Lo spazio abitato in Marocco: la sua percezione, interpretazione e dimensioni socio/ambientali. Progetto di residenza sociale nella valle di Bouregreg, Rabat
Youssef Ech-Chibani
Lo spazio abitato in Marocco: la sua percezione, interpretazione e dimensioni socio/ambientali. Progetto di residenza sociale nella valle di Bouregreg, Rabat.
Rel. Pierre Alain Croset. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Costruzione), 2012
Abstract
L'arte, l'architettura e l'urbanistica in un certo luogo, sono il risultato della cultura e della società che vi vive. Oggigiorno, lo sviluppo scientifico e tecnologico, così come i mezzi di produzione, hanno portato quasi tutti campi della vita alla globalizzazione.
"L'urbanistica è l'espressione, rappresentata nelle opere dell'ambiente costruito, della vita di una società. Di conseguenza, l'urbanistica è lo specchio di una civiltà. Non si tratta di una scienza limitata, troppo strettamente specializzata e specificatamente tecnica, ma di una manifestazione di saggezza che si propone come oggetto ed effetto di discernere i fini utili ed enunciare i programmi corrispondenti"1
Quindi, mentre l'architettura, dipende strettamente dalla società e dai residui di storia, il mondo, deve affrontare una corrente di standardizzazioni dei stili di architettura, costruendo perciò, opere decontestualizzati, prive di tracce o simboli dell'identità del luogo. Fatto che comporta anche l'omissione di un enorme patrimonio di eredità culturale. Colette Petonnet afferma nel suo saggio, " lo spazio la distanza e le dimensioni in una società musulmana" sono i punti cardinali che gli architetti da ogni parte del globo terreste, non capiscono, in quanto essi non hanno a che fare, soltanto con dei bisogni di spazio diversi, ma con delle concezioni differenti, che complicano ancora di più i modelli micro culturali e le sue differenti variazioni!
Il Marocco, come la maggior parte dei paesi arabi e del sud in generale, ha conosciuto una forte crescita demografica aumentando così la popolazione urbana, fenomeno incrementato anche dalla migrazione rurale che spinse ulteriormente l'avanzata urbanistica. Il paese ha subito di conseguenza, delle forti mutazioni politiche, economiche, urbane ed architettoniche
In meno di un secolo, dall'inizio del periodo di protettorato francese si è trovato a dover fronteggiare un fenomeno dell'urbanistica non regolare, chiamato "le abitazioni mal sane", che costituiva un effettivo problema, con i suoi quartieri clandestini, sotto-attrezzati o non attrezzati del tutto con delle opere di urbanizzazione primarie e condizioni di igiene inaccettabili, senza però riuscire, tuttora a trovare una soluzione definitiva.
"Di fronte a questo status, i poteri politici rispondono con la stessa attitudine antiscientifica, caratterizzante ormai da tempo, nonché repressiva. I politici hanno dimostrano una cattiva conoscenza o parziale ignoranza dei gruppi etnici provvedendo così alla distruzione dei vecchi quartieri senza le giuste precauzioni, ad un rialloggiamento obbligato e alla possibile realizzazione di un'urbanistica a scacchiera, onerosa e standardizzata. "2
Queste sono le parole di R Colette nel 1972, infatti, dagli anni 70 agli anni 90, in molti casi, influenzati dal modello francese, si è cercato di applicare un modello urbano di stampo europeo su una parte di popolazione abituata a vivere in zone rurali con caratteristiche tipologiche tradizionali, in altri casi, si è cercato di essere il più vicino a possibile agli abitanti. Ma nella maggior parte, l'abitante stesso era il progettista stesso della propria abitazione, soprattutto nel caso della classe media. In ognuno di questi casi hanno dominato, i disagi, i problemi e la formazione generalizzata di tuguri.
Nell'ultimo decennio però, lo stato ha cambiato modalità di intervento, adottando nuove strategie. Nel 1999, con la salita al trono del re Mohammed VI, si è tentato di regolarizzare
la costruzione edilizia attraverso nuove riforme inquadrate nella politica dei grandi cantieri Affrontare il deficit delle abitazioni, attraverso la creazione di nuove abitazioni per lo più ir zone non urbanizzate, e il programma ville "sans bidonville" destinato alla ristrutturazione e all'attrezzamento, delle abitazioni clandestine e le bidonville, sono le due riforme che hanno portato ad un cambiamento urbano sensibile. Tant'è vero che negli ultimi 10 anni, il Marocco ha conosciuto l'apparizione dì nuove città, concepite apposta per alleggerire il peso dei grandi conglomerati urbani e per assorbire il deficit in termini di abitazioni.
La mia ipotesi di progetto si basa quindi sullo studio e sull'analisi dettagliata della società marocchina. Le linee guida saranno atte alla creazione di un prototipo di architettura sociale destinata alla classe media marocchina, rispettosa della tradizione, ma nello stesso tempo contemporanea e audace. L'attenzione dedicata all'analisi dell'anatomia culturale marocchina mi aiuterà a riportar alla luce l'immagine del Marocco autentico, conferendogli lo stesse splendore tanto declamato dagli orientalisti come uno luogo magico, dove lo spazio e il tempo vengono deformati in un incantante quadro pittoresco.
Situata nella valle di "Bouregreg", l'area del progetto è una zona non urbanizzata per secoli in quanto parte delle periferie di due città: Rabat e Sale. In questo periodo a partire da 2004, l'argine del fiume che separa la capitale Rabat, dalla città di Sale, sta conoscendo una forte mutazione urbana, grazie ai lavori di qualificazione. Nel 2011 è stato invece, inaugurate un ponte sul fiume Bouregreg, concepito come un Landmark, che riassume l'autenticità e le modernità. Mentre la prima fase del progetto "bab al bahr"(la porta del mare) è in consegna.
In questa ricerca vorrei evidenziare, ancora una volta, come l'abitazione, è l'espressione d uno stile di vita, di tradizioni, di tecniche antiche e moderne, e di mentalità. L'abitazione non è soltanto il luogo di soddisfazione di qualche semplice bisogno in quanto, come detto prima queste necessità si manifestano attraverso modelli propri a ciascuna cultura, riassumendo una complessa matrice culturale.
Attraverso l'analisi dello spazio abitato in Marocco, in varie fasi storiche, ma soprattutto quelle contemporanea, cercherò di capire le esigenze spaziali e il loro mutamento raffigurandole in un uno schema degli spazi indispensabili, per riformularle poi in un progetto contemporanee ed autentico, nel quale la bellezza della storia sarà disegnata dalla modernità.
Gli obiettivi di questa ricerca sono sintetizzati come segue:
Far riemergere i tratti che accomunano i comportamenti e gli usi spaziali attraverso un’analisi sociologica/storica progressiva, dalla fine del periodo coloniale fino ad oggi, grazie anche all'aiuto di una importante indagine sociologica contemporanea, rapportata ad une studio personale del luogo odierno.
Cercare di definire e inquadrare la percezione dello spazio e il suo uso per la società ma¬rocchina, in particolare lo spazio abitato, i suoi elementi chiave, e le caratteristiche culturali che lo accompagnano.
Proporre un prototipo di alloggi a costo contenuto che rispondano ai bisogni degli abitanti marocchini. Il progetto adotterà perciò elementi che intrecceranno splendidamente la tradizione dello stile di vita arabo andaluso, con la contemporaneità di un'architettura audace e coraggiosa, che sfrutta le caratteristiche del luogo mai progettato per essere abitato prima e la grande trasformazione che sta avendo luogo.
Relatori
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