da parte delle Regioni, originanti raccomandazioni, consigli, proposte, finanziamenti di progetti e solo successivamente di leggi e decreti attuativi, è entrato in vigore il D.Lgs. 19/08/2005 n. 192, il quale ha recepito la Direttiva Europea 2002/91/CE, stabilendo l'obbligatorietà della cosiddetta 'certificazione energetica' degli edifici, senza tuttavia definire le norme tecniche necessarie per l'attuazione, demandate a successivi decreti.
L'anno successivo viene approvato il D. Lgs. 311/06, con lo scopo di integrare il decreto precedente.
Nei paragrafi successivi sono analizzate le principali norme inerenti l'edilizia dal punto di vista energetico, considerando le parti specifiche inerenti l'involucro edilizio e i sistemi di protezione solare.
Relatori
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