Il castello Gaioli Boidi a Molare : residenza privata e luogo di incontro
Enrico Cilli
Il castello Gaioli Boidi a Molare : residenza privata e luogo di incontro.
Rel. Carla Bertolozzi, Maria Cristina Boido. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio, 2012
Abstract
Oggetto dello studio di questa tesi è il castello Gaioli Boidi, situato nel comune di Molare, in provincia di Alessandria, in quell'area del territorio storicamente consolidatosi sotto il nome di Monferrato al confine estremo tra il Piemonte e la Liguria. Possedendo, innanzitutto, questo complesso architettonico caratteristiche di chiara e conclamata importanza storica e architettonica, a riprova delle quali già dal 1937 è sottoposto a vincolo di tutela per i beni architettonici, ci si prepone un accurata indagine conoscitiva dello stesso, per quanto riguarda le caratteristiche intrinseche che fanno di un'architettura il proprio valore: la storia; la consistenza materica -morfologica.
Se lo studio di un Bene architettonico consiste sostanzialmente nella conoscenza sotto i vari aspetti dello stesso, volta a delineare una "carta d'identità" del bene, mettendo a sistema quei frammenti documentari relativi ad esso, che nel caso dell'immenso patrimonio architettonico storico di natura spontanea che caratterizza il nostro Paese sono spesso quantomai frammentai e lacunosi oltre che difficile decifrazione; non possiamo dimenticare che il fine ultimo è quello di fornire la sensibilità dovuta, nei riguardi di questi proziosi "oggetti", al progettista che si accinge a mettervi mano prima di tutto e inderogabilmente per conservare l'oggetto in questione, scongiurandone la rovina, arginando quei fenomeni di degrado cui naturalmente la materia dell'opera è sottoposta, mantenendo intatto quanto più possibile ciò che dell'opera ci è stato tramandato senza sottrarle o mistificare quanto di originale la costituisce ma altresì aggiungendole nuovo valore.
La valorizzazione di un bene architettonico consiste dunque in un complesso programma grazie al quale è possibile perpetrare ciò che prima di tutto e sempre costitusce l'essenza dell'architettura, cioè quella di avere un funzione: l'uso, qualunque esso sia. Tantopiù trattandosi di un oggetto di rilevante valore storico - culturale, è doverosa una certa sensibilità, cui prima si faceva riferimento, atta a concepirene un uso, una funzione, che all'oggetto sia compatibile, che, come si diceva, non tolga nulla, non danneggi, ma al più aggiunga.
Se l'istanza iniziale quindi è quella di conservare la materia dell'architettura, poi la sua funzione, poi passando attraverso l'innovazione introdurre nuove funzioni ( compatibili ), l'istanza finale cui si giunge attraverso ed in funzione di questo processo è la sostenibilità dell'architettura stessa.
La sotenibilità, che è ambientale, attraverso l'introduzione di tecnologie che rendano l'uso sostenibile da parte dell'ambiente naturale ed antropico; e la sostenibilità che è economica, attraverso l'introduzione di usi che diano all'oggetto un valore che porti almeno il profitto necessario al sostentamento di sé stesso. Un' architettura antica, in generale, e ancor di più se complessa, come nel caso oggetto di studio, comporta notevole impegno e responsabilità ed accortezza nella sua gestione, per salvaguardarla e tramandarla intatta nella sua identità, come già si è detto; questo comporta un ingente onere monetario innanzitutto al quale la sostenibilità appunto si prefigge di far fronte, avvalendosi della valorizzazione. Se ne trae però alla fine, se il processo innescato funziona, un enorme valore aggiunto, non solo economico, anche culturale.
Iniziando il lavoro di ricerca delle informazioni che "parlano" del castello Gaioli Boidi, da mettere a sistema per allestire il lavoro documentario di conoscenza che come si diceva costituisce la sostanza dello studio di un bene storico - architettonico, ci si è resi conto da subito che, nonostante l'indubitata importanza e preziosità che questo manufatto riveste ed ha rivestito nella storia, le "carte" a nostra disposizione risultavano assai scarse e carenti. Con un certo sforzo, per la prima volta per questo castello, si è quindi cercato, muovendo dal poco esistente, di delineare una storia quanto più possibile verosimile, se pur corredata da molte ipotesi più che certezze, ma metodologicamente portata avanti con un confronto incrociato tra le tracce storiche sulla carta e le tracce storiche della consistenza materica - morfologica "sulle pietre". Il lavoro ottenuto, che pur può sembrare modesto, si colloca come il primo tassello di un lavoro di ricerca mai effettuato prima su questa antica opera, e forse costituisce la raccolta documentaria di informazioni più completa che si potrà mai delineare relativamente ad essa. Al futuro rimettiamo le nostre speranze... E' perciò che, per le esigenze logistiche e cronologiche di dover concludere in qualche modo questo lavoro, ne risulta una sintetica rassegna riguardante la conoscenza storica e morfologica - materica del castello.
Alla ricerca storica, segue quindi l'indagine dello stato di fatto, con un doveroso riferimento al contesto imprescindibile cui il bene è inserito, e, con metodo scalare, via via si è entrati nel dettaglio avvicinandosi al complesso, al singolo edificio, agli ambienti interni, con particolare attenzione all'edificio "nobile", cioè il corpo del castello vero e proprio, meno alle fabbriche circostanti costituenti il complesso. Esigenze pratiche, come già affermato, hanno permesso di fermarsi ad una certa scala di dettaglio, che aiuta a comprendere la complessità dell'oggetto, non si è scesi nel dettaglio che la ricchezza e la complessità di ogni singolo ambienete auspicherebbe. Tuttavia la qualità e la quantità di informazioni è rapportata e più che adatta al fine ultimo cui si accennava e che si è prodotto: l'ipotesi, primordiale, di un progetto di valorizzazione e parziale rifunzionalizzazione dell'immobile.
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