"L'antologia" del quotidiano nella casa dell'eterno. Il patrimonio diffuso dei cimiteri tra valorizzazione e costruzione informatizzata della memoria
Elisa Piolatto
"L'antologia" del quotidiano nella casa dell'eterno. Il patrimonio diffuso dei cimiteri tra valorizzazione e costruzione informatizzata della memoria.
Rel. Maria Adriana Giusti, Angela Farruggia. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Restauro E Valorizzazione), 2011
Abstract
Conosciamo l'antichità sulla base delle tombe e degli oggetti che vi furono collocati, tanto più è remota l'antichità, tanto più sono importanti dal punto di vista documentario questi reperti. Le civiltà, sovrapponendosi le une alle altre hanno cancellato le tracce dei loro predecessori, tuttavia hanno lasciato, seppur talvolta profanate, i luoghi delle loro sepolture. Come verrà spiegato nei capitoli seguenti, il cimitero è una delle più significative testimonianze dei cambiamenti prodotti sulla scena urbana da una sensibilità e da una scienza nuove, una società rinnovata nei suoi presupposti fondativi.
Il disegno dell'ampliamento delle aree cimiteriali è stato di rado negli anni passati integrato con la preesistenza, quasi mai considerata area da rispettare e da conoscere, tuttavia esiste la necessità della conoscenza e salvaguardia dei nuclei antichi, e di quanto essi contengano, e del recupero della periferia cresciuta disordinatamente all'insegna dell'urgenza di trovare spazio per le nuove sepolture.
Di recente, nel corso del II Convegno Nazionale per lo Studio e la Conservazione dei Giardini Storici, tenutosi a Villa Reale di Monza dal 24 al 26 giugno 1992, è emersa la stretta relazione che insiste fra ville e giardini storici e i cimiteri monumentali, e di conseguenza la consapevolezza che questi ultimi, italiani ed europei, non possono essere ignorati, a ragione del loro numero, delle loro dimensioni e del luogo che essi occupano all'interno degli agglomerati urbani.
Tuttavia ritengo che anche i cimiteri dei piccoli paesi immersi nelle nostre campagne siano sistemi complessi di storia, architettura e di opere d'arte, anche se in quantità minori di uno monumentale e prive di opere di artisti magari famosi.
Con l'istituzione del Codice dei Beni Culturali del 2004, i cimiteri essendo patrimonio del Demanio, sono considerati beni culturali e per questo motivo tutti i Comuni che intendano eseguire degli interventi all'interno dei cimiteri, che riguardino l'ampliamento, distruzione di porzioni del muro di cinta o di eventuali cappelle private devono prima sottoporre il progetto all'attenzione della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici in modo che le visuali e l'impianto originale non vengano stravolti. Diversamente, per quanto riguarda le lapidi, poiché appartengono ai parenti dei defunti, una volta scaduto il tempo della concessione possono essere rimosse ed eventualmente distrutte, a meno che la Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici non abbia precedentemente riconosciuto il loro valore e non le abbia sottoposte a vincolo.
Essi raccolgono in sé la funzione di aree museali e di rispetto ambientale, sono strutture complesse e vive sia dal punto di vista culturale, dato che conservano lapidi che sono espressione sociale dell'epoca in cui sono state prodotte, con i primi esempi di fotografia su ceramica, sia dal punto di vista sociale in quanto, sia pur luogo di eterno riposo, accolgono ogni giorno parenti e amici che si recano per passare un po' di tempo con i propri cari.
L'interesse turistico per questi cimiteri minori è certamente molto lontano da quello sviluppatosi al contrario per quelli monumentali delle grandi città, ma è necessaria una conoscenza di questi luoghi per la loro salvaguardia e anche valorizzazione attraverso una catalogazione dei singoli elementi puntuali e di un sistema territoriale di relazioni tra i diversi cimiteri. Per realizzare questo progetto è stata scelta una porzione campione del territorio piemontese, quale quello della provincia di Torino e del Canavese ricco di storia e di beni architettonici, con un potenziale sconosciuto e nascosto che è quello dei cimiteri.
