Convergenze attive: tra comunità intelligenti e spazi pubblici figitali
Simona Valenti
Convergenze attive: tra comunità intelligenti e spazi pubblici figitali.
Rel. Giuseppe Roccasalva, Eugenio Morello, Angioletta Voghera. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per La Sostenibilità, 2012
Abstract
Le nuove tecnologie digitali stanno cambiando la nostra città. Il cambiamento è di tipo urbano, sociale e morfologico. La maggior parte delle persone possiedono e si spostano con uno smartphone, naturale appendice del proprio corpo e rivelatore della propria presenza nel mondo non sob fisico, ma anche digitale. Lo smartphone, dotato di numerosi servizi, permette, tramite i suoi sensori, di rivelare il mezzo di trasporto utilizzato, il posto in cui si è e l'attività svolta. C'è, tuttavia, lina contraddizione insita: se abbiamo bisogno sempre di più di strumenti per conoscere meglio la città, perché la conosciamo sempre di meno non uscendo, ma siamo soddisfatti nel comunicare con uno schermo e con persone trasformate in avatars'?
L'enorme rivoluzione che la comunicazione, Internet e gli open data hanno provocato, hanno effetti inevitabili anche sulla città e sul modo con cui avviene l'interazione con essa. L'elemento che cambia maggiormente in questo modello è lo spazio pubblico, dove le persone hanno il ruolo più importante in relazione alla comunicazione libera e al modo in cui possono interagire con la città è i suoi caratteri. Le persone, tramite le nuove tecnologie e i nuovi media 2.0, hanno nuovi poteri e non un ruolo passivo nel nuovo sistema, ma costituiscono il motore e il principale elemento della nuova esperienza dello spazio pubblico.
Cosa succede alla cultura urbana quando gli spazi fisico e digitale convergono? Lo spazio è diventato sempre di più un ibrido, in cui i due layers, virtuale e reale, si confondono e dove non sono più importanti i due aspetti separati ma il confine tra essi e il modo in cui interagiscono.
La progressiva ibridazione dello spazio conduce a considerare spazi pubblici anche spazi virtuali che sono le comunità nate su Facebook, Twitter e altri social network che raggruppano le persone in base agli interessi comuni.
Il significato comune dello spazio pubblico sta cambiando. La presenza fisica delle persone nello spazio non risulta più essere l'unica condizione necessaria per rendere un posto un luogo, ma la presenza "nella nuvola" di dati e utenti che costituiscono una comunità virtuale, apre nuovi significati e nuove accezioni del concetto stesso si spazio.
Obiettivo generale è quello, quindi, di aprire una riflessione sul nuovo modello di spazio pubblico che si intende proporre: ibrido, attivo, partecipato, in una parola "figitale". "Figitale" è un neologismo per definire il nuovo valore dello spazio pubblico, in cui la convergenza tra la dimensione fìsica e quella digitale modificano reciprocamente la propria importanza, in uno scambio di logiche e strategie retroattivo. La convergenza, all'interno dello spazio pubblico, viene intesa come una strategia di avvicinamento delle due dimensioni, ad oggi contrapposte, al fine di "attivare" le persone innescando nuovi modelli relazionali che rendano le comunità più intelligenti e consapevoli della città in cui abitano, al fine di renderla un luogo rispondente ai loro bisogni. Alla luce del contesto globale e dei nuovi mezzi e potenzialità offerti dal mondo mediatico e digitale, il focus della tesi sono le persone e le relazioni sociali che le legano in una condivisione di esperienza e in un clima di collaborazione locale. Il nuovo spazio pubblico, attraverso la tecnologia, deve spingere le persone all'Interazione, affinchè si creino reti sociali attive e affinchè le persone si riapproprino dello spazio pubblico, trasformandolo in un loro luogo, restituendogli il significato e senso perduto. Segue la struttura della tesi.
Nel primo capitolo, si analizza il contesto globale. Attraverso gli scritti di Castells e Mitchell, si approfondiscono i concetti di "era dell'informazione" e "società delle reti", all'interno dei quali operare. La trasformazione sociale e tecnologica in atto porta conseguenti modifiche alle forme e ai meccanismi spaziali. Si assiste a un graduale ingresso in una forma di città globale formata da una rete dì punti anche distanti tra loro ma strettamente congiunti. La città e le persone di cui è fatta, grazie alle nuove tecnologie, diventa "sense-able" e le persone acquistano un ruolo attivo nella pratica progettuale dello spazio pubblico.
Nel secondo capitolo, si analizzano i social media, intesi come lo spazio pubblico contemporaneo. Oggi, sono fautori di comunità virtuali che acquistano sempre maggior potere in relazione alla capacità di esprimere ideali, necessità e visioni. Tali strumenti consentono a gruppi di persone di strutturarsi in maniera veloce annullando la distanza fisica.
Perché social media sono nuovi spazi pubblici? In che senso danno forma alla città? In che senso abilitano i cittadini e offrono loro la possibilità di partecipare alla vita cittadina?: queste alcune delle domande alle quali si tenta di dar risposta.
Nel terzo capitolo si assume la trasformazione dello spazio pubblico come dato di fatto, e se ne rintracciano le ragioni e le origini, in seguito all'introduzione della dimensione digitale all'interno dello spazio fisico. Il wireless ha un ruolo importante nel cambiamento: si analizza nel dettaglio la soluzione nella città di Torino e in Regione.
- Abstract in italiano (PDF, 400kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 359kB - Creative Commons Attribution)
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