Le zone vitivinicole e l'UNESCO : il caso studio : Langhe, Roero e Monferrato
Martina Gibellino, Maria Leto
Le zone vitivinicole e l'UNESCO : il caso studio : Langhe, Roero e Monferrato.
Rel. Laura Antonietta Guardamagna. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Restauro E Valorizzazione), 2011
Abstract
PREMESSA METODOLOGICA
La scelta di trattare come Tesi di Laurea la candidatura UNESCO dei territori vitivinicoli delle Langhe Roero e Monferrato nasce dalla curiosità e dall'interesse che la visita di alcuni siti in materia ha indotto. La trattazione riguarda esclusivamente l'area piemontese, nonostante nell'ultimo anno si sia deciso di integrare la possibile candidatura anche per quanto riguarda il sito della Valtellina, in Lombardia.
La candidatura UNESCO per queste aree del Piemonte ci è sembrata inizialmente un fatto singolare in quanto fino alla sua presentazione, non era mai stata riconosciuta ufficialmente l'eccezionalità del paesaggio, ma solo l'unicità e la qualità dei vini prodotti.
Abbiamo deciso di affrontare il tema partendo da un'analisi territoriale mirata a far emergere un quadro generale a livello morfologico, infrastrutturale e urbanistico.
In questo modo abbiamo potuto distinguere le diverse aree piemontesi oggetto di tutela mettendo in evidenza la differenza, non sempre conosciuta, tra il territorio delle Langhe, del Roero e del Monferrato. Lo studio ha fatto emergere inoltre una fitta rete infrastrutturale, le cui origini risalgono anche all'epoca romana, che ha plasmato in maniera indelebile l'assetto urbanistico del territorio. Tali assi hanno innescato la nascita e lo sviluppo di molti dei centri abitati esistenti.
In particolar modo, del tessuto urbano esistente, abbiamo deciso di approfondire la ricerca sul tema "ricetto". L'analisi ci ha permesso di comprendere in maniera più nitida i fenomeni che nel tempo hanno interessato la nostra area di pertinenza. Tale emergenza urbanistica è da considerare come una testimonianza diretta di una trasformazione territoriale avvenuta nel tempo che ha prodotto una cultura che ancora oggi si manifesta nei beni architettonici conservati nei diversi centri urbani o rintracciabili nella toponomastica, molti dei quali hanno avuto origine proprio nel Medioevo. Molte delle informazioni a noi necessarie per tale analisi sono state reperite da diversi testi messi a disposizione della Biblioteca Centrale di Architettura e dalla Biblioteca del dipartimento Casa e Città soprattutto per quanto riguarda la trattazione del tema "ricetto". Esiste infatti una vasta bibliografia di riferimento redatta dalla Docente del Politecnico di Torino, Micaela Viglino Davico, che per noi è risultata la base su cui approfondire l'argomento.
Per quanto riguarda invece l'analisi territoriale sono stati utilissimi i dati forniti dal Piano Paesaggistico Regionale del 2009, in particolare le schede d'ambito.
I dati cartografici infine sono stati acquisiti dal sito della Regione Piemonte sotto forma di shapefiles che sono stati da noi analizzati tramite il software Gis e successivamente elaborati su supporto Cad.
L'utilizzo iniziale del Gis ci ha consentito di avere un'immediata visione d'insieme dello stato di fatto del territorio sia per quanto riguarda l'assetto fluviale , stradale e dei centri urbani. Tale risultato avrebbe invece avuto tempi di elaborazione maggiori se avessimo utilizzato i più classici IGM a causa dell'estensione dell'area da noi analizzata.
Relatori
Tipo di pubblicazione
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