San Gimignano oltre le mura: la riqualificazione del margine come connessione tra la città medievale e il suo territorio
Francesca Pastorino
San Gimignano oltre le mura: la riqualificazione del margine come connessione tra la città medievale e il suo territorio.
Rel. Silvia Gron, Beatrice Maria Fracchia , Andrea Cavaliere. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per La Sostenibilità, 2012
Abstract
Introduzione
La decisione di confrontarmi con un contesto storico, consolidato e universalmente apprezzato come quello di San Gimignano è nata in seguito alla lettura del Bando di Concorso di Idee pubblicato dall'Amministrazione comunale sul sito Europoconcorsi; il tema è quello della riqualificazione urbanistica e paesaggistica di una fascia extra moenia a ridosso dell'antica fortificazione medievale, con l'obiettivo principale di recuperare il legame da sempre esistente tra il centro storico e il territorio collinare circostante, soprattutto considerando la previsione del Piano Strutturale di realizzare un Parco Agrario per conservare, tutelare e valorizzare i relitti delle colture tradizionali.
L'area d'intervento risulta caratterizzata da una forte disomogeneità di caratteri e da differenti destinazioni d'uso al suo interno, pertanto risulta difficile percepire la fascia oggetto dello studio come un ambito unitario, con una composizione definita e con un proprio significato: la sfida, quindi, è stata quella di "leggere" oltre le semplici evidenze per cogliere le potenzialità intrinseche che offrono questi spazi apparentemente disorganizzati e per cercare di dare una forma coerente al disegno del margine, con l'obiettivo di farlo diventare "interprete" nel dialogo tra la città medievale e il suo territorio.
L'approccio al progetto, quindi, ha seguito un percorso quasi obbligato, essendo imprescindibile il confronto con la presenza di importanti elementi storici quali la cortina muraria medievale e le molte torri e case-torri che ancora oggi dominano lo skyline di San Gimignano.primo passo, quindi, è stato quello di cercare di inquadrare in quale contesto normativo e culturale si andava a intervenire e quali potevano essere le aspettative dell'Amministrazione comunale, in relazione agli strumenti di pianificazione territoriali esistenti, ai vincoli da essi posti e alle possibilità che invece potevano presentarsi; la tutela UNESCO, per esempio, non rappresenta una limitazione alla libertà d'azione del progettista, ma diventa lo spunto per affrontare questioni più complesse e di più ampio respiro. Proprio a questo proposito, la riflessione sul concetto di paesaggio culturale come categoria da tutelare è determinante per comprendere la reale vocazione dell'area, da sempre legata all'immagine del paesaggio vitivinicolo come realtà depositario di valori e di tradizioni passate. Successivamente, la lettura storica del territorio di San Gimignano, attraverso la rielaborazione di carte storiche e di documenti, ha fatto emergere le tracce del suo sviluppo nel tempo, per poi affrontare il discorso sulle possibili matrici territoriali, ancora visibili e persistenti; a questa lettura storica è seguita un'analisi di San Gimignano scomposta per layers, ossia per strati elementari e irriducibili, la quale ha permesso di individuare le componenti fisiche essenziali, come una sorta di esercizio di rilievo che consente comprendere meglio la materialità del contesto in cui si agisce.
Il risultato del progetto, quindi, sintetizza queste molteplici tipologie di approccio, differenti tra loro ma complementari, finalizzate all'elaborazione di una configurazione che rispecchi in modo veritiero l'effettivo valore dell'ambito oggetto del Concorso di Idee; la realizzazione di una nuova porta urbana come accesso al futuro Parco Agrario rimanda all'immaginario della breccia aperta nelle mura di fortificazione, di cui proprio San Gimignano offre chiari esempi al suo interno, ma in realtà essa non costituisce più un meccanismo di separazione, un filtro tra ciò che è città e ciò che invece è campagna, anzi diventa la "cerniera" in grado di collegare due realtà attualmente piuttosto distanti e slegate tra loro, che nel corso dei secoli hanno progressivamente perso il legame che le caratterizzava. L'obiettivo del Bando di Concorso di Idee è proprio quello di riportare alla luce le connessioni tra il nucleo storico e il suo territorio, attraverso la riqualificazione di una fascia che attualmente rappresenta solo un margine, una "zona d'ombra" e con caratteri poco chiari, ma che può rivelare grandi potenzialità proprio in virtù della sua posizione di "terra di mezzo" tra le mura e le colline.
L'inserimento di nuovi edifìci per servizi pubblici e d'interesse comune, insieme alla realizzazione di un sistema di percorsi e di zone di sosta adibite a verde, vuole essere un tentativo per conferire una connotazione definita che leghi insieme i diversi ambiti e diventi la "spina dorsale" per le eventuali trasformazioni future, sempre nell'ottica della connessione con il territorio circostante.
Relatori
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