Le trasformazioni storiche del paesaggio viticolo “eroico”: il caso studio di Pont-Sanint-Martin e Donnas (Valle D'Aosta)
Michel Prola
Le trasformazioni storiche del paesaggio viticolo “eroico”: il caso studio di Pont-Sanint-Martin e Donnas (Valle D'Aosta).
Rel. Laura Antonietta Guardamagna, Federica Larcher, Paola Gullino. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Progettazione Di Giardini, Parchi E Paesaggio, 2011
Abstract
L'analisi storica del territorio e, in particolare del paesaggio agrario legata alla pianificazione, è una materia relativamente recente nel nostro Paese. La conoscenza storica del territorio, nello specifico della componente agraria, è di primaria importanza per una valorizzazione e una salvaguardia dei caratteri peculiari del paesaggio. La compianta Prof.ssa Vera Comoli sosteneva con fermezza questa tipologia di studio che definiva come "progetto di conoscenza". Negli atti delle Giornate internazionali di studio di Aosta del 1991, pubblicati con il titolo Storia, analisi e valutazione dei beni architettonici e ambientali la Comoli spiegava cosa voleva intendere con questo termine: Costruire progetti dì conoscenza in materia dì beni colturali (monumenti, tessuti urbani, il territorio in generale, ma do per scontata questa estensione del termine) significa per certo ripercorre criticamente molti degli stessi ambiti disciplinari consolidano nel lungo dibattito sul tema; essi riguardano la storia e la critica, la diagnosi, la valutazione ecc,.., insomma tutti gli ambiti disciplinari che concorrono al progetto di conoscenza stesso.
Vuoi anche dire riprendere non solo i temi ma anche il significato stesso nel senso epistemologico di bene culturale; vuoi dire essere così umili da saper mettere in discussione, e accettare di mettere in discussione, posizioni e certezze che potrebbero essere o apparire, in qualche caso consolidate
Da questo stralcio possiamo affermare che lo studio influisce sulla pianificazione ad ogni livello e non si può separare ciò che è storico da ciò che non è storico perché ogni bene culturale o, in questo caso, paesaggistico ha un valore storico.
Probabilmente la prima opera che analizza in modo preciso l'evoluzione del paesaggio agrario italiano è Storia del paesaggio agrario italiano di Emilio Sereni. Pubblicato nel 1979, l'opera analizza l'evoluzione del paesaggio agrario italiano dalla colonizzazione greca fino all'epoca dell'unità d'Italia con un accenno ai paesaggi agrari moderni ed è un testo di riferimento per tutti gli storici che si occupano di evoluzione paesaggistica. Sereni suddivide la sua opera in vari capitoli concernenti le varie fasi storiche del paese, fatto che dimostra l'influenza dei vari avvenimenti storici sull'evoluzione del paesaggio e riconosce all'interno di ogni epoca i paesaggi agrari più significativi.
A partire dall'opera di Sereni si sono sviluppate numerose metodologie per analizzare l'evoluzione e per comprendere le dinamiche che caratterizzano i paesaggi. Un esempio significativo di queste metodologie è Catasti e territori: l'analisi dei catasti storici per l'interpretazione del paesaggio e per il governo del territorio. Questa raccolta di esperienze diverse è nata dagli esiti di una ricerca interdisciplinare Alcotra Interreg III A effettuata da un gruppo di geografi dell'Université de Savoie-Laboratoire Edytem, da alcuni pianificatori, da storici del territorio, da architetti del Politecnico di Torino e da alcuni gruppi di ricerca, formati da professionisti che operano sul territorio. Queste esperienze hanno in comune la ricostruzione del paesaggio partendo dall'analisi di diversi catasti collocati all'interno del Piemonte, della Valle d'Aosta e della Savoia. In particolare per la Valle d'Aosta un interessante lavoro è stato svolto da Nathalie Bétemps che partendo dalla mappa per masse di coltura (1806), dal catasto napoleonico (1811) e dal catasto d'impianto dello stato italiano (1989) ha ricostruito il sistema dei canali irrigui e di tutto il sistema di scolo delle acque della comunità montana Gran Combin.
Sempre inerente al paesaggio valdostano un interessante testo pubblicato è Vallèe d'Aoste une vallèe, des paysages. L'opera scritta da Claudine Remacle descrive nel primo capitolo alcuni paesaggi tipici presenti in Valle d'Aosta e le loro varie trasformazioni storiche, ricostruendo, partendo da catasti antichi, alcuni eco mosaici significativi. Nel secondo capitolo delinea i vari agglomerati abitativi e ne descrive l'evoluzione storica partendo dall'epoca romana.
Un lavoro molto interessante che descrive i paesaggi viticoli della bassa Valle d'Aosta e del Canavese è Il paesaggio viticolo eroico della vite plasmato dall'uomo. Redatto da Valérie Obino, descrive i paesaggi viticoli della zona a cavallo tra Piemonte e Valle d'Aosta proponendo un piano per la salvaguardia e la riqualificazione di questi luoghi. Per quanto riguarda la storia della viticoltura e del vino in Valle d'Aosta è stato recentemente pubblicato un libro dal titolo Storia regionale delle vite e del vino in Italia VALLE D'AOSTA. Quest'opera è stata scritta da Vola, già autore di alcuni libri sul vino e sulla viticoltura valdostana, e descrive la storia della viticoltura suddivisa per secoli dalle origini ai giorni nostri tracciando un quadro completo della coltivazione della vite e degli usi dell'uva. La storia vinicola Valdostana ha origini antiche che si perdono nei secoli. Una storia fatta di uomini, terra, rocce e fatica. Uomini che nei secoli hanno ricavato, mediante la costruzione di muretti in pietra, della superficie coltivabile in zone estremamente acclive. Per generazioni si è creato quindi, lungo le pendici della vallata centrale in cui scorre la Dora Baltea, un fitto sistema di terrazzamenti. Un paesaggio caratteristico che ha sì valenze produttive, ma soprattutto forma uno scenario unico nel suo genere. Uno scenario che ha delle radici storielle profonde ed è quindi un patrimonio fondamentale per tutta la comunità valdostana. Inoltre questi vigneti costituiscono un modello di gestione del territorio capace di proteggere il versante dai dissesti idrogeologici.
In conseguenza alle notevoli trasformazioni economiche e sociali della nostra società e ad alcune difficoltà infrastrutturali, quali ad esempio l'accesso agli appezzamenti, è in aumento l'abbandono del territorio. Nasce l'esigenza di intervenire in quanto l'incolto di vaste aree ha portato allo sviluppo di vegetazione invasiva e alla diffusione di specie faunistiche, come il cinghiale, che distruggono l'opera svolto dall'uomo.
Questo lavoro ha come obiettivo di analizzare una porzione di questo sistema terrazzato e l'oggetto di studio è la zona che comprende i comuni di Donnas e Pont-Saint-Martin che sono situati all'ingresso della Valle d'Aosta. Un territorio molto eterogeneo che oltre ad importantissimi elementi terrazzati adibiti alla coltivazione della vite è caratterizzato da grandi complessi industriali e da vaste aree prative.
L'analisi che si propone è soprattutto storica per comprendere l'evoluzione del territorio e capire come si è arrivati alla situazione attuale. Questo studio ha l'obiettivo di individuare l'evoluzione paesaggistica e comprendere i miglioramenti agronomici e tecnici della coltura della vite nel tempo e dimostrare la storicità di questo paesaggio.
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