Carlo Scarpa e Roberto Calandra : interventi siciliani tra progetto e restauro
Walter Leonardi
Carlo Scarpa e Roberto Calandra : interventi siciliani tra progetto e restauro.
Rel. Sandra Poletto, Michela Benente. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per La Sostenibilità, 2012
Abstract
Il presente lavoro intende esaminare il rapporto di Carlo Scarpa, architetto unanimemente riconosciuto tra i più importanti del XX secolo, con la Sicilia: un percorso ricco di momenti significativi e di lavori importanti, dalla mostra su Antonello Da Messina, realizzata nella città dello Stretto nel 1953, all'allestimento della Galleria Regionale di Palazzo Abatellis a Palermo, fino al progetto di restauro di Palazzo Chiaramonte- Steri, uno dei monumenti più rappresentativi del capoluogo siciliano.
Agli interventi effettivamente realizzati si aggiungono anche quelli che non hanno trovato sbocco nell'attuazione, come i progetti per i grandi magazzini "La Rinascente" a Catania e per il Museo Nazionale di Messina.
Punto dì riferimento costante, quasi un tramite del rapporto con l'isola, è l'architetto messinese Roberto Calandra, con il quale Carlo Scarpa instaura, fin dai primi anni Cinquanta, una relazione di solida amicizia e di fertile collaborazione; come si vedrà nel seguito della tesi, inoltre, è proprio Roberto Calandra ad invitare per primo il maestro veneziano a lavorare in Sicilia, dando inizio cosi al legame privilegiato tra Scarpa e questa regione d'Italia.
È lo stesso architetto veneziano, d'altronde, a riconoscere al collega messinese il ruolo fondamentale nel suo percorso professionale in Sicilia: nell'omaggiare Calandra di un libro dedicato ad una mostra allestita a Vicenza, Carlo Scarpa scrive nella dedica: «al mio primo mecenate in terra siciliana, con affetto Carlo»
La presente tesi dunque ricostruisce le vicende più emblematiche del sodalizio umano e professionale tra Roberto Calandra e Cario Scarpa, inquadrandole all'interno di una visione generale del contesto architettonico in cui i due professionisti si trovano ad operare, con particolare riferimento alle teorie del restauro che in quegli anni giungono a maturazione teorica.
Si propone, inoltre, un'analisi delle caratteristiche principali dei progetti siciliani di Carlo Scarpa, alcuni dei quali generati dalla collaborazione con Calandra, altri realizzati singolarmente dall'architetto veneziano, ma comunque riconducibili a quel fitto intreccio di legami professionali e collaborazioni che Scarpa instaura in Sicilia grazie alla "chiamata" di Roberto Calandra.
Allo scopo di illustrare con rigore e accuratezza questa pagina significativa della storia dell'architettura siciliana del Dopoguerra, si è scelto anzitutto di fare riferimento all'ampia bibliografia dedicata alle opere di Carlo Scarpa, così da inquadrare gli interventi siciliani nell'ambito di una carriera artistica e architettonica unica nel panorama architettonico italiano.
Alcuni dei progetti della "fase siciliana" della carriera di Scarpa sono stati sovente oggetto di analisi da parte di critici e studiosi, in particolare la mostra su Antonello da Messina e l'intervento su Palazzo Abatellis. Minore attenzione è stata riservata, invece, al restauro di Palazzo Steri e al Museo Nazionale di Messina, sui quali si registra un numero relativamente più limitato di monografie, testi e contributi; il progetto per "La Rinascente" di Catania, infine, è stato ampiamente trascurato dalla letteratura specialistica ed è ignorato anche dalle opere più complete che siano state scritte sull'architetto veneziano.
Sulla figura di Roberto Calandra esiste una bibliografia esigua e lacunosa: è stata necessaria, dunque, una indagine approfondita su riviste, libri e testi specialistici di vario tipo, al fine di rinvenire articoli, interviste e citazioni preziose. Grande attenzione, inoltre, è stata riservata agli articoli e ai contributi scritti direttamente dallo stesso Calandra, che rivelano il profilo di un professionista attento ai nuovi fermenti, colto, aggiornato sulle problematiche dell'architettura, dell'urbanistica e del restauro.
Le ricerche finalizzate alla realizzazione del presente lavoro non si sono limitate all'ambito bibliografico, ma si sono svolte anche presso le sedi di importanti fondi archivistici, dove sono conservati i disegni e il materiale documentario relativi ai progetti di Scarpa e Calandra: fondamentali, in tal senso, sono state le visite presso il Centro Carlo Scarpa dell'Archivio di Stato di Treviso, dove sono conservati i disegni dell'architetto veneziano per "La Rinascente" di Catania, di cui si propongono, al capitolo 4, le riproduzioni fotografiche, e presso la sede del Fondo Carlo Scarpa della Fondazione MAXXI a Roma, che ha concesso una parte consistente dei disegni riportati nei capitoli seguenti e dei documenti (lettere, telegrammi) citati a testimonianza di specifici fatti ed episodi.
Particolarmente significativa, inoltre, la visita presso il Fondo Carlo Scarpa della Galleria Regionale Interdisciplinare della Sicilia (Palazzo Abatellis), dove è stato possibile visionare i disegni originali che Carlo Scarpa ha realizzato in occasione dell'allestimento del museo.
Imprescindibili, al fine di uno studio approfondito dei progetti di cui si parlerà nel seguito, sono stati i vari sopralluoghi nei siti di progetto: numerose sono state le visite, in particolare, presso Palazzo Abatellis e Palazzo Steri a Palermo, ma anche presso altri luoghi citati nel corso della tesi, allo scopo di comprendere più approfonditamente, attraverso l'osservazione diretta, i caratteri formali e architettonici delle opere oggetto di studio e di effettuare consistenti rilievi fotografici utili al fine di illustrare quanto scritto nei testi della tesi.
Prezioso è stato il contributo del personale tecnico addetto alla manutenzione dei servizi espositivi scarpiani, che si è reso disponibile a fare da guida in occasione dei frequenti sopralluoghi e che ha garantito l'accesso anche a locali attualmente chiusi alla visita del pubblico; presso la Galleria Regionale di Palazzo Abatellis, inoltre, è stato possibile, grazie alla disponibilità del personale sopracitato, visionare alcuni dei celebri disegni che Carlo Scarpa ha lasciato dietro i pannelli e sulle parti interne di vetrine e supporti.
Si è reso necessario, infine, integrare quanto è stato possibile apprendere dal materiale bibliografico e documentario attraverso incontri personali con alcuni esperti e professionisti in grado di fornire informazioni importanti ai fini di un approfondimento delle tematiche oggetto di studio: in particolare si ringrazia, per la disponibilità dimostrata, l'organico della fondazione "Salvare Palermo" e l'architetto Matteo Iannello, studioso dell'opera di Carlo Scarpa e Roberto Calandra.
Il contributo più significativo alla realizzazione di questo lavoro, infine, è stato offerto dall'ingegnere Nino Vicari, che ha concesso una lunga e preziosissima intervista, attraverso la quale emergono aneddoti ed episodi in grado di mettere in luce aspetti poco conosciuti e talvolta sorprendenti dell'opera e delle personalità di Carlo Scarpa e Roberto Calandra.
Relatori
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