La ricerca che ho svolto nasce dall'esperienza di un anno che ho svolto in Germania, ad Hamburg grazie al progetto Erasmus. Mi è stato possibile conoscere nuovi modalità di approccio all'architettura e nuove metodologie di lavoro che in Italia non mi era stato possibile approfondire. Già prima di partire, avevo rivolto la mia attenzione verso il concetto della mini - abitazione e, grazie all'interesse trasmessomi dal professor Ostorero, che mi ha messo a conoscenza di un workshop tenutosi dal un professore giapponese Tetsuo Furuichi nel 2010 proprio nella nostra università. L'interesse è stato coltivato grazie allo sviluppo del Progetto OMNIA, consistente nello sviluppo di un prototipo di mini - abitazione, da poter applicare in territorio italiano.
Le opportunità che mi si sono presentate durante il mio soggiorno all'estero, mi hanno dato la possibilità di sviluppare questo ampio argomento ma sotto un'ottica particolare ed innovativa: quella dei Cradle to Cradle. Si tratta di una filosofia che ho imparato a conoscere ed apprezzare durante i corsi svolti nell'Università tedesca. Si tratta di una linea di pensiero che pone l'attenzione ai materiali, alla loro produzione e al ciclo di vita; il tutto mirato al riutilizzo nei due metabolismi individuati: quello industriale e quello biologico.
Si tratta quindi di due concetti innovativi, quello della mini architettura e della residenza temporanea e trasportabile, con quello della filosofia Cradle to Cradle, all'interno della quale si inserisce coerentemente l'utilizzo di container marittimi come base per la progettazione dell'unità abitativa.
La casa diventa un prodotto industriale cradle to cradle, dove la produzione di serie permette di abbassare i costi e di eliminare la presenza dei rifiuti, riutilizzandone la maggior parte nel futuro, in più, la temporaneità e la possibilità di trasporto ne permettono l'ubicazione in aree vincolate. Affinché l'impatto sia minimo la casa sarà dotata di impianti di produzione dell'energia e del calore attraverso fonti rinnovabili. Quando possibile, i materiali utilizzati nella costruzione saranno reperibili a corto raggio, modificandone alcuni quando risulta necessario per adattarsi alle tradizioni locali e culturali.
La cosa migliore è tornare a come si costruiva nel passato con materiali naturali e semplici, che non presentano processi di lavorazione troppo invasivi che vanno a modificare nella sostanza la materia prima.
I materiali da me scelti perché reputati i migliori per questa scelta sono solo alcuni dei molti che sarebbe possibile applicare ad un progetto simile. Per rendere più semplice la ricerca di informazioni sulla loro composizione e sulla produzione, ho consultato principalmente ditte italiane, escludendo i materiali che erano già in possesso della certificazione Cradle to Cradle. Ovviamente tenendo in considerazione che per ogni progetto andrebbero scelti materiali locali e a corto raggio.