Questo è un patrimonio che ogni giorno racconta a chi gli volge lo sguardo il passato del nostro Paese, delle nostre tradizioni e culture, delle guerre che abbiamo combattuto e delle malattie che ci hanno indebolito principalmente tra i secoli XIX e XX. Narra tutto questo attraverso la sua collocazione attorno nello spazio urbano, attraverso le sue architetture e lapidi che esprimono la volontà di sottrarsi all'anonimato attraverso il monumento il quale si presta bene alle sperimentazioni stilistiche degli architetti, espresse per mezzo di codici neoclassici, neogotici, neoromanici, liberty e alla loro scomposizione e ricomposizione nello stile eclettico. Se nei cimiteri Monumentali, come quello di Torino e Oropa a Biella, queste cappelle di famiglia emergono isolate e distanti le une dalle altre, nei cimiteri rurali sono collocate una accanto all'altra come cortine edilizie.
Infine nei primi esempi di fotografia su ceramica vengono immortalate informazioni sulla moda, sulle divise militari e sulle abitudini dei nostri avi. In seguito ad una lettura più approfondita dei testi incisi sulle lapidi si possono trarre ulteriori informazioni sul livello sociale della comunità, sul tipo di lavoro effettuato, sulle emigrazioni in altri paesi e sulle cause di morte più frequenti del periodo. Tuttavia, lo scarso interesse verso questo patrimonio, la carenza di linee guida che tutelino questi beni e la sempre maggiore necessità di spazi per nuove sepolture, hanno portato alla distruzione e perdita di una parte del nostro passato o a drastiche soluzioni tristemente tecnologiche e futuristiche realizzate in Giappone, come il cimitero elettronico.
In questi novi impianti, già adottati da 12 templi a Tokyo, Yokohama, Osaka e Nagoya, si inserisce una tessera magnetica e sull'altare, grazie a un nastro trasportatore elettrico, appare l'urna cineraria del proprio defunto; si preme un bottone e l'urna torna nel deposito insieme a decine di altre. Il meccanismo consente di tenere le urne depositate proprio sotto l'altare della sala principale. Ogni spazio viene venduto per un periodo di 33 anni, cioè fino a quando, secondo la tradizione buddhista, vengono tenute le cerimonie celebrative in occasione dell'anniversario della morte.
In questo progetto viene preso in considerazione anche il contesto nel quale questi cimiteri sono inseriti, poiché non si può parlare realmente di valorizzazione se lo si decontestualizza sradicandolo dal suo territorio, eliminando sia i punti di forza che di debolezza che ad esso lo legano. Per fare ciò mi son avvalsa di uno strumento ancora giovane ma dalle grandi potenzialità che è il Geographical Information System, notoriamente conosciuto come GIS, il quale mi ha permesso di collocare questi beni su una carta geografica e attraverso il riferimento spaziale ha integrato le informazioni relative all'oggetto con altre informazioni, da me fornite, cogliendone il contesto e assumendo la funzione di strumento indispensabile alla conservazione, gestione e fruizione del bene.
Quest'ultimo aspetto, la fruizione, consiste anche nell'accesso alle informazioni che riguardano il bene da parte di utenti non esperti di sistemi informativi i quali potranno interrogare il sistema che creerà delle carte tematiche intersecando i dati geografici, relativi all'ubicazione fisica del bene nello spazio, e dati alfanumerici che descrivono i beni stessi. In questo modo potrebbero prendere vita dei "musei virtuali" del territorio, diminuendo la distanza fisica tra i luoghi e connettendo tra di loro i vari cimiteri e i singoli elementi lapidei attraverso elementi comuni come ad esempio lo stesso autore-artista, attivo in diverse zone del Piemonte, lo stesso stile, la simbologia, lo stesso anno di realizzazione e tanti altri elementi che più avanti, nel mio modello, verranno presi in considerazione. Infine con la collaborazione e il coinvolgimento di chi possiede le competenze in campo architettonico, urbanistico e paesaggistico, si può pensare a realizzare linee guida progettuali per:
- l'istituzione di Itinerari Culturali , non solo in tutta Italia ma anche all'estero;
- una normativa per la conservazione e tutela degli elementi di maggior pregio storico e artistico;
- un cronoprogramma per interventi di restauro e manutenzione programmata.
- interventi ragionati per l'ampliamento dei cimiteri nel rispetto dell'impianto e degli elementi architettonici originali.
- Abstract in italiano (PDF, 32kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 30kB - Creative Commons Attribution)
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