Behind Paris. L'estetica del retro nel progetto
Francesca Eandi
Behind Paris. L'estetica del retro nel progetto.
Rel. Rosa Rita Maria Tamborrino, Giulia Mezzalama. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2011
Abstract
Questo lavoro ha due protagonisti: il concetto di retro e Parigi. A prima vista i punti in comune tra i due possono sembrare pochi e addirittura inesistenti. In effetti la curiosità di spiegare com'è stato considerato nei secoli il "lato B" degli edifici si lega alla mia prima esperienza lavorativa che ha avuto sede proprio nella ville lumière.
L'argomento è stato affrontato attraverso diversi casi studio scelti tra alcuni dei luoghi simbolo della città, tra i più conosciuti, questo per capire come la potenza delle immagini, nella nostra società, molte volte scavalchi e prevalichi tutti gli altri significati e come l'immagine che si imprime nella memoria, anche dello spettatore più distratto, sia autonoma rispetto alle intenzioni e alle finalità del progetto. Questa importanza, che ai giorni nostri, risulta fondamentale e spinge i progettisti ad una ricerca sempre maggiore di 'iconicità', nei progetti, in realtà è da sempre connaturata alla storia delle città e in particolar caso a la Ville.
Gli esempi attraversano temporalmente la storia di Parigi degli ultimi 400 anni e hanno, tra loro, scale differenti: dal singolo edificio, alla piazza, fino ad arrivare alla scala di quartiere. Questo perché la lettura si arricchisce ai vari livelli interpretativi con i salti di scala. I progetti rappresentano la massima espressione dello Zeitgeist dei diversi periodi. Sono casi famosi e trattati sistematicamente da più persone, ma mai attraverso questo taglio.
La città è il terreno d'indagine, la residenza la tipologia di edifici indagati. Si è cercato di restringere il campo per delimitare il concetto, altrimenti così vasto. Questi due criteri hanno permesso di escludere alcuni dei monumenti più conosciuti della città e di aumentare cosi il grado di precisione dell'analisi.
La struttura dello studio è divisa in due parti tra loro complementari e osmotiche. La prima, il fronte, affronta l'analisi dei casi studio attraverso l'individuazione del momento storico, dei protagonisti coinvolti nel progetto, dal maitre d'ouvrage al progettista, e dell'analisi vera e propria del tema del retro. A questa parte si affianca un 'lato B' rappresentato da quelle parole chiave che sono scaturite dall'indagine e che permettono di comprendere, attraverso una lettura trasversale e unitaria degli esempi, i fattori che hanno influenzato l'evoluzione del concetto del retro, sono più che altro riflessioni, non hanno la pretesa di essere dei veri capitoli.
Le fonti utilizzate risultano quelle 'tradizionali' della disciplina della Storia dell'Architettura, per quanto riguarda la prima parte, mentre vengono implementate e diversificate per l'altra parte. Sono i documenti che si trovano su normali testi, è la loro lettura ad essere stata differente. Il lavoro risulta leggibile attraverso più chiavi e percorsi che si intrecciano e si sovrappongono, senza però mai perdere di vista la domanda iniziale.
'Bello si, ma da quale angolazione? Oltre a chi o cosa si sta osservando si dovrebbe riconoscere qual è il lato che effettivamente rende l'oggetto del nostro desiderio così bello?’
Relatori
Tipo di pubblicazione
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