Scelta dell'area e sviluppo della ricerca.
L'area presa in considerazione è situata nella zona sud della città di Torino e può essere indicativamente delimitata in un poligono formato da quattro corsi: Corso Cosenza a Sud e Corso Sebastopoli a Nord, Corso Siracusa ad Ovest e Corso Unione Sovietica ad Est; questo poligono è tagliato da Corso Orbassano, un'importante direttrice della città.
Il motivo principale della scelta di quest'area è dovuto al suo forte coinvolgimento durante il cosiddetto "boom" economico, caratterizzato da una grande immigrazione dalle campagne, dal sud Italia ma anche dalle zone centrali della città. Sarebbe però riduttivo soffermarsi sul periodo del "boom", infatti la zona è anche testimonianza di una Torino preindustriale, in cui si intravede una trama insediativa sopra la quale hanno proliferato i nuovi insediamenti.
Per un'analisi completa, prima di affrontare la ricerca, è stato dedicato un capitolo alla pianificazione urbanistica della città di Torino, dove sono stati presi in considerazione i piani regolatori coevi al periodo interessato: il piano del 1887 (riguardante il prolungamento dei corsi fuori dalla cinta daziaria), quello del 1906 (adottato nel 1908) e le successive integrazioni del 1913, e il piano regolatore generale di Rigotti del 1956 (adottato nel 1959).
Il lavoro di ricerca è volto ad analizzare gli sviluppi insediativi che hanno trasformato questa parte di città: dal paesaggio totalmente "bucolico e agreste" di inizio Ottocento, caratterizzato dalla sola presenza di cascine, campi coltivati e boschi, fino al "boom" insediativo degli anni Sessanta che ha rivoluzionato le maggiori città del Nord Italia, Torino in testa.
Nel passaggio successivo si è scesi ulteriormente di scala, scegliendo due microaree dai caratteri insediativi diametralmente opposti:
un'area destinata alla costruzione di villini, compresa tra Corso Orbassano, Corso Sebastopoli e Via Gorizia;
una seconda area che si sviluppa sull'asse di via Buenos Aires destinata ad ospitare un'eterogeneità di elementi.
In questo focus si è cercato di ricostruire la graduale trasformazione, dalle prime sparute tracce degli anni Dieci fino agli anni Sessanta del Novecento.