THE SEISMIC RISK IN A MEGA-CITY. Emergency planning in IstanbulIL RISCHIO SISMICO IN UNA MEGALOPOLI. La pianificazione dell’emergenza per Istanbul
Alessandro Demarchi
THE SEISMIC RISK IN A MEGA-CITY. Emergency planning in IstanbulIL RISCHIO SISMICO IN UNA MEGALOPOLI. La pianificazione dell’emergenza per Istanbul.
Rel. Riccardo Bedrone, Seda Kundak. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Pianificazione Territoriale, Urbanistica E Ambientale, 2012
Abstract
Natural phenomena, such as hurricanes, volcanic eruptions, earthquakes, etc., threaten always more often human communities all over the world, frequently causing large-scale disasters. The seismic events are amid the most catastrophic of these phenomena: in few seconds and without any warning, they might strongly shake human settlements causing numerous causalities, changing the anthropic and natural landscape and erasing the historical and cultural heritage. In turn, these direct effects could trigger other secondary consequences not less severe, such as the disruption of economic activities and services of public utility, social problems, etc.
Therefore, an earthquake could be potentially more dangerous when hits a global city. Among them, Istanbul is a megalopolis characterized by one of the highest level of seismic risk in the world :
• by the 2030, it could be hit by a big shock (Magnitude 7 or more) with a 62±15% probability;
• more than 50% of Istanbul inhabitants live in irregular and squatter buildings characterized by precarious structural and functional conditions;
• it is the economic and financial capital of Turkey, an important attractive node of population (in Istanbul live officially more than 13 million of people) and national-international activities and capitals.
Inside each mega-cities, there are several neighborhoods with particular vulnerabilities. They could be characterized by a high density of residential population, economic activities, public services, etc. If they are seriously damaged due to a seismic event, for example, the consequences might have an impact not only at urban scale but probably also at national scale.
Therefore, in this thesis, the seismic risk has been evaluated for one of the numerous highly vulnerable Istanbul’s areas. The zone analyzed is part of the old and historic neighborhood of Pera/Galata: it is a kind of “buffer” around İstiklal Caddesi, famous pedestrian street, which is being visited by nearly 3 million people during the weekends, according to unofficial sources. Furthermore, it is characterized by an important historical, cultural and architectonical heritage and it is the location of several economic activities and public facilities.
In particular, the seismic risk has been assessed confronting two different approaches: one traditional and one experimental (which has been elaborated in this research). The principal differences between them are the temporal dimension (static/dynamic during the day), the exposure (residents/city users) and the vulnerability (general factors/specific factors characterizing the case study area).
So, the case study area, marked by a low level of seismic risk according to the traditional approach, results be at middle-high risk according to the experimental approach. The difference in the evaluation is not due to the hazard component (in both cases not so much relevant) but rather to the specific peculiarities of the urban environment which increase notably the vulnerability: first of, the high presence of city users, not resident in the case study area, during 24 hours a day, 7 days a week. Indeed, the city users do not know very well the zone and, so, their continuative high presence increases the vulnerability as well as the exposure value.
Assessed the seismic risk, some mitigation actions have been proposed and, in particular, an evacuation-mitigation plan has been predisposed for the case study area. If adequately developed and publicized, it would guarantee the reduction of casualties during and in the aftermath the seismic shock.
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Fenomeni naturali come uragani, eruzioni vulcaniche, terremoti, etc., minacciano sempre più frequentemente comunità umane di tutto il mondo generando grandi disastri. I sismi sono tra i più catastrofici di questi fenomeni: senza preavviso e in pochi secondi, infatti, possono scuotere profondamente gli insediamenti antropici causando numerose vittime, modificando il paesaggio e cancellando il patrimonio storico-culturale. A loro volta, questi effetti diretti possono determinare altre conseguenze secondarie non meno gravi, come la distruzione di attività economiche e di servizi di pubblica utilità, il generarsi di problemi psico-sociali, etc.
Gli effetti di un terremoto quindi sono potenzialmente più pericolosi quando colpiscono una megalopoli. Tra queste, Istanbul è caratterizzata da uno dei più elevati livelli di rischio sismico al mondo, in quanto:
• potrebbe essere colpita da una forte scossa (Magnitudo 7 o più) con una probabilità del 62±15% entro il 2030;
• più del 50% degli abitanti vive in edifici costruiti illegalmente, caratterizzati da precarie condizioni strutturali e funzionali;
• è la capitale economico-finanziaria della Turchia, importante polo attrattore di popolazione (ufficialmente vivono ad Istanbul più di 13 milioni di persone), di attività e capitali nazionali ed internazionali.
All’interno di ogni megalopoli vi sono diverse aree di vitale e cruciale importanza per l’elevata concentrazione di attività economiche, attrezzature pubbliche, popolazione, etc., il cui eventuale danneggiamento, a causa per esempio di un evento sismico, potrebbe avere ripercussioni non solamente riscontrabili a livello urbano, ma probabilmente anche a scala nazionale.
Pertanto, nella tesi di laurea elaborata, è stato calcolato il rischio sismico per una delle numerose aree “sensibili” di Istanbul. La zona analizzata è parte del vecchio e storico quartiere di Pera/Galata: una sorta di “buffer” attorno alla famosa via pedonale İstiklal Caddesi che, secondo stime non ufficiali, viene visitata da circa 3 milioni di persone durante il fine settimana. L’area è inoltre caratterizzata da un importante patrimonio storico-culturale ed architettonico, dalla presenza di diverse attività economiche e servizi e di attrezzature pubbliche.
In particolare, il rischio sismico è stato calcolato confrontando un approccio tradizionale con un metodo sperimentale elaborato in questa ricerca. Le principali differenze tra i due metodi riguardano la dimensione temporale (invariabilità/variabilità nel corso del giorno), esposizione (popolazione residente/city users) e vulnerabilità (fattori generali/fattori specifici dell’area di studio).
In questo modo, l’area di studio, a basso rischio sismico secondo l’approccio tradizionale, è risultata essere a medio-alto rischio sismico secondo l’approccio sperimentale. Su questo risultato incide non tanto la componente pericolosità, in entrambi i casi non particolarmente rilevante, bensì le specifiche caratteristiche dell’ambiente urbano analizzato che ne incrementano notevolmente la vulnerabilità: in primis, l’elevata frequentazione dell’area, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, da parte di popolazione non residente. Infatti, considerato che generalmente i city users conoscono poco la zona, la loro cospicua presenza aumenta la vulnerabilità oltre che incrementare il valore dell’esposizione.
Calcolato il rischio sismico, alcune azioni sono state proposte e, in particolare, un piano di evacuazione-mitigazione è stato predisposto per l’area di studio. Se adeguatamente sviluppato e pubblicizzato, esso consentirebbe la riduzione del numero delle vittime durante e dopo la scossa sismica.
- Abstract in italiano (PDF, 168kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 166kB - Creative Commons Attribution)
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