Analisi di un progetto di trasformazione urbana: Il nuovo Parco La Clessidra a Torino
Genni Palmieri
Analisi di un progetto di trasformazione urbana: Il nuovo Parco La Clessidra a Torino.
Rel. Irene Caltabiano, Paolo Cornaglia. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2012
Abstract
Introduzione
II verde costituisce una grande risorsa per la riprogettazione della città. La conoscenza delle potenzialità della vegetazione nel "landscaping urbano" in tutte le sue scale consente, attraverso l'uso di materiali e tecniche anche innovativi (eco-compatibili, ecc), una progettazione consapevole degli spazi verdi per una nuova qualità urbana.
Nell'ambito cittadino il verde può assolvere una pluralità di funzioni, da quelle tradizionali, legate ai concetti di bellezza e di decoro ambientale, a quelle imposte dalla crescita urbana: per cui si chiede di fornire ambiti di socialità e ricreazione, di surrogare o supportare le funzioni degli spazi rurali, di moderare gli effetti dell'inquinamento atmosferico e acustico, di agire sulla regolazione climatica degli edifici e della città.
Il paesaggio non è solo uno spazio territoriale o urbano, ma è soprattutto un luogo della nostra percezione e gli interventi dell'uomo sul territorio lo cambiano.
La percezione di questo può avere impatti sul nostro comportamento sociale e benessere psicofisico. Il paesaggio è cambiato negli ultimi decenni, oppresso, svilito dalla cementificazione, da un'urbanizzazione violenta, dal consumo di territorio sottratto ad aree rurali, paesaggistiche, turistiche. In questa babilonia di alti edifici, di blocchi grigi ammassati, che lasciano poco spazio all'altrettanto avvilente giungla di traffico urbano impazzito, aree verdi cittadine cercano di preservare i luoghi destinati allo spazio umano.
Sempre più il verde urbano, pubblico e privato, è infrastruttura di qualità e vitalità urbana; oggi è ancora insufficiente la considerazione del suo contributo alla fisiologia, oltre che alla morfologia, della città, alla definizione dei limiti dello spazio edificato e alla composizione delle sue articolazioni, dalla singola casa alla regione metropolitana.
Il progetto analizzato con questo lavoro è quello per la realizzazione di un Nuovo Parco Urbano chiamato La Clessidra, ideato e realizzato con lo scopo di migliorare le relazioni spaziali e funzionali del sistema urbanizzato per una riqualificazione paesaggistica della nostra città.
Il progetto è parte di un intervento più ampio di trasformazione urbana avviato dall'amministrazione comunale della città di Torino: un progetto focalizzato sul recupero di una porzione di città definita "Spina centrale" da trasformare in nuovi luoghi destinati alla mobilità e alla relazione. L'ambito di intervento è la riqualificazione di una parte di territorio mediante la copertura delle trincee ferroviarie che avevano materialmente creato una cesura dello spazio urbano.
La Spina Centrale è il perno del rinnovo urbano di Torino, pensato con la redazione del Piano Regolatore Generale del 1995.
Il ruolo di asse portante negli indirizzi e nelle intenzioni del piano ha innescato per diverse ragioni,
ulteriori ambiti progettuali di riqualificazione urbana.
Oltre alle aree lasciate vuote dall'abbandono di attività industriali vi sono spazi che hanno o danno nuova immagine alla città.
I lavori di copertura del "Passante" ferroviario di Torino sono da considerare come la prima opera di attuazione del Piano. L'interramento e la riorganizzazione del sistema dei trasporti, realizzando altre linee di connessione tra le stazioni storiche e la costruzione di nuove fermate, hanno
segnato l'avvio delle opere per il miglioramento e potenziamento del trasporto pubblico.
I lavori hanno interessato un arco temporale di 20 anni e attualmente sono in fase di ultimazione.
L'amministrazione della città aveva previsto di avviare questo lungimirante processo di trasformazione del contesto urbano torinese in quattro aree dismesse dalle attività industriali, connesse tra loro dal tracciato della ferrovia e tuttavia ancora oggi, in attesa di essere sistemate nel loro assetto definitivo.
L'area interessata per la realizzazione del nuovo parco, con opportunità d'investimento anche molto differenziate nei contenuti e nei tempi, ha posto problemi più complessi, mentre il progetto per la nuova configurazione della Spina Centrale ha avuto compimento, rendendo così evidenti il volto del rinnovato assetto urbano.
Il progetto definito per quest'area è stato accompagnato nel suo percorso dall'appellativo "Clessidra" che scaturiva dalla suggestione che i partecipanti a tale studio avevano ricevuto dall'analisi percettiva dello spazio, così come si presentava.
L'invaso a clessidra, non coincidendo con il viale della spina, è un grande spazio unico a forma allungata compresa sui lati corti da grandi crocevia stradali, Corso Turati e Largo Orbassano, e sui lati lunghi dal Corso De Nicola e la Via Tirreno.
Il progetto per questo grande vuoto, confermando la presenza di verde pubblico e allineandosi all'indicazione del piano regolatore, riconferma e introduce altre funzioni, rispondendo così alla domanda del contesto, inserendovi strutture in ipogeo attraverso un'autentica operazione di mimesi.
La realizzazione di un nuovo parco urbano, un luogo senza precedenti ricco di valori che arricchiscono il paesaggio in modo originale, è giustificata quindi dall'eccezionale collocazione e conformazione del sito.
Il presente elaborato intende analizzare gli aspetti tecnologici che il progetto mette in campo, illustrando la proposta progettuale, in cui la concentrazione di più funzioni e l'introduzione di nuovi valori definiscono un nuovo paesaggio, rilevando inoltre la presenza di problematiche tecnico costruttive in attesa di risposte.
In particolare sono analizzate tecniche di alleggerimento e applicazioni di materiali idonei a tale scopo.
Il progetto di riqualificazione urbana oggetto di studio, introduce nuovi scenari paesaggistico-territoriali, permettendomi di acquisire in questo ultima fase del mio percorso formativo nuove conoscenze su metodologie e campi di applicazione di materiali e tecniche ancora poco adottate
in ambito urbano.
Il lavoro di analisi affronta inizialmente il processo evolutivo di trasformazione urbana che ha interessato la città nella storia e le prospettive di politica urbanistica volta al miglioramento della qualità ambientale.
La ricerca di esperienze analoghe a livello internazionale, che hanno saputo interpretare e concretizzare il concetto di trasformazione delle aree industriali dismesse come valore aggiunto, ha offerto il supporto utile per valutare il trattamento delle problematiche simili a quelle che il
progetto del Nuovo Parco mette in rilievo.
Con particolare impegno è stato trattato il tema del verde descrivendo come si è distinto nella storia per una cultura del progetto su diverse scale, sia in una dimensione internazionale sia in quella particolare della città di Torino. Il parco urbano diventando nel tempo un carattere comune a tutte le città, soprattutto europee, ha introdotto nella pianificazione urbanistica, tra l'Ottocento e il Novecento, la categoria delle "aree verdi". L'inserimento di quest'ultima nei progetti di regolamentazione edilizia e di espansione della città come ipotesi di utilizzo delle aree a seguito delle demolizioni delle fortificazioni, diventa memoria con la quale il progetto del verde, oggi, si lega nel nuovo scenario delle trasformazioni urbane avviate con la dismissione delle aree industriali.
Relatori
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