Social housing a Milano: densificare Cascina Maletta
Claudia Giovanna Tiengo
Social housing a Milano: densificare Cascina Maletta.
Rel. Pierre Alain Croset. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Costruzione), 2011
Abstract
Il quartiere denominato "Cascina Merlata" trova alloggiamento nella periferia di Gallarate, Milano.
Il bando di concorso è apparso come una sfida: la progettazione di un macro complesso residenziale convenzionato che dovrà contenere più tipologie possibili di abitazioni partendo dal monolocale, tipologia meno richiesta, al bilocale, la più diffusa, per arrivare fino alla costruzione di quadrilocali e abitazioni duplex con la richiesta di un'impronta sociale che aiuti a dare un'effettiva entità alla zona d'intervento.
La realizzazione di questo tipo di edifici è possibile grazie all'intervento di cooperative di edilizia convenzionata che investendo nel mattone, concedono alle fasce meno agiate di avere un'abitazione di proprietà a prezzi incredibilmente favorevoli rispetto a quelli del libero mercato. L'attenta analisi delle richieste del bando di concorso, i sopralluoghi, le interviste dei residenti del luogo hanno sviluppato l'idea di partenza di un grande edificio a corte, che sviluppi al suo interno un habitat unico per gli stessi abitanti del quartiere.
La zona prescelta è strategica dal punto di vista della viabilità poiché parte del lotto si affaccia direttamente sulla principale arteria stradale che arriva nel cuore della città milanese provenendo dalla periferia nord-ovest. Inoltre l'estrema vicinanza del lotto alla futura zona espositiva del 2015, ha dato al progetto una valenza architettonica ed estetica ancora più importante.
Trattandosi di un lotto ad angolo, essendo il primo a essere costruito e trovandosi all'ingresso del nuovo quartiere, la sua costruzione funge da landmark per l'intera zona. L'erezione di un edificio di queste dimensioni concorrerà a ridefinire la linea dello skyline della zona e per questo motivo si è deciso di utilizzare un intervento architettonico del tipo di architettura frantumata, di un pieno svuotato.
La natura residuale e il carattere di marginalità del sito progettuale sono condizioni che il progetto vuole ribaltare attraverso il collegamento fisico e funzionale con il settore sud del quartiere Gallaratese e la massiccia intensificazione di qualità urbane in prossimità del fronte strada; si prevede quindi che in questo punto il progetto rappresenti una sorta di porta d'ingresso al nuovo quartiere, un sistema eretto sul costruito e sul parco, elemento fondamentale per lo sviluppo di questo intervento.
Invece di definire questa interfaccia come un fronte continuo di un isolato chiuso, così come il masterplan stesso fa, il progetto propone la costituzione di un isolato aperto e perfettamente permeabile da via Gallarate fino al parco retrostante, con quattro accessi pedonali intesi come portali d'ingresso alla casa a corte.
Il fronte compatto dell'edificio permette di percepire la sua intera grandezza, il senso di continuità delle sue facciate interrotto dai grossi vuoti creati dallo spaccato della costruzione, consente di vedere la vita all'interno dell'architettura.
La generazione dei caratteri urbani corrisponde alla densità dei flussi di vita pubblica previsti all'interno dell'edificio, condizione riproposta nella creazione di un grosso parco semi pubblico situato al piano terra dell'intervento.
Si ritiene che la residenza cooperativa faccia riferimento a un'attitudine più trasversale a condividere esperienze collettive e di relazione nell'ambito della propria sfera abitativa.
La predisposizione di spazi, variamente articolati e molto flessibili nell'assecondare queste proposte, contribuiscono alla funzionalità auto-gestita dell'insediamento e alla qualità delle relazioni di vicinato. Accanto a queste "infrastrutture" si da rilievo ai sistemi di ambienti collettivi più minuti e diffusi legati agli spazi di distribuzione al piano e ad alcuni spazi di servizio affinché possano diventare sede di relazioni molto diverse e di meccanismi di auto-vigilanza.
Relatori
Tipo di pubblicazione
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