Impatti territoriali della lotta per la terra in Brasile
Daria Volante
Impatti territoriali della lotta per la terra in Brasile.
Rel. Laura Antonietta Guardamagna, Maria Angela Carra Linguerri. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Restauro E Valorizzazione), 2011
Abstract
Il mio primo contatto con l'ambiente rurale brasiliano è avvenuto a Maggio 2010. Avendo partecipato al programma di Doppia Laurea in Brasile ho vissuto un periodo di 18 mesi a Brasilia e sono entrata a far parte del CASAS, Centro de Apoio Social em Arquitetura Sustentàvel, un centro gestito dagli studenti di Architettura e Urbanismo dell'Università (UNB)chefornisce servizi di appoggio tecnico, nell'ambito dell'architettura, alle comunità che non hanno risorse economiche per rivolgersi ai professionisti del settore. In questo centro ho lavorato insieme ad altri studenti per la realizzazione dei progetti richiesti dalla comunità rurale dell'insediamento Itaùna, situato nelle vicinanze di Brasilia.
Le notizie sui movimenti sociali di lotta per la terra, l'intricata questione rurale brasiliana, il contatto diretto con i membri della comunità e l'esperienza sul campo mi hanno indotto ad approfondire lo studio per contestualizzare la realtà locale in un quadro più ampio che ne facesse percepire i meccanismi di causa ed effetto.
Per molto tempo si è creduto che le aree urbane fossero le uniche capaci di accogliere l'insorgere di nuovi movimenti sociali. In riferimento a questo il mio interesse si è rivolto alla lotta per la terra in Brasile, poiché essa rappresenta tuttora uno dei maggiori fenomeni sociali appartenenti alla realtà rurale. In questa tesi si presenta uno studio atto alla comprensione degli impatti territoriali degli insediamenti rurali all'interno del territorio brasiliano. Tali impatti saranno compresi a partire dall'analisi di tre dimensioni: quella politica, attraverso la storia e il processo della lotta per la terra; sociale attraverso i cambiamenti e le necessità sociali e economiche derivate dall'innesto e dal consolidamento sul territorio degli insediamenti rurali; economica, intesa a partire dalla relazione tra insediamento e comune di appartenenza dal punto di vista commerciale e finanziario. In questa maniera, si comprenderà che il concetto di impatto territoriale si riferisce a cambiamenti (successivi o simultanei) dovuti ad un fenomeno sociale che si territorializza e spazializza in una determinata regione, riconfigurandone significativamente la struttura. Analizzare gli strumenti di ridistribuzione fondiaria, come i programmi di riforma agraria, acquista senso e valore nel panorama attuale, in particolare per le politiche territoriali e le dinamiche sociali attive su diverse scale.
Le politiche di riforma agraria si inseriscono in un panorama internazionale di 'urbanizzazione delle povertà', in uno scenario di immense metropoli ingrossate da zone estremamente povere (slums, bidonvilles, favelas) e abitate principalmente da 'profughi della campagna' nei vari PVS; la popolazione rurale diventa una componente importante se si considera la potenzialità della forza lavoro dei territori rurali e la dimensione strategica di questi ultimi nei processi di sviluppo territoriale e di lotta alla povertà. In questo senso la riforma agraria potrebbe costituire un punto di partenza per invertire la tendenza all'esodo rurale e per dare allo sviluppo territoriale un carattere innovativo.
Considerando la continua evoluzione di questo fenomeno, ancora oggi assistiamo al rafforzamento e alla crescita di movimenti socio-territoriali di lotta per la terra, che costituiscono un importante terreno di ricerca dei processi di contrasto della povertà e di conquista di diritti di cittadinanza. In questo contesto la domanda di riforma agraria ritorna ad essere attuale in un quadro di attori storicamente deboli, come i contadini, soprattutto quelli senza terra, stimati essere più di 500 milioni nel mondo. Si tratta di un movimento dal basso che ha favorito il riemergere del tema della riforma agraria, riportando questo strumento di ridistribuzione fondiaria al centro del dibattito internazionale.
Il lavoro di tesi ha compreso un percorso di conoscenza e descrizione delle strategie degli attori coinvolti in questo processo e di riflessione sulla costruzione dei nuovi territori (gli insediamenti della riforma agraria, in Brasile chiamati assentamentos rurais) che nascono dalle azioni di ridistribuzione fondiaria attraverso gli strumenti di RA (Reforma Agrària) e RAM (Reforma Agrària de Mercado). Si è trattato di risalire ad una mappatura geografica che interrogasse il progetto sociale territorializzato della riforma agraria, i fini perseguiti dai diversi attori coinvolti e i mezzi da loro utilizzati. La complessità di questo (s)oggetto di ricerca ha favorito alcune importanti riflessioni sull'uso del territorio come proiezione di azioni sociali. Si è scelto di rappresentare i sistemi e le trame territoriali in chiave relazionale, costruendo i 'collettivi' per disegnare una geografia sociale a partire dalle relazioni di potere che in esso si esprimono. L'attenzione al processo ha così ricostruito un quadro delle trasformazioni territoriali, mostrando che dietro ad esse e per mezzo di esse si realizza un gioco complesso di emergenze, promozioni ed esclusioni di soggetti e gruppi sociali.
A partire da una lettura sull'origine del processo dì occupazione della terra e della nascita dei movimenti sem terra si approfondirà la questione agraria e la sua spazializzazione attraverso le politiche di conquista della terra e dei governi coinvolti, considerando, successivamente, gli sviluppi locali nelle regioni Nord-Est e Centro-Sud attraverso l'analisi dei progetti di insediamento rurale. Infine si è scelto di analizzare la formazione e il consolidamento di un assentamento rural del programma RA, localizzato nel municipio di Planaltina de Goiàs nello Stato di Goias, a seguito delle ricerche svolte dalla sottoscrìtta sul campo.
Tipo di pubblicazione
URI
![]() |
Modifica (riservato agli operatori) |
