Un nuovo borgo museale sotto la Mole Antonelliana : recupero e trasformazione del Teatro Scribe con destinazione museale
Edoardo Avataneo, Diego Chiesa
Un nuovo borgo museale sotto la Mole Antonelliana : recupero e trasformazione del Teatro Scribe con destinazione museale.
Rel. Armando Baietto, Anna Pellegrino, Valeria Minucciani. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Costruzione), 2012
Abstract
La scelta del tema progettuale ci è stata suggerita dalla lettura di un articolo del giornale La Stampa, del Novembre 2011, che illustrava la volontà di donare alla città di Torino, un ulteriore elemento al già ricco centro museale cittadino: il primo museo italiano dedicato all'informatica. La particolarità dell'ambizioso progetto è la sua collocazione. Come sito del museo, infatti, era stato proposto il vecchio Teatro Scribe, ad oggi ridotto a rudere dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Quest'ambientazione comporta sicuramente alcuni problemi dal punto di vista della tutela dell'edificio, ma allo stesso tempo la bellezza architettonica dello stabile dona fascino all'intero progetto.
Lo stesso vale, oltre che strettamente per l'edificio fulcro del progetto, per il rapporto che questo ha con il contesto in cui è insediato, e cioè il centro storico della città
L'ipotesi progettuale non si limita alla riqualificazione dell'edificio sopracitato, ma si pone l'obiettivo di colmare il vuoto urbano creato dai bombardamenti bellici grazie all'aggiunta di una nuova volumetria. I medesimi problemi sì trovano anche qui, infatti anche per la nuova costruzione c'è la necessità di renderla omogenea con il tessuto urbano e gli edifici già esistenti. Nonostante il soggetto principale sia il Museo dell'Informatica, il nostro progetto cerca di tenere conto delle esigenze di diversi attori interessati a questa zona: primo tra tutti il già esistente Museo del Cinema, che da anni mira ad ampliarsi proprio in quest'area, e i proprietari dei laboratori delle scuole San Carlo, che vorrebbero trasformare in residenze l'edificio, ora abbandonato. È stata poi fatta l'indagine storica ingenerale del tessuto urbano e dell'evoluzione degli edifici che caratterizzano la zona, e più nel dettaglio quella dell'edificio in oggetto. A questa si collega poi, l'ultimo passo, prima di iniziare il progetto vero è proprio: cioè la lettura e l'analisi critica del contesto, dei servizi già esistenti, delle destinazioni d'uso prevalenti, del rapporto tra spazi pubblici e privati e dell'accessibilità all'area, così da poter prendere le decisioni progettuali migliori in rapporto con quanto già esistente.
Tenendo conto di quanto finora detto abbiamo dato vita alla nostra proposta progettuale.
La forma ad "L", di quel che resta dell'antico teatro, è stata completata da una nuova costruzione che restituisce all'edificio una forma rettangolare. Per sottolineare la preesistenza, la cucitura tra le due costruzioni è realizzata con una facciata uniforme, prevalentemente cieca, rivestita con pannelli d'acciaio COR-TEN. Questo materiale è perfettamente coerente con la volontà di non far contrastare il "vecchio" mattone a vista, con la novità da noi apportata, pur facendosi notare. Sarà questo il fabbricato che ospiterà il Museo della rivoluzione Informatica. Lo stesso materiale è ripreso in tutto il basamento della manica, che dal teatro arriva fino all'edificio residenziale, prospiciente su Via Gaudenzio Ferrari. Qui, la scelta particolare del COR-TEN, intervallato da una frammentazione verticale di aperture, va a contrastare, con il materiale più chiaro, e la facciata uniforme del piano superiore. Questa scelta formale ed estetica, darà la sensazione di un blocco superiore pesante, che poggia su una base all'apparenza leggera. Qui oltre all'ampliamento del Museo del Cinema, area espositiva ed uffici amministrativi, ci saranno un bar ed un ristorante a servizio dei musei e della città. Questa parte ricettiva confina con l'edificio storico dello Scribe e ha il suo affaccio principale sull'area retrostante il teatro, ossia un'ampia piazza pubblica sopraelevata. L'accesso a questo spazio pubblico avviene attraverso una scala monumentale disposta parallelamente a via Montebello. La piazza è interrotta da un apertura che affaccia su un cortile posto ad un livello inferiore. Questa scelta progettuale ripropone una corte interna analoga a quelle degli isolati circostanti; tuttavia presenta una forma del tutto anomala: una linea curva che richiama il profilo dell'antica platea del teatro. La rievocazione storica inoltre valorizza l'identità stessa del progetto.
Relatori
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