Una casa per tutti? Verso nuovi stili dell'abitare
Tamara Mulassano
Una casa per tutti? Verso nuovi stili dell'abitare.
Rel. Elisabetta Forni, Agata Spaziante. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Costruzione), 2011
Abstract
Il significato della città è cambiato.
La città fino a poche decine di anni fa era il luogo dell'incontro, dello scambio, ricca di prospettive sempre nuove. I cittadini vivevano pienamente la città, frequentavano le piazze e i luoghi di incontro.
Oggi tutto è cambiato: la città è vista come qualcosa di pericoloso, insicuro e ostile dalla quale ci si deve 'proteggere'.
Le ragioni di questo vanno ricercate nei cambiamenti socio-economici che hanno interessato la nostra società, quali il prevalere della logica economica su qualsiasi altra logica, l'affermarsi dell'individualismo, la tendenza a privatizzare
ogni cosa, come anche gli spazi pubblici con la conseguente riduzione di questi ultimi, il riemergere di fenomeni che ormai erano superati come il razzismo e le disuguaglianze.
A causa delle problematiche appena citate le città vengono connotate come un qualcosa dal quale stare alla larga, perché diventate invivibili, specialmente per le fasce più deboli della popolazione in primis anziani e bambini, che vedono i luoghi che dovrebbero essere a loro destinati trasformarsi in aree insicure e pericolose.
Tutto questo contribuisce al diffondersi di una mentalità diffidente ed individualista che porta l'individuo a rinchiudersi, a rifugiarsi nella propria casa, o in ufficio, che vengono visti come unici luoghi sicuri perché privati, al 'riparo' dallo 'spazio pubblico pericoloso'. È fondamentale cambiare questo concetto. Si sta tentando di farlo, da qualche anno, ad esempio attraverso nuove soluzioni abitative che mirano a costruire quella rete di relazioni sociali tra vicini ormai abbandonate.
Questa tesi intende, attraverso l'analisi del disagio abitativo e delle nuove risposte abitative che stanno prendendo piede, analizzare come, attraverso nuovi modi di abitare e quindi di vita, sia possibile cambiare questi comportamenti ormai tipici della nostra società.
I cambiamenti sociali che riguardano la nostra società, quali l'aumento del numero delle famiglie in seguito a separazioni e divorzi, l'aumento della popolazione anziana, la presenza di giovani coppie o single che desiderano avere un'abitazione a fronte però della precarietà del reddito, l'aumento degli immigrati, ecc, contribuiscono alla nascita di nuovi utenti a basso reddito e, conseguentemente, di nuovi bisogni. Pertanto sul mercato è presente una nuova domanda, diversa da quella tradizionale con la quale siamo soliti confrontarci.
Questa tesi si sviluppa attraverso una linea tematica di carattere sociologico ed una di analisi delle nuove risposte abitative.
Verranno illustrate, infatti, le nuove risposte abitative che stanno prendendo piede nel nostro Paese, anche se maggiormente diffuse e adottate in Europa, come il social housing - in merito al quale verrà considerato il caso di Vienna, come città europea esemplare, perché particolarmente attiva nella produzione di case sociali - il cohousing, la flessibilità abitativa e l'autocostruzione. È fondamentale che le nuove risposte abitative si basino sull'analisi dei bisogni, differenti per ogni categoria di utenti, attraverso l'ascolto e la considerazione dei cittadini tentando di rispondere ad ogni esigenza in maniera adeguata. Dare, quindi, la possibilità a ciascuno di vedere soddisfatto il proprio diritto alla casa.
La questione sulla quale mi preme riflettere è:
rispetto alla comparsa di nuovi utenti, con nuovi bisogni (sul fronte della questione abitativa), le risposte che attualmente si stanno diffondendo saranno in grado di soddisfare la nuova domanda?
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