Praga: Il cubismo si fa architettura. Esame di un'interpretazione unica nel panorama europeo
Giovanna Maino
Praga: Il cubismo si fa architettura. Esame di un'interpretazione unica nel panorama europeo.
Rel. Anna Marotta. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2013
Abstract
PRAGA MAGICA
Praga. La città d’oro, la città delle cento torri, il cuore d’Europa, mater urbium, dalla storia millenaria. Una delle più affascinati città del mondo che ha attraversato secoli di storia, che oggi possiamo ancora ammirare passeggiando per le vie della città. Praga città di incroci culturali proprio per la sua posizione speciale, al centro dell’Europa.
Praga città di alchimisti definita magica da Angelo Maria Ripellino1 nel suo saggio. E come scrisse Christian Norberg - Schulz, città con un fascino intenso, dato dal suo mistero latente. “Passeggiando per la vecchia Praga si ha sempre l’impressione di sprofondare in spazi misteriosi e inquietanti, che offrono allo stesso tempo anche intimità e protezione.”2 Oggi la capitale della Repubblica Ceca è un’importante meta turistica, apprezzata da migliaia di persone che la visitano ogni anno. Merito del suo straordinario patrimonio storico? Merito di una cultura dell’ospitalità al passo con i tempi? Merito di quella strana alchimia che si respira ad ogni angolo e che lascia per un attimo senza fiato?
Il mio interesse verso Praga, la mia città materna, è frutto di tutto ciò ma è nato soprattutto perché ho avuto modo di viverla in prima persona. Per capire a fondo una realtà così complessa è necessario addentrarsi in essa, attraversarla, partendo dalla Città Vecchia, nucleo più antico e cuore pulsante cittadino. Qui sono le pietre a raccontare un patrimonio architettonico straordinariamente vasto e variegato, che nel XX secolo si fa addirittura unico: è infatti solo qui che il cubismo, nato in Francia in pittura, rivoluziona l’architettura.
Come un grande libro di storia sotto il cielo, ricco di capitoli come pochi altri in Europa, Praga ha immortalato nelle sue “pagine” vicende, pensieri, mode e stili di ogni epoca, dai tempi antichi a quelli moderni. E se nei primi capitoli condivide e intreccia con altri territori esperienze e testimonianze, è sfogliando le pagine più recenti che si assiste all’affermarsi di un’identità ceca, che prende forme ed espressioni uniche. Stiamo parlando dell’esperienza cubista in architettura, un breve capitolo nella storia di Praga ma che per le sue ripercussioni ebbe un ruolo importante nella strada della modernità. Questo movimento che così energicamente fece irruzione sulla scena dell’inizio del secolo scorso, mi ha affascinato e incuriosito. Purtroppo però durante i miei studi ho potuto notare quanto questo capitolo sia trascurato dalla storia dell’architettura moderna. Forse perché fu un’esperienza a livello regionale, forse perché fu di breve durata o forse perché non ebbe il seguito di alcune altre avanguardie europee.
Certe concezioni della storia della cultura, dell’arte e dell’architettura che chiariscono precisi movimenti o fenomeni (in categorie spesso arbitrarie) raramente sono in grado di afferrare il continuum storico nella sua globalità e nelle sue varie sfaccettature, anche regionali.
Sebbene vi siano varie definizioni concettuali nel campo della storia dell’arte e dell’architettura, nel panorama espressionista o in quello cubista sembra esservi una zona d’ombra, non essendo stata finora l’architettura boema degli anni 1910-1920 inquadrata né in uno né nell’altro. L’attenzione verso questo movimento è stata riaccesa nel secondo dopoguerra in seguito ad alcune mostre tenutesi a Praga negli anni Sessanta.oscura a molti, al contrario di altri fenomo” (Nadace ceského kubismu) e l’annoostra l’importanz voluto riproporre questo tema che per molviluppi non solo dell’architettura regionalee carattero la conformazione di Praga, originariamentiche che hanno plasmato la città e infine unuo ge- niucasso e Braque, che rivoluzionarono la f un terreno fertile per accogliere e sviluppare a sale del Ge- samtkunstwerk, l’opera d’arte totale. Dalla pittura alla scultura, dalle art solo a Praga e nella Boemia. A fare da sfondoimportanza. Una parte della mia analisi riguarda i temi della percezeorie cubiste, e come l’architettura cubista può essere letta attraverso le teorie della psicologia della forma (Gestalt) formulate proprio in quegli anni. Infine l’ultima declinazione del cubismo ceco, la sua trasformazione alla ricerca di uno stile nazionale, il rondocubismo, negli anni di formazione dello Stato Cecoslovacco. L’avvento della seconda guerra mondiale pose fine al capitolo cubista che però ebbe influenze sia sulle future avanguardie ceche che su quelle europee, anticipando alcuni aspetti del purismo, del neoplasticismo e dell’Art-Decò. E’ sorprendente come con l’arrivo del funzionalismo internazionale ebbero ancora un ruolo importante gli architetti del periodo cubista e rondocubi- sta, che furono le personalità dominanti del funzionalismo
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