Lo storico Carnevale di Ivrea, riqualificazione per una sede
Francesca Nigro, Francesca Ranieri
Lo storico Carnevale di Ivrea, riqualificazione per una sede.
Rel. Giacomo Donato. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2004
Abstract
Le tradizioni e le consuetudini si identificano con l'ordito su cui ha fondamento l'evoluzione storica di una popolazione. Le usanze tradizionali, in passato, hanno rappresentato una fonte primaria del diritto. Esse, attualmente, continuano a costituire la modalità d'inserimento del passato nel presente. Il Carnevale che si celebra, annualmente, in Ivrea nei giorni antecedenti il mercoledì delle Ceneri è la risultante di tradizioni diverse che si sono "sedimentate" in un periodo di otto secoli. Questa manifestazione, definita concordemente come "Storica" coinvolge appassionatamente non solo i cittadini di Ivrea ma anche i residenti nei Comuni limitrofi e attira un notevole flusso turistico. Essa, con il trascorrere degli anni, rappresenta un valore culturale e sociale che non può essere disperso.
Da più parti si sono levate autorevoli voci, riportate da settimanali e periodici locali qualificati sull'opportunità di raccogliere l'insieme dei documenti e dei reperti in una struttura denominata Museo del Carnevale Storico di Ivrea
-realizzare un progetto che valorizzi il palazzo e il patrimonio culturale della Città di Ivrea;
-rifunzionalizzare il palazzo assegnandogli una destinazione culturale legata alle tradizioni locali;
-ideare un progetto che sia realizzabile e non un'utopia;
-prevedere un centro che attiri un variegato bacino di utenti.
Partendo da tali obiettivi abbiamo ritenuto che l'edificio potesse essere sede di un museo legato alle tradizioni della Città che richiami molti visitatori, di diverse fasce di età. Da qui l'idea di progettare il museo sullo Storico Carnevale di Ivrea. Nel centro storico di Ivrea è situato il Palazzo Giusiana. Le informazioni su chi e quando venne costruito il Palazzo non sono certe, perché i documenti originali sono andati perduti. Il Palazzo è raffigurato anche nella stampa del Theatrum sabaudiae al numero nove con la didascalia "P. del B. Perrone" dal nome della famiglia sua prima proprietaria e probabile committente. L 'archivio della famiglia Perrone di S. Martino è stato in gran parte smembrato e molti documenti sono stati perduti; da pochi questo si trova all'Archivio di Stato in via Piave a Torino, ma non sono presenti informazioni inerenti al Palazzo di Ivrea. Nel 1635 il Monsignor della Chiesa descrive come "Il più bello e magnifico palazzo che al di là da Dora sia in Piemonte che dal Barone Perrone è stato edificato", è probabile che Monsignor si riferisca in particolare al palazzo di proprietà di Carlo Perrone, conte di S. Martino e barone di Quart, auditore carnevale e consigliere del Duca Carlo Emanuele I di Savoia. Il palazzo fu di proprietà della famiglia Perrone fino al 1799, successivamente passò alla famiglia Garda fino al 1817 e poi ad un parente di questa, il Colonnello Amadeo Giusiana, da cui prese il nome. Nel 1800 Napoleone Bonaparte vi soggiornò per alcuni giorni e durante la dominazione francese fu sede della prefettura. I documenti conservati nell'archivio comunale di Ivrea partono dal 1807 con l'atto di apertura del tribunale. Vedi allegati B, C, D. Nel 1864 il Comune acquistò il Palazzo per ospitare, in alcune sale, la preziosa collezione di oggetti orientali, donata da Pier Alessandro Garda. Il museo fu inaugurato nel dicembre del 1876e si arricchì anche della raccolta di iscrizioni romane della famiglia Perrone. Dalla fine dell'Ottocento è sede del Tribunale e della Corte D'Assise. Negli anni Settanta del Novecento il Palazzo si presentava molto degradato, si rese quindi necessaria la chiusura temporanea dei locali e il provvisorio trasferimento degli uffici giudiziari per intraprendere i lavori di restauro. Il progetto per la sistemazione e restauro