La valutazione della sostenibilità ambientale in Architettura tramite l'Embodied Energy e l'Impronta ecologica
Alessandro Zanzo
La valutazione della sostenibilità ambientale in Architettura tramite l'Embodied Energy e l'Impronta ecologica.
Rel. Luca Staricco, Andrea Bocco, Simone Contu. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2011
Abstract
Lo sviluppo sostenibile è ormai da considerare come un termine comunemente utilizzato in qualsiasi settore. Spesso però i concetti a cui si riferisce questo termine sono poco conosciuti. Sdoganato alla fine degli anni 80 nel "Rapporto della Commissione mondiale su Ambiente e Sviluppo" chiamato Brundtland dal nome del Primo ministro norvegese allora presidente della Commissione, possiamo leggere nel testo inglese la sua definizione di "Development that meets the needs of thè present without comprimizing the ability of future generations to meet their own needs"( Nebbia, 1992, pag. 5 ), che possiamo tradurre in sviluppo che soddisfi i bisogni dell'attuale generazione senza compromettere la capacità di quelle future di rispondere alle loro.
In questa chiave di lettura la sostenibilità dello sviluppo diventa quindi incompatibile in primo luogo con il degrado del patrimonio e delle risorse naturali (che di fatto sono esauribili), ma anche con la violazione della dignità e della libertà umana, con la povertà ed il declino economico, con il mancato riconoscimento dei diritti e delle pari opportunità.
Lo sviluppo sostenibile viene quindi correntemente fatto ruotare attorno a quattro fondamentali componenti: sostenibilità economica, intesa come capacità di generare reddito e lavoro per il sostentamento della popolazione; sostenibilità sociale: intesa come capacità di garantire condizioni di benessere umano (sicurezza, salute, istruzione) equamente distribuite per classi e genere; sostenibilità ambientale: intesa come capacità di mantenere qualità e riproducibilità delle risorse naturali; sostenibilità istituzionale: intesa come capacità di assicurare condizioni di stabilità, democrazia, partecipazione, giustizia.
In questa tesi, abbiamo cercato di affrontare, nel campo specifico dell'Architettura, alcuni aspetti di una di queste quattro componenti, ovvero la sostenibilità ambientale. Chiaramente da parte di chi scrive vi è sostegno indiscriminato verso tutti gli aspetti della sostenibilità. La scelta di affrontare questo particolare campo, è dovuto infatti solamente ad un particolare interesse personale.
Il tema della sostenibilità ambientale si è sviluppato sempre di più nel corso degli ultimai anni, investendo culturalmente il sistema globale. Molte categorie di prodotti, hanno cercato di reinventarsi e riplasmarsi su tale concetto. Le ragioni di un accoglienza e un recepimento cosi diffuso sono forse da ricercare sia in una genuina adesione ai criteri dell'eco-compatibilità che agli interessi economici legati ad essa. Sia l'architettura che l'edilizia non sono rimaste immuni ed hanno in qualche modo accolto la sostenibilità ambientale. Molti prodotti, e tecniche costruttive nuove sono arrivate sul mercato proprio sull'onda dell'ecocompatibilità. Inoltre per la difesa dei concetti sulla sostenibilità ambientale, sono state adottate per il settore edile diverse normative, sia a livello globale che dalle singole nazioni. Tuttavia, come in ogni processo di cambiamento che si rispetti, risulta necessario affrontare ogni singola fase di mutamento con la dovuta accortezza, onde evitare che la soluzione diventi peggiore dello stesso problema (Lavagna, 2008). Per tale ragione sono sorti diversi indicatori della sostenibilità ambientale, capaci di monitorare e di indicare, almeno parzialmente, la via da seguire in un processo di sviluppo ambientale sostenibile.
Nel caso specifico dell'edilizia, molte sono le proposte metodologiche già elaborate ed operative. In questo elaborato si quindi voluto provare ad evidenziare in quadro complessivo di questa situazione, e di sperimentare in alcuni casi studio l'utilizzo di due degli indicatori elaborati in funzione della sostenibilità ambientale.
Nel primo capitolo di questa tesi si è quindi cercato di mostrare un panorama, il più possibile esteso, degli indicatori utili al monitoraggio del sistema edilizio, sottolineandone le differenze e le potenzialità specifiche. Si è cercato infatti di catalogare e suddividere in modo tematico, tutte quelle proposte, ad oggi attive, che permettono una valutazione del complesso edilizio, e delle sue componenti specifiche.
