Il palazzo dei Principi d'Acaja di Pinerolo : il progetto nello spazio della memoria, idee, potenzialità, suggestioni
Elena Abbate
Il palazzo dei Principi d'Acaja di Pinerolo : il progetto nello spazio della memoria, idee, potenzialità, suggestioni.
Rel. Silvia Gron, Giovanni La Varra. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2011
Abstract
L'idea di questo lavoro nasce dagli instancabili e molteplici sforzi della Sezione Pinerolese di Italia Nostra, l'associazione nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e culturale del Paese, per salvare dal crollo un monumento di Pinerolo.
Nella cittadina piemontese, nel cuore del centro storico, si trova un edificio medievale di notevole valore storico-architettonico in condizioni critiche e di totale abbandono, il Palazzo dei Principi d'Acaja. L'edificio, simbolo dimenticato dell'antica capitale del regno della dinastia Savoia-Acaja, necessita di immediati interventi di restauro e consolidamento in modo da non soccombere al tempo e all'incuria dei proprietari. Inoltre, per evitare il pericolo di un intervento di recupero asfittico, sempre in agguato nei progetti su edifici esistenti, si dovrà anche prevedere un piano adeguato di ridestinazione d'uso che renda nuovamente vitale il manufatto al fine di non trasformarlo nel vuoto monumento di se stesso. La tesi, pertanto, si pone due obiettivi: il primo è quello di risvegliare l'interesse della cittadinanza e delle istituzioni nei confronti del trascurato bene pubblico -il palazzo appartiene al demanio comunale dagli anni Ottanta- attraverso la conoscenza, la comprensione, l'analisi e la sponsorizzazione di questo. Per attuare tale finalità, il lavoro si articola sotto forma di "libello" tante immagini, capitoli sintetici ma di ampia portata, tematiche e punti di vista diversi, numerose citazioni, scrittura piacevole ed evocativa- in modo da rendere più accattivante la lettura per un vasto pubblico, non necessariamente settoriale, come nel caso delle tesi tradizionali. Talvolta il testo è anche acuto e provocatorio nei riguardi della città di Pinerolo in modo da suscitare reazioni e smuovere gli animi nella speranza di costituire massa critica per spronare l'azione delle istituzioni, come negli intenti di Italia Nostra.
Il secondo obiettivo, centrale in una tesi di architettura, è quello di realizzare un progetto di rifunzionalizzazione, ovvero pianificare una nuova destinazione d'uso -il palazzo è dismesso da decenni e prevedere gli interventi di adeguamento a questa.
Il lavoro, quindi, è organizzato in due distinte sezioni: la prima parte, propedeutica alla seconda, di studio del bene e del territorio nel quale è inserito; la seconda parte progettuale, nella quale, dopo aver esaminato i punti di forza e le criticità del sistema edificio-contesto, si raffrontano funzioni alternative e si sviluppa quella ritenuta più adatta. Il piano di rifunzionalizzazione dovrà confrontarsi, oltre che con le normali variabili di progetto, con le complessità intrinseche del contesto e con l'ulteriore vincolo imposto dal rispetto di un bene storico, rendendo più ardua la sfida progettuale. Il nuovo dovrà dialogare con l'antico in un difficile equilibrio tra conservazione e funzionalità, salvaguardia e utilità. Il titolo della tesi, II progetto nello spazio della memoria: idee, potenzialità, suggestioni, sta proprio a indicare questo duplice scopo: da un lato la realizzazione di un progetto di recupero per il Palazzo dei Principi d'Acaja attraverso gli stimoli e i vincoli dati dal bene culturale stesso; dall'altro la volontà di ispirare nei lettori ricordi e suggestioni tali da indurre un rinnovato interesse verso la memoria e l'identità storica di Pinerolo e del suo periodo più fiorente, il Medioevo, del quale il palazzo ne è un simbolo ancora intatto.
Durante lo svolgimento del lavoro, al fine di conoscere a fondo la realtà pinerolese per poter realizzare un progetto con basi solide e concrete, si sono effettuati numerosi sopralluoghi al palazzo e alla città e vari colloqui con i diretti interessati all'intervento: il Sindaco di Pinerolo, gli assessori alla cultura e all'urbanistica, i progettisti coinvolti in precedenti proposte di recupero del palazzo e alcuni storici pinerolesi. E' stata l'occasione per chi scrive di rapportarsi con il mondo professionale reale fatto di politica, di priorità, di mancanza di fondi, di opinioni contrastanti, di diplomazia in netto contrasto con la cultura universitaria ancora impregnata di idealismo e speranze. Il progetto intende essere un buon compromesso tra i due mondi: un intervento innovativo e utopico ma concretamente fattibile -esistono modelli simili nel mondo che si inserisce con continuità nello spazio della memoria.
Relatori
Tipo di pubblicazione
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