UN'IPOTESI DI RIFUNZIONALIZZAZIONE DEL MODERNO: AGAPE DI LEONARDO RICCI
Paolo Montesanto
UN'IPOTESI DI RIFUNZIONALIZZAZIONE DEL MODERNO: AGAPE DI LEONARDO RICCI.
Rel. Liliana Bazzanella. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2011
Abstract
Nell’immediato dopoguerra il pastore valdese T. Vinay incarica l’architetto L. Ricci per realizzare il villaggio di Agape presso Prali (To), col proposito di creare un luogo comunitario dove le nuove generazioni potessero educarsi ad una cultura di pace e consapevolezza civile.
L’intero parco costruito sorge a 1560 m di altitudine ed è frutto d’interventi successivi all’inaugurazione del 1951, per lo più ad opera di Ricci e G. K. Koenig.
Lo scopo di questa ricerca è sondare i possibili interventi volti ad aggiornare il comfort abitativo ai livelli degli attuali standard. Lo specifico di questi manufatti è nell’originalità progettuale, come pure nell’interpretazione della tradizione progettuale dell’edilizia comunitaria. Ricci parte da questi riferimenti per creare una sintassi propria utilizzando il lessico di Wright e gli insegnamenti del maestro Michelucci, secondo i principi dell’architettura organica così come percepiti dalla cosiddetta ‘Scuola fiorentina’.
Nell’approccio progettuale al costruito, l’analisi conoscitiva del testo su cui si andrà ad intervenire deve tenere soprattutto conto delle intenzioni progettuali. Per questa ragione è stata necessaria un’attenta ricerca di tutta la documentazione esistente presso archivi o privati, nonché il riscontro tra questa e il rilievo degli edifici. Non esistendo prima alcuno studio approfondito sull’architettura di Agape, il presente lavoro è attualmente il più completo su quest’opera.
Il contesto culturale in cui Agape sorge è indagato nel secondo capitolo: le dinamiche dei territori alpini si caricano oggi di nuove sfide in termini di rinnovamento. Queste opportunità di sviluppo sostenibile coinvolgono necessariamente Agape, patrimonio culturale e luogo di ospitalità turistica in un contesto – le Valli valdesi – che, all’indomani dell’evento olimpico del 2006, intende valorizzare le proprie vocazioni culturali ed economiche.
Gli interventi proposti sono semplici suggestioni progettuali, mentre, come visto, all’analisi conoscitiva è stata posta una maggiore e doverosa attenzione. Essi prevedono l’impiego di tecnologie e materiali ecocompatibili, in un approccio all’insegna della sostenibilità (di per sé il risanamento edilizio è già una pratica sostenibile) e sono volti a raggiungere comfort termico ed efficienza energetica.
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