Comunità alloggio per disabili intellettivi : caso studio l'associazione Pandha
Serena Destefanis, Laura Di Taddeo
Comunità alloggio per disabili intellettivi : caso studio l'associazione Pandha.
Rel. Valeria Minucciani. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2011
Abstract
Prima di iniziare il nostro studio vogliamo presentare come nasce l'idea di questa tesi e cosa ci ha portato ad affrontare ed analizzare i problemi dei ragazzi con disabilità.
Serena: "Ho iniziato a conoscere le problematiche della disabilità durante l'adolescenza attraverso il lavoro di mia mamma allora insegnante di sostegno alle scuole medie. Questo interesse è cresciuto insieme ai suoi racconti e ampliato poi dalle esperienze di Laura presso il GAH (Gruppo Amici Handicappati). Quelle parole, che sembravano narrare semplici episodi, senza che io me ne accorgessi avevano lasciato un segno profondo, una sensibilità che mi ha poi reso consapevole delle problematiche e delle difficoltà quotidiane che le persone disabili sono costrette ad affrontare. Negli ultimi anni attraverso la malattia di mio nonno, paralizzato a causa di un ictus, ed alcune esperienze di volontariato mi sono resa conto che siamo noi considerati 'normali' ad aver bisogno di aiuto per poter comprendere e conoscere questa realtà sconosciuta. Ritengo sia giusto sottolineare che la disabilità comporta disagi che spesso non hanno nulla a che fare con la causa della malattia stessa infatti, nella quotidianità, le situazioni di disagio vanno oltre quelle della malattia".
Laura: "Sono cresciuta accanto a mia zia, disabile intellettiva, ed ho così vissuto concretamente gli innumerevoli problemi che il disabile e la sua famiglia devono affrontare nel corso della vita.
Durante l'adolescenza, ho partecipato come giocatrìce ai tornei misti di pallacanestro disabili e normodotati, organizzati dall'Associazione PANDHA. Qualche anno dopo, quasi per gioco, ho iniziato ad allenare un gruppo di ragazzi con disabilità intellettiva. Nel settembre del 2004, con l'aiuto di Roberto Violante (Presidente dell'Associazione PANDHA), dell'Associazione VIVERE di Chieri e di qualche altro amico abbiamo dato vita a Vivere Sport, team affiliato a Special Introduzione Olympics. Le soddisfazioni sono state innumerevoli: dalla partecipazione ai vari tornei, all'atleta che corre, al genitore che si commuove pensando che suo figlio non avrebbe mai potuto vincere una medaglia...
Da dodici anni frequento un gruppo di volontarì (il GAH), o forse sarebbe meglio dire di 'amici' che condividono il tempo libero con altri amici disabili ed in questa realtà ho capito quanto sia decisiva la presenza della famiglia nella vita del disabile. Molte volte il ragazzo è figlio unico, altre volte ha fratelli o sorelle che non si curano di lui o poche, raramente ha un fratello o una sorella che per lui farebbero qualsiasi cosa, ma tutti, al mancare della famiglia, hanno sempre lo stesso enorme problema: il futuro. Quest'esperienza mi ha quindi fatto conoscere in modo più concreto il problema del "dopo di noi" una problematica oggi così emergente che mi ha spinto a voler affrontare il progetto di questa tesi".
Va rilevato come il costante rapporto con i ragazzi disabili dia la possibilità di osservare le problematiche relative al 'mondo' della disabilità e faccia emergere un punto di vista forte attraverso cui ci si trova spesso istintivamente coinvolti e desiderosi di poter far qualcosa per cambiare e migliorare la realtà.
Per Roberto Violante, Presidente della PANDHA, il contatto con le nuove difficoltà dei propri atleti, che iniziarono venti anni fa a gareggiare, ha fatto nascere il desiderio di poter garantire una risposta concreta alle nuove esigenze dei ragazzi e delle loro famiglie. Il loro invecchiamento sta ora portando la necessità di prendersi cura e carico delle persone disabili che non possono più contare sul costante aiuto della famiglia. E' così che è nata la voglia ed il desiderio di realizzare una Comunità Alloggio 'Cari Figli', immaginata come un luogo accogliente che possa essere un punto di riferimento per tutte le famiglie.
Uno spazio che riproduca l'ambiente di vita famigliare, all'interno del quale le persone possano anche aiutarsi reciprocamente, in un contesto che ha come obiettivo di integrare le differenze e le potenzialità di ognuno .
Pensando di poter concretizzare questo sogno, Roberto Violante ci ha così chiesto di pensare all'ipotesi di progetto della 'Comunità Cari Figli'.
Considerando la realizzazione di una struttura residenziale per disabili un'importante risorsa per il futuro di questi ragazzi, abbiamo pensato alla tesi come un'ottima opportunità per compiere uno studio preliminare sul progetto e da questo interesse comune è nata la nostra collaborazione.
Attraverso lo sviluppo di un progetto si possono indurre dei processi che incidono sulla qualità della vita. Ribaltando il ruolo che l'architettura delle istituzioni manicomiali ha avuto nei confronti della malattia mentale di contenere, rinchiudere, recintare e segregare, oggi, pensando al progetto di una struttura per persone con disabilità intellettiva, è indispensabile definire uno spazio capace di integrarsi ali' interno del contesto sociale: una struttura aperta che riproduca, per quanto è possibile, i ritmi di vita dell' atmosfera familiare e che sia in grado di contenere al suo interno delle attività che possano assicurare ai disabili e le loro famiglie un punto di riferimento capace di garantire una risposta concreta alle svariate della persona.
