Modello di cooperazione tra il settore pubblico e privato per l’implementazione della sostenibilità a scala del quartiere
Victoria Taranu
Modello di cooperazione tra il settore pubblico e privato per l’implementazione della sostenibilità a scala del quartiere.
Rel. Giuseppe Roccasalva, Juan Creus. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per La Sostenibilità, 2013
Abstract
Al giorno d’oggi una grande importanza viene data all’architettura sostenibile. La maggior parte delle volte il concetto è ridotto a livello di edificio sopratutto in materia di efficienza energetica. Nella presente tesi intendo ampliare la vista e analizzare l’edificio nel contesto delle infrastrutture urbani e nel contesto dei bisogni della Comunità. Nel caso di Ghost towns, dove centinaia di migliaia di appartamenti rimangono disoccupati, la qualità del singolo edificio è secondario, il principale problema da discutere è se l’edificio doveva essere costruito o no. Dunque interviene l’aspetto sociale ed economico della sostenibilità.
Il modello elaborato, chiamato BREEAM Comunità RPA (Revised for Public Adminis- tration), è destinato ad essere applicato a livello del quartiere per progetti a grande scala. Si tratta di una rilettura del modello BREEAM Communities attraverso l’ottica della pubblica amministrazione. A differenza di BREEAM, che è un metodo di valutazione, il presente Modello si propone di guidare nel processo decisionale.
Un aspetto importante per conseguire l’implementazione di BREEAM Comunità RPA è il processo di Partecipazione. Per decidere chi decide, cosa si decide e sopratutto come si decide è applicato il modello di decisione Vroom-Yetton-Jago. E stato adattato da business all’ambito della pianificazione urbana sostituendo il rapporto tra il leader e la squadra con quello della Pubblica Amministrazione e gli stakeholders. La processo partecipativo è diviso in due fasi. La fase pre-decisionale, con una piattaforma Open Source, è destinato ad informare sulla situazione attuale e gli scenari possibili per il futuro. La seconda fase è quella decisionale e può variare da metodo autocratico (Indipendente Al) fino ad un consenso (Collaborativo Gruppo G2), con tutte le sfumature intermedie.
Al fine di controllare la flessibilità e la universalità del Modello, è stato applicato in due casi estremi: il sito ex Pruitt-Igoe in St. Louis, Stati Uniti e New Rey Bouba, in Camerun. In entrambi i casi il processo decisionale si basa sugli stessi principi: rispondendo al bisogni reali della società con il più basso impatto ambientale. I metodi di analisi applicati sono le stesse, le strategie e principi per lo sviluppo sostenibile sono simili, la differenza sta nei sistemi tecnologici ed materiali impiegati per il raggiungimento degli obiettivi. Identificare i bisogni reali della Comunità attraverso un dibattito trasparente e collaborativo contribuiscono in modo sostanziale a raggiungere la sostenibilità ambientale e socio-economica.
Relatori
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