Ci si è poi soffermati nel secondo capitolo, ad affrontare in modo più specifico due particolari metodologie di analisi. I due indicatori scelti sono stati l'Embodied Energy e l'Impronta Ecologica. I motivi della scelta sono dovuti alla loro potenzialità di analisi coniugata alla facilità di adozione. Entrambi infatti gli indicatori, con le dovute accortezze, risultano adottabili da un qualsiasi progettista. Altri indicatori invece, come vedremo, hanno tecniche di utilizzo più complesse, e sono applicati generalmente da personale formato e qualificato al loro utilizzo. Nel secondo capitolo chiariremo ogni aspetto tecnico delle valutazioni connesse alla loro adozione ed inoltre cercheremo un raffronto tra le potenzialità espresse da questi ultimi e quelle espresse dagli altri indicatori precedentemente elencati.
Nel terzo capitolo, si è voluto invece inserire una panoramica sugli utilizzi degli stessi indicatori in campo architettonico o edile. Vista la giovane età dei metodi proposti, non sono presenti ad oggi, molti casi studio di questo tipo nel campo dell'architettura. Si è cercato quindi di presentare alcuni esempi della loro applicazione in senso lato. In particolare si sono riportate delle adozione dell'indicatore dell'Impronta Ecologica in differenti contesti. Gli esempi spaziano infatti da un utilizzo alla scala urbana, fino ad arrivare al singolo edificio, considerati sia nella loro fase di costruzione, che nella successiva fase di gestione. Questi esempi si ritengono comunque fondamentali per comprendere le potenzialità degli indicatori proposti, in quanto, oltre a permettere un parziale confronto con l'indagine elaborata nei casi studio che vengono proposti in questo elaborato, forniscono anche degli spunti sulle possibili future applicazioni degli stessi indicatori. Nel quarto capitolo sono presentati ed approfonditi in due casi studio degli esempi di applicazione dei due indicatori prescelti. In particolare si propongono due differenti tipologie di applicazione degli indicatori. Nel primo caso studio proposto affronteremo la valutazione tramite l'Embodied Energy e l'Impronta Ecologia su due manufatti edili differenti: una residenza monofamiliare costruita in calcestruzzo armato e laterizio, e una residenza monofamiliare costruita con la tecnica del pannello in legno lamellare X-Lam. L'analisi ha certo di evidenziare la differenza di impatto ambientale dovuto sola costruzione dei due edifici. Si è cercato infatti di valutare il consumi di energia e di risorse, determinati dalla produzione del materiale edile necessario per la costruzione delle residenze presentate. Nel secondo caso studio invece, si propone un approfondimento tramite i due indicatori sulla sola valutazione del materiale X-Lam utilizzato per la realizzazione di una delle due residenze del primo caso studio. L'analisi in questo caso, ha cercato di ricostruire il percorso del ciclo di vita del materiale, cercando di valutare l'impatto di ogni singolo passaggio. Il risultato di tale proposta è stato poi confrontato con i valori ottenuti dal primo caso studio, cercando in questo modo di valutare la correttezza delle semplificazioni adottare alla scala dell'edificio.
Complessivamente si propone quindi una valutazione dei due indicatori nelle loro reale utilizzo nei confronti dell'architettura, sottolineandone i limiti e le potenzialità, sia dell'utilizzo singolo che in quello congiunto. Nell'ultimo capitolo, si approfondiscono invece alcune riflessioni di carattere generale, che sottolineano il valore dei risultati proposti in relazione a quelli presentati negli altri studi similari, ma si valuta anche la capacità di lettura del manufatto edile da parte degli indicatori proposti. Infine, sempre in questo ultimo capitolo conclusivo, si presenta un approfondimento sui futuri sviluppi di questi due indicatori. In base al loro potenziale si è infatti cercato di ipotizzare in quali studi possano essere applicati in modo più proficuo. E ancora si è provato a comprendere se il loro utilizzo possa essere in futuro esteso anche oltre i limiti dell'applicazione esemplificativa, cercando di capire in che modo possa diventare un significativo nel complesso sistema dell'edilizia.
- Abstract in italiano (PDF, 86kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 85kB - Creative Commons Attribution)
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