di Palazzo Giusiana da adibirsi a sede generale degli Uffici Giudiziari venne redatto nel 1975 dagli architetti Fausto Maga e Riccardo Petitti; la direzione dei lavori venne affidata all'ing. Giuseppe Aluffi. I lavori si svolsero in tempi lunghi, anche a causa degli imprevisti verificatesi durante i lavori, come, ad esempio, la necessità di intervenire strutturalmente sulle fondazioni. La rimozione dei controsoffitti portò alla luce i solai lignei a cassettoni e le decorazioni a fresco, la cui esistenza era ignorata. Oltre al degrado si riscontrarono problemi di dissesto, con fessure che richiesero in alcuni casi interventi di consolidamento. Negli allegati A sono riportati alcuni documenti conservati nell'archivio comunale di Ivrea che testimoniano le modifiche effettuate sul Palazzo a partire dal 1807. Dalle forme tardo rinascimentali si può dedurre che gran parte della costruzione risalga alla fine di Cinquecento, inizi del Seicento. Il Palazzo si è sviluppato probabilmente intorno ad una casa con torre quattrocentesca, ora inglobata nel Palazzo, che originariamente faceva parte di un complesso residenziale più vasto dell'attuale e si allacciava, con un'ala cinquecentesca porticata, denominatala "Serra", alla chiesa gotica di S. Francesco. La suddetta ala, la chiesa ed altri corpi dell'edificio furono demoliti nel 1933 per far posto all'attuale liceo classico "C. Botta". Il conte Perrone, nel Settecento, per ampliare il suo giardino privato, acquistò il terreno di proprietà dell'abbazia di Santo Stefano, in gran parte abbattuta a metà del Cinquecento. Il giardino, oltre a racchiudere l'antica torre e una chiesetta, fu abbellito con due eleganti tempietti, su disegno dell'architetto .Borra, l'uno in stile greco con colonne di ordine ionico nell'angolo sud-ovest, l'altro di stile romano. Il conte aveva inoltre allestito una collezione di lapidi antiche nel primo tempietto e di medaglie nel secondo. I due tempietti sono scomparsi da tempo e il giardino del Palazzo è da più di cento anni adibito a giardino pubblico di Ivrea, risistemato alla fine del XIX secolo con l'apertura del Nuovo Lungo Dora. Vedi tavola 1. Il Palazzo, prima della creazione del lungo Dora, emergeva dal terreno anche con il piano che risulta ora interrato in conseguenza dell'innalzamento del livello del giardino. L'edificio oggi si sviluppa attorno a due cortili interni, uno porticato su due piani, con colonne che sorreggono archi a tutto sesto e volte a crociera, l'altro delimitato semplicemente dalle sobrie facciate interne. L 'ingresso al Palazzo è lungo via dei Patrioti su cui sono collocati due portoni che permettono l'accesso in corrispondenza dei due cortili interni. Vedi tavola 2. Il Palazzo è composto da tre piani fuori terra e da uno interrato, a seguito dell'innalzamento del livello del terreno. La distribuzione verticale è garantita da scale e ascensori convenientemente collocati nei diversi piani, di particolare rilievo è la scalinata monumentale cinquecentesca che parte dal piano terreno per giungere al primo piano. Vedi tavole 3, 4, 5. Le facciate conservano un rivestimento a "graffito" ,unico esempio ad Ivrea, che incornicia le finestre e sottolinea i piani e le linee architettoniche del Palazzo. Le facciate, come i palazzi rinascimentali, sono scandite verticalmente da una successione di finestre che al piano terreno sono di geometria rettangolare, al primo piano architravate, con alternativamente architrave triangolare e curvilinea, e al secondo piano sono di geometria circolare. La scansione orizzontale è sottolineata dallo zoccolo in pietra, dal bugnato disegnato e dal rivestimento. Vedi tavole 3, 4, 5. All'Ufficio Tecnico di Ivrea sono depositati i disegni di Palazzo Giusiana realizzati dagli Arch. Fausto Maga, Riccardo Petitti e dall'Ing. Giuseppe Aluffi alla fine degli anni Settanta. Vedi allegato C. Partendo da queste tavole abbiamo ridisegnato piante, sezioni e