Ultime novità dalla Francia sugli approcci agli Ecoquartieri
Giulia Faccio
Ultime novità dalla Francia sugli approcci agli Ecoquartieri.
Rel. Riccardo Bedrone. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2012
Abstract
Questa tesi sugli eco-quartieri in Francia è stata portata avanti in concomitanza con lo svolgimento di uno stage a Parigi, presso lo studio 5+1AA.
La borsa di studio erogata dal Politecnico per la Tesi all'estero ha contribuito al protrarsi di un'esperienza che ha portato a dei risultati di analisi, sintesi, elaborazione e riadattamento degli aspetti sotto riportati.
Si è scelto di analizzare su più fronti e sviluppare anche all'interno del tirocinio il discorso di 'come lo stato francese si approccia oggi alla problematica dello sviluppo sostenibile nei quartieri. La dinamica delle visioni strategiche della questione ambientale ed energetica è da tempo un elemento imprescindibile sia alla scala dell'edifico, che a quella più ampia di quartiere. Per questo motivo l'argomento trattato si lega strettamente alle metodologie con cui uno stato come la Francia, cosi progredito dal punto di vista dei mezzi e della progettazione affronta questo tema.
Secondo i pianificatori di tutta Europa gli eco-quartieri sono la soluzione per dare il via ad una nuova stagione di politiche urbane che coinvolgano i cittadini e le istituzioni, le risorse economiche, sociali e culturali delle città. La rigenerazione urbana e ambientale in Francia, come nel resto d'Europa, assume il ruolo di una strategia fondamentale per rappresentare l'opportunità di rispondere alle sfide delle trasformazioni socio-economiche in corso, dei cambiamenti climatici e degli inderogabili impegni in campo energetico.
Il concetto che oggi non sia più possibile parlare di competitività senza parlare di sostenibilità viene assimilato dalla Francia con un tipo di reazione che tende a distribuire alla scala micro-urbana le singole applicazioni energetiche e sostenibili circoscritte ai manufatti isolati.
È cosi che città quali Grenoble, nella valle del Rodano, cambiano il proprio volto tramite quartieri ambiziosi come quello di Bonne. L'intero quartiere che si allarga nel raggio della caserma è stato riconvertito per la sperimentazione di autosufficienza energetica nell'insieme degli edifici; le case sono a basso impatto ambientale, le strutture e i materiali seguono i principi del risparmio energetico, un parco certificato dalla Lega protezione uccelli garantisce una bio-fauna aderente ai principi della biodiversità. E al centro del quartiere svetta una montagnola con giochi per bambini e l'assistenza continua di adulti (assistenza finanziata dal Comune).
Ogni edificio è diverso dall'altro perché nella progettazione sono stati coinvolti designer e artisti diversi. La Grenoble austera, chiusa tra le montagne, diventa uno dei centri della Francia sud orientale più interessanti; anche per quanto riguarda il riutilizzo degli edifici esistenti, come l'ex fabbrica Eiffel, convertita in un importante Museo di arte contemporanea.
E ancora l'eco-quartiere Ginko é un altro progetto protagonista del cambiamento della visibilità di una città, Bordeaux, che nel 2030 mira ad ottenere il titolo di città verde attraverso il suo 70% di edifici "BBC"- a basso consumo energetico. Nato nel 2006 prevede la creazione intorno al lago di Bordeaux di più di 2 000 alloggi, strutture scolastiche, uffici, un centro culturale, spazi commerciali, parchi e giardini.
I libri e gli articoli dell'editore francese Le Moniteur (specializzato dal punto di vista energetico in architettura e urbanistica), i siti dei comuni, del ministero dell'ecologia e dello sviluppo sostenibile, e i dossier degli eco-quartieri analizzati, insomma le fonti principali di questa analisi rielaborata, mettono in luce la questione di globalizzare gli interventi, di rendere le loro intenzioni un traguardo per tutte quelle città che stanno pensando alla futura pianificazione dei propri quartieri.
È nella città, nei suoi quartieri densi di condomini che si possono realizzare adeguati servizi alla persona e alla famiglia e si può sviluppare un trasporto pubblico e di mobilità ciclopedonale sostentile. Utilizzare soluzioni tecnologiche e realizzare nuove "infrastrutture verdi" nei quartieri, sono aspetti che qualificano questo spazio parzialmente: qui è possibile costruire non solo edifici, ma anche comunità, servizi di prossimità e uno stile di vita sano.
