I suoli urbani: indicatori di qualità e protocolli di gestione
Giulia Civalleri
I suoli urbani: indicatori di qualità e protocolli di gestione.
Rel. Franco Ajmone Marsan. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Progettazione Di Giardini, Parchi E Paesaggio, 2011
Abstract
La città contemporanea come ecosistema
A partire dal 2008 più della metà della popolazione mondiale vive in ambito urbano e si prevede che, entro il 2030, la percentuale salirà fino all'81%. Le cause di questo aumento della popolazione urbana sono da imputarsi in maggior parte all'accrescimento naturale e, in minor parte, all'immigrazione.Il fenomeno racchiude in sé la ricerca del benessere sotto diversi aspetti: domanda di servizi di base, quali l'istruzione, la sanità e gli spazi pubblici, inserimento nei mutati scenari economici e nel mercato del lavoro, prossimità ai centri amministrativi e direzionali.
Nei paesi in via di sviluppo le città rappresentano un'occasione di sfuggire alla povertà e mancanza di servizi che gravano sulle zone rurali, ma anche nei paesi industrializzati gli agglomerati urbani offrono comunque maggiori opportunità di impiego, soprattutto nel settore terziario su cui le amministrazioni puntano sempre di più per rinnovare l'immagine delle città.
Per comprendere meglio i risvolti sociali ed ecologici della crescente urbanizzazione è fondamentale la sua lettura attraverso i dati sulla densità abitativa: da circa due secoli la velocità con la quale le città si espandono è maggiore e non proporzionata al tasso di crescita della popolazione. I cittadini, sia quelli stabiliti da tempo che i nuovi arrivati, sono dunque sempre più consumatori di suolo.
Chi lavora in città e ne subisce il traffico, lo smog e l'affollamento preferisce poi collocare la propria abitazione in un luogo differente, che spesso corrisponde a zone periurbane, dove può disporre di più spazio per sé e la famiglia. Questa tendenza costituisce causa ed effetto di un sempre maggiore utilizzo dei mezzi privati di trasporto, in particolare l'automobile, alimentando il pendolarismo quotidiano verso i centri urbani come luoghi di lavoro e garanzia di servizi. La città si estende non solo fisicamente, ma anche in senso astratto: aumenta la necessità di infrastrutture che colleghino efficientemente il centro urbano alle zone esterne e si crea una fitta rete di relazioni, interessi, mobilitazione di persone e di capitale.
All'incremento della popolazione urbana corrisponde una maggiore domanda di suolo come substrato produttivo per l'agricoltura e l'allevamento che, ovviamente, non può essere soddisfatta all'interno della città. Inoltre, da alcuni decenni, le industrie trasferiscono i propri edifici esternamente al perimetro urbano, per esigenze di rinnovamento ed ampliamento. Anche il comparto del commercio al dettaglio alimenta la tendenza all'espansione delle città: le zone periurbane sono circondate dai centri per la grande distribuzione, accompagnati da un imponente sistema viario e da ampie superfici impermeabilizzate per la sosta degli autoveicoli e la movimentazione delle merci. Nell'ambito dell'ecologia, è in corso l'affermazione di studi ed approcci che considerano l'ambito urbano come ecosistema. La città, infatti, necessita di risorse, si evolve, tende ad uno stato di equilibrio relativo e si regge sulle relazioni fra gli elementi che lo compongono, proprio come un ecosistema naturale. A differenza di quest'ultimo, però, nella città il fattore antropico è centrale in tutti i flussi di energia e di materia, in tutte le trasformazioni. Necessità umane, lavoro, economia sono gli elementi che dominano l'ecosistema urbano, che richiedono il maggiore numero di input per la loro perpetuazione e che producono altrettanti, se non ancora maggiori, output, fra cui il consumo di suolo, l'inquinamento delle matrici ambientali ed i rifiuti.
Scopo del lavoro: protocollo per l'analisi della qualità e la gestione dei suoli urbani
La situazione attuale, in sintesi, è caratterizzata dalla frammentarietà delle conoscenze e dalla differenza fra le valutazioni. Ampio spazio all'interno della legislazione e nella sensibilizzazione sono stati dati finora all'aspetto di immediata criticità e pericolo per la salute pubblica rappresentato dalla contaminazione dei suoli urbani. Minore è invece la consapevolezza, sia a livello tecnico applicativo che di comunicazione, che la funzionalità del suolo dipenda dalla correlazione fra le sue caratteristiche fisico-chimiche, che nel complesso ne definiscono la qualità. L'estrazione, la movimentazione, l'importazione e il reimpiego di suolo o di altri materiali ad esso assimilati, attualmente vengono spesso effettuati senza un supporto metodologico specifico per una valutazione qualitativa. Oltre all'implementazione degli studi già avviati, un ulteriore passo verso una conoscenza più completa dovrebbe essere compiuto nei confronti della qualità complessiva dei suoli. A livello normativo, sia per quanto riguarda la tutela del territorio, che in materia di pianificazione e valutazione ambientale, sarebbe inoltre auspicabile che la conoscenza del suolo venisse ufficializzata e contemplata all'origine di ogni intervento.
Alla luce delle precedenti considerazioni, il presente lavoro ha come obiettivo l'elaborazione di una metodologia finalizzata all'approfondimento delle caratteristiche di qualità dei suoli urbani e all'ottimizzazione di tale risorsa. I protocolli operativi originano da tale metodo tenendo conto della variabilità e della complessità che caratterizzano l'ecosistema urbano. I brownfield vengono scelti come collocazione ideale per la concezione ed applicazione del metodo, in quanto costituiscono la fonte più rappresentativa di suolo disponibile in ambito urbano, sia dal punto di vista quantitativo, che per la loro capacità di testimoniare l'evoluzione della città.
Attraverso tale applicazione si può giungere a pratiche di gestione finalizzate ad incrementare la qualità dei suoli urbani, valutando come opzioni preferenziali quelle del riutilizzo, dell'impiego di specie vegetali che migliorino la struttura e la fertilità del suolo, del minimo intervento antropico nel lungo termine, e della riduzione dei costi e del consumo di suolo naturale.
La conoscenza del suolo sul quale si intende realizzare un progetto, sia che si tratti di edifici o infrastrutture, sia che si tratti di un parco, di un giardino o di un filare di alberi in un'aiuola spartitraffico è fondamentale per il successo del progetto stesso e per ottimizzarne i costi. L'ottica da adottare è quella del lungo termine, puntando alla sostenibilità e alla durevolezza delle realizzazioni e, in questo caso specifico in cui si parla di verde urbano, alla creazione, per quanto possibile, di ecosistemi naturali che possano interagire con quello urbano.
Relatori
Tipo di pubblicazione
URI
![]() |
Modifica (riservato agli operatori) |
