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SVILUPPO di SEDILE AUTOMOBILISTICO con FIBRE NATURALI a MATRICE EPOSSIDICA

Paolo Lippolis

SVILUPPO di SEDILE AUTOMOBILISTICO con FIBRE NATURALI a MATRICE EPOSSIDICA.

Rel. Cristiana Delprete. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Ingegneria Meccanica, 2023

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Abstract:

SVILUPPO di SEDILE AUTOMOBILISTICO con FIBRE NATURALI a MATRICE EPOSSIDICA L’oggetto di discussione di questo elaborato è la progettazione di un Sedile Sportivo in materiale composito, in particolare in questo caso si andrà ad analizzare le Fibre Naturali a matrice Epossidica, che ha notevoli vantaggi rispetto ai materiali tradizionali. Negli ultimi anni si è sviluppato un maggiore interesse in ambito ecologico ed ambientale, a causa del progressivo aumento dei cambiamenti climatici, che si riflettono sulla vita di tutti i giorni e che rischiano di avere conseguenze catastrofiche nei decenni avvenire. Questa maggiore presa di coscienza si sta traducendo in un aumento dell’uso delle fonti rinnovabili e nel cercare di produrre qualsiasi oggetto in modo che sia sostenibile, che si possa riciclare e che abbia un impatto minimo, se non addirittura nullo nei confronti dell’ambiente. Una prima analisi è stata dunque condotta sui materiali scelti per la realizzazione del sedile, partendo dal definire che tipo di materiali sono e la loro varietà presente in natura. In particolare, lo studio si è concentrato sul’uso di Canapa e di Lino. Successivamente si è passati ad un’analisi delle loro caratteristiche meccaniche, fondamentali per capire la fattibilità nella produzione del sedile, andando anche a fare dei paragoni con le fibre di carbonio, anch’esso un materiale composito già largamente usato nel mondo dell’automotive. Successivamente si è passati alla realizzazione tramite CAD del sedile e del suo design. In particolare, è stato condotto un primo studio sulla forma della struttura tubolare dello schienale, che avrà uno spessore finale di 3 mm. Si è passati poi alla definizione della seduta e delle scocchette dello schienale, con spessore di 1.2 mm. Successivamente è stata definita una staffa di collegamento tra la seduta, le guide di scorrimento longitudinali e la struttura dello schienale, in modo da poter tenere insieme tutti questi elementi tra loro. In ultimo, per la regolazione dello schienale, si è scelta una manopola di tipo meccanico, con una barra torcente passante all’interno della base della struttura tubolare. L’ultimo step è stato quello dell’analisi del ribaltamento dello schienale, che rispetto alla sua condizione nominale e a progetto, deve portarsi ribaltare di 40°. Si è quindi proceduto in una serie di iterazioni per evitare l’interferenza della seduta con la scocchetta inferiore, mantendo un margine prefissato per evitare anche l’interferenza tra le schiume. Una volta definito il Design del sedile, si è passati all’analisi tramite calcolatore FEM di quelle che sono le prove di omologazione di un sedile. In particolare, per il mercato Europeo ci sono delle norme che definisco quali prove di tipo strutturali un sedile deve superare per poter essere omologato, prove su cui ci baseremo per il dimensionamento finale del nostro sedile. In particolare, verranno analizzate le prove di ECE 17 e ECE 21, che corrispondono a delle prove dove si applicano dei carichi sullo schienale del sedile e, nel caso fossero separati, anche sull’appoggiatesta. In questo modo, è stato possibile valutare se il sedile progettato risulta conforme e quindi può essere omologato e venduto nel mercato Europeo.

Relatori: Cristiana Delprete
Anno accademico: 2023/24
Tipo di pubblicazione: Elettronica
Numero di pagine: 66
Soggetti:
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in Ingegneria Meccanica
Classe di laurea: Nuovo ordinamento > Laurea magistrale > LM-33 - INGEGNERIA MECCANICA
Aziende collaboratrici: MICLA Engineering & Design
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/29773
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