prospetti sul programma Autocad, dopodiche abbiamo verificato le misure sul posto ed effettuato le correzioni necessarie. Dai diversi sopralluoghi è emerso che il palazzo riscontra qualche problema di degrado, in particolar modo al primo piano del loggiato, dovuti principalmente all'umidità. In complesso l'edificio è in buono stato di conservazione e non sono stati evidenziati problemi di dissesto. Gli interventi realizzati alla fine degli anni Settanta, se da una parte hanno permesso di recuperare gli affreschi e di risolvere i problemi statici, legati ad esempio al cedimento delle fondazioni, hanno, dall'altra parte, inserito elementi che non rispettano la natura originale dell'edificio, come ad esempio tramezzi che interrompono a metà alcune volte, o la scala circolare, presente nel lato ovest dell'edificio, realizzata con una forma che non ha nulla a che fare con il contesto architettonico in cui si trova. Abbiamo ritenuto pertanto necessario partire da una ripulitura del palazzo dalle aggiunte degli anni Settanta. Preparato l'elenco delle principali funzioni che un museo deve soddisfare (biglietteria, sale espositive, uffici, servizi sanitari ecc...) abbiamo studiato un percorso ideale del visitatore e quindi abbiamo assegnato alle stanze diverse funzioni in base al percorso scelto. Una volta individuato l'elenco dei temi legati al Carnevale affrontati nelle sale espositive abbiamo assegnato ad ogni stanza un argomento. Le principali stanze del museo le abbiamo analizzate ad una scala di maggior dettaglio (scala 1: 50), studiando l'illuminazione, i pavimenti, l'allestimento e l'itinerario ideale del percorso. La copertura del Palazzo è a falde con una struttura linea rivestita da coppi . Il Museo dello storico Carnevale di Ivrea è articolato sui tre piani fuori terra del Palazzo, con un percorso studiato in modo da garantire la giusta acquisizione di informazioni. Il piano terreno è destinato interamente all'esposizione degli eventi e dei protagonisti del Carnevale, con altri ambienti destinati alla biglietteria, ai servizi igienici e ad un bar collocato alla fine del percorso del piano. Tra la prima sala espositiva e la biglietteria è prevista un'area destinata a una piccola sosta all'aperto, con panchine distribuite attorno a due alberi che offrono riparo. Dopodiché si può giungere al primo piano attraverso la scalinata monumentale o le scale e l'ascensore collocati nell'area destinata alla biglietteria. Il percorso del primo piano Inizia dalla sala dedicata alle musiche del Carnevale, continua con quella dedicata alle squadre degli aranceri, che è costituita da due grandi ambienti, poi si prosegue attraversando un piccolo bar con servizi igienici per giungere al bookshop, ultima tappa della visita al Museo. Parte del primo piano è destinata agli uffici, necessari per la gestione e amministrazione del Museo. Questa zona è separata da quella espositiva per evitare distrazione e confusione tra i dipendenti e gli utenti. Per i dipendenti infatti è anche previsto un ingresso secondario accessibile direttamente dall'esterno al primo piano, questo ingresso può essere utilizzato anche dal pubblico come punto informazioni sul Museo, sul Palazzo e sul Carnevale. Al secondo piano si estendo altri uffici che comunicano con quelli del piano inferiore attraverso una scala interna di un ufficio. Inoltre sul secondo piano sono previsti i servizi igienici, una sala relax con distribuzione automatica di bevande e un'ampia zona è adibita a deposito. Il visitatore entra nel Museo dal portone principale di Palazzo Giusiana, in via dei Patrioti, all'ingresso, a terra, i ciottoli disegnano il simbolo del Carnevale di Ivrea, in sostituzione alla bilancia che attualmente simboleggia la sede del tribunale. Nel cortile grande, posto di fronte all'ingresso, è posizionato un carro da tiro.
Relatori
Tipo di pubblicazione
Corso di laurea
URI
![]() |
Modifica (riservato agli operatori) |
