Arte, musica e spettacolo: nuove funzioni per il mattatoio, il calzaturificio Taverna e il dispensario della città di Ventimiglia
Patrizia Chiaravalloti
Arte, musica e spettacolo: nuove funzioni per il mattatoio, il calzaturificio Taverna e il dispensario della città di Ventimiglia.
Rel. Silvia Gron. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2012
Abstract
Dagli anni settanta il tema del recupero è diventato una delle questioni centrali del dibattito urbanistico nazionale, prima l’attenzione era rivolta al recupero dei centri storici e più in generale al riutilizzo del patrimonio edilizio esistente, poi si è sviluppata, fino a comprendere la più generale questione della riqualificazione complessiva della città.
Dalla fine degli anni ottanta, i nuovi PRG dibattono e concretizzano interventi di recupero delle aree di frangia, il riutilizzo dei vuoti urbani, la riqualificazione delle aree periferiche industriali in dismissione, quali temi emergenti e significativi della progettazione della città. Vista la dimensione del territorio dismesso e acquisita la consapevolezza che parte dell’innovazione architettonica viene sperimentata nei fabbricati industriali, tramite nuove strutture quando possibile, sperimentazioni tipologiche e nuovi materiali, si elaborarono nuovi strumenti d’intervento tecnico-finanziario come programmi integrati, programmi di recupero urbano, per l'attuazione di progetti complessi di trasformazione o riqualificazione urbana, attuati poi con gli anni novanta.
In questo quadro, assumono particolare significato il recupero e il riuso delle "aree di frangia", ossia quelle parti di città che hanno perduto la loro funzione originaria, prevalentemente costituita dalla presenza di attività produttive della prima industrializzazione o di attrezzature di scala urbana, ormai abbandonate e investite da fenomeni di degrado fisico e ambientale. “Nel ridisegnare questi nuovi quartieri si decide spesso di lasciare in vita qualche reperto, rimasto per evocare quell’antico modo d’uso o forse tenere in vita un’identità difficile da cancellare o difficilmente riproducibile, allora al reperto si attribuisce un nuovo significato, assegnandogli un ruolo di centralità, esteso per interpretazione, alla matrice culturale, e questo fa sì che l’edificio-reperto diventi concettualmente adatto a contenere un museo, un teatro, una biblioteca”(Gron, 2007).
Queste aree si prestano positivamente a ipotesi di radicale trasformazione, dove il PRG lo permette, dove sperimentare nuovi modelli di progettazione architettonica a scala urbana, oppure a ipotesi di recupero di contenitori e strutture che mantengono un intrinseco valore storico-culturale e documentario, rappresentato da evidenti caratteri tipologici e morfologici.
In quest'ottica vuole porsi la proposta progettuale della mia tesi di laurea, essa si colloca all'interno della seconda ipotesi poiché è rivolta al recupero di aree, che possono riacquistare una loro specifica valenza funzionale e progettuale.
L’argomento della mia tesi di Laurea, ha come obiettivo finale la riqualificazione e il riuso di tre fabbricati, situati nella città di Ventimiglia, che ebbero avuto il loro sviluppo tra la seconda metà dell’Ottocento e il primo Novecento.
Questi manufatti architettonici, oggi si possono considerare tre “rovine" della città, perché perse, le loro funzioni originarie sono stati lasciati in uno stato di totale abbandono e degrado.
La ‘rovina’ è quindi intesa come «architettura pura, che ha perso la sua funzione e ritorna alla sua dimensione semplicemente formale. E’ oggetto utile... sopravvissuto alla necessità e oggi venerato per quello che è, non per quello a cui serve o è servito».
Si tratta dell’ex mattatoio Comunale, dell’ex calzaturificio Taverna e dell’ex dispensario antitubercolare.
Il primo edificio è situato nella zona Lago sulla sponda destra del fiume Roia ai piedi della città medievale, mentre il secondo e il terzo, si trovano rispettivamente sulla passeggiata a mare Felice Cavallotti e sul lungomare Trento Trieste, nella zona che si sviluppò tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo.
Valutata la situazione attuale dei servizi, tramite un’indagine territoriale, nell’attuale città di Ventimiglia non sono presenti molte aree dedicate allo sviluppo creativo dei giovani.
Inoltre la necessità di provvedere alla bonifica di questi edifici più volte richiesta dal Comune, mi ha condotto a sviluppare un progetto di recupero e riqualificazione con nuove destinazioni d’uso, dedicate all’arte, alla danza e alla musica.
Definita quale sarà la destinazione futura degli edifici presi in esame, ho analizzato gli stessi sotto il profilo tecnico-strutturale per la verifica della potenzialità di trasformazione, mediante lo studio dei progetti originari, rilevando le modifiche e gli adattamenti che nel corso degli anni hanno portato allo stato attuale i manufatti.
Proponendo infine l'intervento di recupero degli edifici e il loro riuso, dopo avere attentamente analizzato e valutato le diverse attività specifiche che le singole unità spaziali dei corpi edilizi dovranno ospitare in futuro.
Il progetto di recupero e riuso mira alla riqualificazione di tre aree cercando di collegarle tra loro, e peraltro di mantenere, quanto più possibile, gli edifici nel loro aspetto originario.
Le partizioni interne subiranno notevoli modifiche nel processo di adeguamento alla nuova destinazione d’uso, mentre un modesto cambiamento sarà riscontrato nei prospetti, anche se saranno inseriti nel contesto attuale in maniera tale da essere ben riconoscibili le loro nuove funzioni.
Relatori
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