Dal giardino zoologico al parco botanico: un’idea per Torino
Luca Manzone, Marco Menato
Dal giardino zoologico al parco botanico: un’idea per Torino.
Rel. Riccardo Bedrone. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2012
Abstract
Il Parco Michelotti di Torino senza dubbio è stato e tuttora si può considerare una grande risorsa. Nei decenni ha assunto numerose funzioni. Comincia ad acquistare importanza quando, non ancora intitolato all'lngegner Ignazio Michelotti, grazie proprio all'opera idraulica di quest'ultimo, è attraversato da un canale utile al funzionamento di alcuni mulini ed opifici presenti sul fronte del Po fino alla chiesa della Madonna del Pilone. Chiuso il Canale Michelotti, negli anni '30 del Novecento, comincia una nuova vita per questa "striscia di verde" al margine della collina torinese.
Viene trasformato in Zoo, il celebre giardino intitolato ai fratelli Molinar inaugurato nel 1955. Si tratta di uno dei primi e meglio riusciti parchi zoologici cittadini in Italia, insieme a quello di Milano.
Dopo circa trent'anni, precisamente nel 1987, viene chiuso lo zoo in seguito a polemiche da parte degli animalisti e dei residenti del quartiere di Borgo Po. Da quell'anno il Parco assume la funzione di giardino pubblico nel vero senso della parola. Viene lasciato in gestione a numerose cooperative che negli anni si succedono. Si differenziano in base alla destinazione d'uso della varie parti del parco. Diventa parco giochi per i bambini, ospita concerti, mostre ed eventi estivi caratterizzati da una grande ricettività. In tempi recenti, fino al 2005, ha ospitato Experimenta, una mostra interattiva già svolta per diversi anni nell'edificio di Villa Gualino sulla collina torinese. Ciò che sarebbe opportuno studiare è una completa riqualificazione dell'area del parco. Quello che si può notare nello stato attuale è una notevole frammentazione accompagnata da un parziale o pressoché totale abbandono delle strutture che ospitavano gli animali ai tempi del Giardino Zoologico. Un esempio emblematico è l'edificio sede dell'acquario-rettilario progettato dall'Architetto Enzo Venturelli. Si tratta di una costruzione dalle forme ardite, che richiamano le fattezze di un rettile che accoglie i visitatori spalancando le fauci. Probabilmente si può definire l'unica costruzione di valore architettonico all'interno di tutto il parco. Attualmente giace mutilato della sua parte terminale, forse una superfetazione che ospitava l'appartamento del custode. E' in concessione alla Fondazione Teatro Piemonte Europa (T.P.E.) la quale prevede di ricavarci la sua sede e due sale teatrali. Tuttavia ciò che si può notare è una situazione statica a livello di progetti di riqualificazione e nuove costruzioni. La frammentazione delle gestioni che insistono sulle varie parti del parco ha creato dispersione di funzioni. La finalità sarebbe quella di unificare le destinazioni del parco, evitando la segmentazione che attualmente si presenta, creare una connessione col fiume e col Corso Casale, ridando nuova vita ad un giardino pubblico centrale, caratterizzato da grandi potenzialità e preesistenze.
- Abstract in italiano (PDF, 174kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 168kB - Creative Commons Attribution)
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