Questione di vitale importanza diventa in quest'ottica l'intervento statale, la mobilitazione dei comuni, gli obiettivi delle associazioni, che da europee si inscrivono in dinamiche più nazionali, più territoriali, agendo su "porzioni di città" messe in relazione tra loro, affinchè la rigenerazione di una sezione di territorio faccia da volano al resto.
Il punto su cui si insiste maggiormente diventa cosi il metodo con cui lo stato francese si muove all'interno degli approcci per la gestione dei contemporanei quartieri ecosostenibili.
E di conseguenza la reazione scattante delle città con i loro attori dei programmi urbani: una risposta più convinta della partecipazione attiva, della messa in opera di soluzioni moderne, innovative, adeguate.
Sono stati sviluppati in questa tesi tre argomenti e il capitolo delle conclusioni messi in stretta relazione tra loro, cosi suddivisi:
Parte prima: GLI APPROCCI METODOLOGICI DEGLI ECO-QUARTIERI IN FRANCIA
In questa prima parte si da un inquadramento delle tecniche con cui lo stato, le regioni, le leggi e le associazioni più significative nell'ambito dell'ecologia francese si introducono nella nuova concezione dell'urbanistica sostenibile, fornendo obiettivi e in alcuni casi obblighi ai progettisti e pianificatori di quartieri e città francesi. Molti di questi approcci derivano da precedenti teorie sviluppate negli incontri europei che interessano tutta la comunità degli attori in gioco. Questi aspetti apparentemente teorici hanno avuto un riscontro in realtà notevole sulle applicazioni pratiche nella pianificazione di alcuni tra i più importanti eco-quartieri francesi negli ultimi anni. Si sottolinea l'efficacia delle iniziative statali finalizzate al finanziamento di nuovi eco-quartieri tramite concorsi nazionali, tema ripreso e analizzato nella seconda parte.
Parte seconda: IL PREMIO NAZIONALE ECOQUARTIER2011: LE NUOVE PROSPETTIVE FRANCESI
II lavoro su questa seconda parte ha presupposto un'indagine sull'ultimo concorso lanciato dal ministero francese dell'Ecologia e Sviluppo Sostenibile in forma di appello ai nuovi eco-quartieri. In tutta risposta si sono presentati all'appello 393 progetti di cui 24 sono stati selezionati e due hanno vinto il premio (sovvenzioni statali) per l'«eccellenza francese». Tra questi si è scelto di approfondire quello del Grand Nancy, uno dei due vincitori, per la sua capacità di essere subito recepito, captato come se ci si trovasse nel mezzo. L'aspetto fondamentale di questa seconda fase è quello dell'analisi della griglia degli eco-obiettivi che i progettisti e i pianificatori hanno dovuto soddisfare per partecipare al concorso. I 20 principi di sviluppo sostenibile racchiudono buona parte delle "raccomandazioni" e dei presupposti volti a prendere delle decisioni a lungo termine in materia ambientale.
Parte terza: LA GRIGLIA ECOQUARTIER 2011: ANALISI DELLA PROGRAMMAZIONE E STUDIO DELLA POLARITÀ BRY, CHAMPIGNY E VILLERS - SUR - MARNE
Durante la fase dello stage da 5+1AA a Parigi si sono esaminati i vari punti di vista della pianificazione urbana in relazione con le tecniche, i programmi e i modi di gestire i progetti da parte dello studio, trovando del tutto originale e comunicativo il suo modo di avvicinarsi alle soluzioni di gestione territoriale affrontate negli ultimi progetti. Uno di essi é diventato un rilevante argomento della tesi ed è stato portato avanti relativamente all'area dell'est parigino che accomuna le città di Bry, Champiny e Villers-sur-Marne. «L'agenzia di architettura» 5+1AAha condotto negli ultimi mesi importanti avanzamenti sul programma urbano dell'area, territorio protagonista delle più varie trasformazioni. È nata cosi l'idea di operare su questo piano urbano già ampiamente programmato, al fine di iscriverlo nella griglia EcoQuartier 2011. Quest'ultima, introdotta dall'argomento precedente, viene immaginata come obiettivo fittizio a cui questo studio urbano deve tendere per poter entrare anch'esso a far parte degli eco-quartieri partecipanti al con¬corso. Molti prerequisiti sono stati rispettati durante la programmazione di quest'area, e laddove non era presente uno studio urbano mirato a sviluppare nel dettaglio il punto specifico della grìglia è stata fatta un'indagine sulle metodologie francesi più avanzate in quel singolo campo e si sono cercate in alcuni casi delle applicazioni concrete sull'area d'interesse.
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