UNA NUOVA SOSTENIBILITÀ' PER NUEVA PROSPERINA PROGETTO DI UNA SCUOLA PRIMARIA A GUAYAQUIL, ECUADOR
Veronica Vasilescu
UNA NUOVA SOSTENIBILITÀ' PER NUEVA PROSPERINA PROGETTO DI UNA SCUOLA PRIMARIA A GUAYAQUIL, ECUADOR.
Rel. Orio De Paoli, Irene Caltabiano, Silvia Sbattella. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per La Sostenibilità, 2013
Abstract
L' ARCHITETTURA SOSTENIBILE E I PAESI IN VIA DI SVILUPPO
Il mondo oggigiorno si trova ad affrontare profondi cambiamenti, a causa del grande impatto ambientale connesso alle attività umane degli ultimi secoli. La popolazione mondiale si trova quindi di fronte alla grande responsabilità di cercare di garantire l'equilibrio tra genere umano e ambiente. Si parla quindi della necessità di promuovere uno sviluppo sostenibili della società mondiale, da diversi punti di vista.
Il ruolo dell’architettura può diventare fondamentale per guidare questo sviluppo, e la promozione di un'architettura sostenibile potrebbe essere lo strumento giusto per ottenerlo. Questa potrebbe però essere anche una delle sfide più importanti che i paesi devono affrontare, in particolare i paesi in via di sviluppo, dove l'impatto ambientale di un'architettura ragionata potrebbe avere effetti maggiori.
I cambiamenti globali e l'impatto dell'architettura
Negli ultimi decenni, ed in particolare negli ultimi anni, la parola "sostenibilità" è diventata un termine molto diffuso, utilizzato in moltissimi contesti e molto spesso usato senza comprenderne il profondo ed ampio significato. Ma la grande diffusione del termine, e la crescente attenzione rivolta a questa tematica, può essere attribuita alla presa di coscienza, da parte delle nazioni e della società in generale, della grande sfida che l'umanità si trova ad affrontare: l'impatto delle attività umane sul nostro pianeta ha prodotto cambiamenti sconvolgenti ed insostenibili.
La popolazione mondiale è passata 1,5 miliardi di persone agli inizi del XX secolo, a 6 miliardi nel 2000, e probabilmente raggiungerà i 9 miliardi nel 2040 (la popolazione urbana è in aumento di 50 milioni all'anno in tutto solo nei paesi in via di sviluppo). Questo aumento impressionante del numero di esseri umani è stato tradotto in danni irreversibili (dal momento che, come già accennato, i danni ambientali e cambiamenti climatici sono strettamente legati alle attività umane): l'enorme aumento delle emissioni di gas ad effetto serra, lo spreco di risorse naturali e delle riserve di combustibili fossili, il continuo e progressivo declino della qualità dell'aria, dell'acqua e del suolo, l'incredibile sfruttamento della terra, la produzione di enormi quantità di rifiuti, l'aumento del consumo globale di energia.
Di fronte a questi pericoli, la politica e gli specialisti sono diventati consapevoli della assoluta necessità di proteggere il nostro ambiente naturale, e di coniugare sviluppo economico e sociale con la tutela dell'ambiente. In altre parole, l'umanità ha capito che ciò che serve è lo "sviluppo sostenibile".
Con il Rapporto Brundtland (1987), il termine "sviluppo sostenibile" è entrato ufficialmente a far parte delle questioni internazionali. Lo sviluppo sostenibile è stato definito come: "Uno sviluppo in grado di soddisfare i bisogni delle generazioni attuali senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni; Un processo nel quale lo sfruttamento delle risorse, la direzione degli investimenti, l'orientamento dello sviluppo tecnologico ed il cambiamento istituzionale sono tutti in armonia, ed accrescono le potenzialità presenti e future per il soddisfacimento delle aspirazioni e dei bisogni umani."2
La dichiarazione internazionale, quindi, indica la necessità che sostenibilità e sviluppo procedano in maniera univoca, e tra le varie implicazioni che tale concetto comporta, vi è anche la consapevolezza del fatto che sviluppo economico e sostenibilità ambientale siano strettamente correlate.
Si può definire la sostenibilità come fondamento per uno sviluppo duraturo, e lo sviluppo sostenibile come mezzo per superare l'enorme problema della povertà, che affligge soprattutto i paesi in via di sviluppo, garantendo l'equità sociale.
Durante gli ultimi decenni del XX secolo, numerosi incontri internazionali hanno cercato di definire le linee guida di un tale sviluppo. In particolare, nel 1992, il Summit della Terra di Rio de Janeiro è stato un evento determinante nel movimento dello sviluppo sostenibile. Sono stati riuniti un numero senza precedenti di paesi, compresi i paesi in via di sviluppo, che si sono trovati d'accordo nel considerare lo sviluppo sostenibile come la combinazione di aspetti ambientali, economici e sociali e hanno cercato di dare alcune indicazioni al fine di promuoverne la diffusione.3 Le decisioni prese in questi e altri incontri internazionali hanno cambiato le regole dello sviluppo, prendendo in considerazione tutti gli aspetti della vita quotidiana, e definendo delle linee guida che regolino lo sviluppo in particolare alcuni settori produttivi come l'industria e l'edilizia.
Rispondere a questi problemi e alle richieste di sviluppo sostenibile è una questione complessa, dalle innumerevoli implicazioni, e che nonostante i grandi sforzi non ha portato spesso ai risultati sperati. Avvicinare l'architettura e l'urbanistica, e di conseguenza anche il settore delle costruzioni, alle tematiche sensibili della sostenibilità, al fine di garantire un utilizzo razionale delle risorse naturali, per garantire una soddisfacente qualità di vita per le generazioni future, e una eguaglianza sociale, potrebbe però essere uno dei mezzi coi quali avvicinarsi agli obiettivi generali.
L'architettura nasce con l'obiettivo di permanere, o almeno di avere una vita utile di diversi decenni se non centinaia di anni. Il suo impatto durante il corso della sua esistenza, è particolarmente importante, e influenza moltissimi aspetti, le prestazioni degli edifici e dei prodotti dell'architettura, sia negative che positive, causano degli effetti sull'ambiente circostante. Dal momento che l'architettura e l'ambiente hanno un rapporto stretto in termini di causa ed effetto, una migliore costruzione e un'architettura più sostenibile sarà una delle possibili strade percorribili verso lo sviluppo sostenibile.
L'idea di dare un ruolo centrale all'ambiente naturale non è nuova nel mondo dell'architettura: per secoli, gli esperti, ma anche la popolazione stessa, che costruiva autonomamente le proprie abitazioni, hanno applicato questa strategia per necessità.
Con l'avvento dell'industrializzazione, la situazione è cambiata radicalmente, portando lo sfruttamento sempre maggiore di una gamma di risorse naturali, la produzione di gas serra e tonnellate di rifiuti. Oggi siamo in grado di vedere quanto grande è l'impatto del costruito sull'ambiente: circa il 10% dell'economia mondiale interessa il settore edile, ed ogni anno, circa 3 miliardi di tonnellate di materie prime si trasformano in strutture, pareti, ecc. L'attività edilizia causa un enorme consumo di risorse: ad esempio il consumo di 1/6 di acqua potabile nel mondo, 1/4 della produzione di legname, 2/5 del flusso totale di materiali e consumo di energia; inoltre provoca l'aumento dell'inquinamento dell'aria e dell'acqua, grandi spese per l'acquisto di materiali e manutenzione costante delle strutture.4
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