Guidate da questi principi, ci siamo dedicate a raccogliere una documentazione finalizzata alla definizione di un progetto rispettoso non solo delle leggi e delle norme strutturali ma anche delle caratteristiche del luogo, della sua funzione di accoglienza, dei bisogni residenziali, riabilitativi e sociali dell'individuo con disabilità intellettiva.
Nel Primo Capìtolo abbiamo affrontato una breve analisi relativa alla disabilità e alle sue problematiche. E' stato dato particolare risalto agli elementi e alle tappe fondamentali che hanno portato a considerare "disabile" non più come individuo malato da assistere, bensì come una "persona" a cui devono essere garantiti pari diritti ed opportunità. Un breve approfondimento sulla terminologia, che è stato finalizzato a fare un po' di chiarezza sul corretto utilizzo dei termini, spesso al centro dei dibattiti di attualità ed oggetto di frequenti trasformazioni. Un elemento che, pur non essendo determinante ai fini dell'integrazione sociale, è prioritario per il rispetto e la dignità della persona in quanto definisce ed implica una valutazione umana ed etica che si ha e che si da ai soggetti interessati. L'analisi dei diritti, negati e faticosamente conquistati, è sviluppata attraverso l'esame delle politiche attuate a livello Internazionale, Europeo e Introduzione
Nazionale che hanno definito il grande cambiamento sociale e culturale anche nell'ambito delle politiche nazionali.
In seguito alla breve descrizione della disabilità osservata nell'ambito del contesto sociale e culturale, nel Secondo Capitolo sono stati identificati in modo più chiaro i problemi che una persona disabile e la propria famiglia devono affrontare nell' arco della propria vita, da cui emerge l'argomento cardine del 'Dopo di noi'; problematica attuale e aperta che può essere considerata un elemento pragmatico delle questioni ancora largamente irrisolte nel campo dell' intervento per l'handicap.
Abbiamo ritenuto necessario chiarire nel Terzo Capitolo, in relazione alla normativa vigente in materia, quali siano le diverse tipologie di strutture che possono offrire un servizio residenziale o semiresidenziale mentre, nel Quarto Capitolo sono stati analizzati i rispettivi requisiti generali.
Nel Quinto Capitolo ampliando il punto di osservazione si è raccolta una casistica di strutture destinate alle persone con disabilità, basata su progetti realizzati a livello nazionale ed internazionale.
Nel Sesto Capitolo, sono stati identificati alcuni esempi significativi presenti sul territorio limitrofo all'area di progetto, quindi appartenenti alla provincia di Torino. Per comprendere il funzionamento, le caratteristiche e le differenti funzioni dei Servizi Residenziali e Semiresidenziali sono stati analizzati alcuni esempi esistenti di strutture pubbliche e private.
Nel Settimo Capitolo è stata affrontata un'analisi delle caratteristiche che contraddistinguono l'utenza a cui è destinato il progetto.
Dopo una definizione di ritardo mentale ed una breve analisi finalizzata a comprendere il quadro esigenziale dell'utenza, pensando di progettare una struttura che potesse essere caratterizzata da un ambiente ricco di elementi utili a garantire un adeguato livello di qualità della vita, si è scelto di ascoltare anche le esigenze dei destinatari del progetto.
In funzione di questa scelta, abbiamo, nell'Ottavo Capitolo utilizzato e successivamente analizzato due questionari finalizzati ad una semplice analisiIntroduzione
qualitativa: uno è stato somministrato ad una trentina di persone disabili, l'altro a quindici genitori di ragazzi disabili.
Addentrandoci nella definizione delle caratteristiche del progetto, abbiamo ritenuto che la progettazione plurisensoriale dovesse rappresentare un elemento cardine indispensabile alla definizione del progetto. Questo approccio pur proponendo argomentazioni che sono alla base di un campo di conoscenza fondamentale per ogni progettista, nella nostra realtà rappresenta un campo di studi ancora sottovalutato, sia nell'ambito della formazione universitaria che in quello professionale, per questo nel Nono Capitolo ci siamo soffermate sui suoi caratteri distintivi e sui suoi elementi cardine.
Siamo dunque arrivate al nostro caso studio nel Decimo Capitolo è stata così descritta la storia dell'Associazione Sportiva della PANDHA. In relazione alle tappe fondamentali dell'associazione, sono stati esaminati i risultati raggiunti e le nuove problematiche che emergono con l'invecchiare delle famiglie e dei ragazzi. L'insorgere del problema del "Dopo di noi" introduce così le motivazioni che hanno portato all'idea di un progetto.
Nell' Undicesimo Capitolo, per comprendere la reale fattibilità del progetto, è stata fatta una prima verifica delle prescrizioni e delle destinazioni d'uso del Piano Regolatore, seguita dallo studio del contesto territoriale e dall'analisi della storia dell'edificio e del suo stato di conservazione.
Conclusa questa prima parte teorica, ci siamo occupate del progetto della struttura residenziale del nostro caso studio.
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