Per un nuovo stadio Filadelfia. Tra analisi storica, proposte ricostruttive
Stefano Giugno
Per un nuovo stadio Filadelfia. Tra analisi storica, proposte ricostruttive.
Rel. Riccardo Bedrone, Enrico Moncalvo. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2012
Abstract
Premessa
L'interesse per il caso dello stadio Filadelfia a Torino trattato in questa tesi nasce dalla curiosità di studiare una possibile soluzione al problema conseguente alla demolizione del vecchio impianto. Questo tema, relativo al più ampio dibattito sul "costruire nel costruito", è un problema rilevante della città di Torino, per molto tempo dibattuto, al quale però non è stata trovata ancora nessuna soluzione. La pubblicazione del bando di concorso da parte della Fondazione Filadelfia e i più recenti propositi dell'amministrazione comunale sono stati il terreno fertile da cui è nata l'idea di proporre una soluzione. Tuttavia, è doveroso specificare fin da subito che questa tesi non intende inserirsi idealmente come ennesimo concorrente al concorso di idee bandito dalla Fondazione. Infatti, intende essere un lavoro autonomo, slegato dalle direttive del bando, proponendo un progetto che non sia limitato dalle imposizioni stilistiche presenti nel bando stesso.
Il sito dello stadio Filadelfia presenta elementi dei quali la progettazione deve tener conto: i ruderi scampati alle demolizioni del 1998 rappresentano sia il punto di partenza di questo lavoro, che la matrice architettonica del nuovo progetto. La soluzione qui proposta integra la consistenza del linguaggio delle curve storiche con i nuovi corpi di fabbrica, che nella loro moderna concezione sono fortemente debitori ai progetti di Miro Gamba.
Questa tesi cerca di analizzare (anche attraverso dei casi studio) quali siano le modalità di inserimento in contesti cittadini di grandi strutture quali gli stadi. L'assimilazione delle buone pratiche adottate nella progettazione di altri stadi italiani ed europei è stata di ausilio nella creazione di una struttura non autoreferenziale. La diffusa tendenza a realizzare architetture auto compiute e slegate dal contesto, opere disperse in geografie non proprie, viene propinata a tutte le città del mondo. Questi progetti sono spesso firmati da studi internazionali, che operano lontano dal locus architettonico locale e non possono essere il modello per il futuro stadio Filadelfia, ricco com'è di legami con la storia di Torino.
Al fine di inserire il nuovo stadio nel proprio contesto è stata inoltre necessaria un'analisi storico-urbanistica dell'area; infatti la circoscrizione IX nasce come area periferica e nel periodo delle Olimpiadi 2 006 viene trasformata dall'inserimento di nuove architetture con caratteristiche fortemente "mediatiche". Tuttavia il Filadelfia non è stato inserito negli interventi urbani del 2006, rimanendo allo stato di rudere.
In conclusione, il progetto qui proposto cerca un legame con la città di Torino, per integrarsi arricchendone il tessuto urbano, rileggendo la storia e facendola propria, riqualificando un'area da troppo tempo abbandonata e riedificando uno stadio da troppo tempo inutilizzato.
Relatori
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